Scontro in Regione sull’aumento delle rette della fondazione Fulgis

Rossetti (Pd): <Deledda, Duchessa di Galliera e Dis, raddoppiate le rette per i nuovi iscritti e aumentate quelle per gli altri. La Regione se ne lava le mani>. L’assessore Cavo: <Non è vero. Abbiamo chiesto, insieme al Comune di Genova, un intervento del Miur, dato che si tratta di un percorso di un istituto di scuola superiore che può attingere anche a fondi ministeriali ma non abbiamo avuto alcuna risposta>

Ieri, in consiglio regionale, Pippo Rossetti (consigliere Pd) ha presentato un’interrogazione sul fatto che la Fondazione Fulgis, che gestisce le scuole civiche scuole superiori di Genova Liceo Linguistico Grazia Deledda, lstituto Duchessa di Galliera e la Dis, Scuola Internazionale, ha riparametrato le rette raddoppiandole per i nuovi iscritti ed aumentandole significativamente per chi già frequenta gli istituti. Rossetti ha rilevato che lavorano in questi poli scolastici 240 unità e ci sono circa 1500 studenti e ha chiesto alla giunta di evitare l’insostenibile aumento delle rette e, conseguentemente, la progressiva riduzione delle attività della Fulgis.

L’assessore alla scuola Ilaria Cavo ha illustrato in aula la relazione giunta dalla fondazione con i dati relativi alle iscrizioni per i diversi indirizzi, le diverse offerte formative e le rette, con riduzioni parametrate alla situazione ISEE delle famiglie degli iscritti. L’assessore ha spiegato che Regione Liguria che non ha competenza nella programmazione delle offerte formative della fondazione, ma ha comunque assicurato il monitoraggio della Regione anche nel caso di eventuali incrementi delle rette.

<Caso Fondazione Fulgis: la Regione Liguria se ne lava le mani e abdica alla sua funzione istituzionale – dice Rossetti insieme al capogruppo Giovanni Lunardon – visto che è responsabile dell’offerta formativa sul territorio – per non scontrarsi con la maggioranza di centrodestra in Comune e in particolare con il sindaco Bucci. È questa la sostanza della risposta fornita oggi dall’assessore Ilaria Cavo che ha chiarito che la Regione non è interessata a sostenere la Fondazione. Ma il rischio che ci sia una contrazione dell’offerta formativa della Fulgis, a seguito del calo degli iscritti, è assai concreto, visto che le rette, in molti casi, sono più che raddoppiate, passando da 400 a 950 euro l’anno per la fascia da 20 mila euro di Isee, da 600 a 1425 per i redditi da 30 mila euro e da 700 a 1900 per quelli da 40 mila. La Fondazione Fulgis propone, da sempre, un’offerta formativa articolare e di qualità. Ed è evidente che la Regione, che come detto è responsabile dell’offerta formativa in Liguria, può intervenire concretamente per sostenere il Comune e garantire un aiuto economico alla Fulgis. Se ciò non avviene vuole dire che non ha intenzione di farlo. L’aumento delle rette, anche per chi già frequenta le scuole della Fondazione, porterà a un’emorragia di iscritti. E in questo modo si rischia di mettere in seria discussione il futuro di due istituti come Deledda e Duchessa di Galliera. Già la soppressione del diploma da Oss, che dopo la maturità consentiva agli studenti di trovare immediatamente lavoro, e la chiusura della “scuola bottega” attraverso la quale gli alunni vendevano i vestiti che realizzavano hanno assestato due duri colpi alla Fondazione. Questo aumento sproporzionato delle rette rischia di darle il colpo di grazia. L’assessore Cavo, però, ha deciso di voltarsi dall’altra parte>.

<Le iscrizioni agli istituti della fondazione Fulgis non sono diminuite, non c’ e un’emorragia di iscritti – risponde cavo in una nota -. Regione Liguria non si volta dall’altra parte. Nel mio intervento in aula ho riferito i dati della relazione del Consiglio di indirizzo di Fulgis, che sono molto chiari per chi li vuole capire”. Risponde così l’assessore all’istruzione Ilaria Cavo ai consiglieri regionale Pippo Rossetti e Giovanni Lunardon in merito all’aumento delle rette degli istituti paritari Deledda e Duchessa di Galliera, che fanno capo alla Fondazione Fulgis fondata e promossa dal Comune di Genova. “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: evidentemente il PD fa finta di non sentire perché deve strumentalizzare dati e fare allarmismo. Non ci voltiamo dall’altra parte ma non assecondiamo gli allarmismi. Piuttosto, abbiamo chiesto, insieme al Comune di Genova, un intervento del Miur, dato che si tratta di un percorso di un istituto di scuola superiore che può attingere anche a fondi ministeriali ma non abbiamo avuto alcuna risposta. Se Rossetti vuole rivolgersi da quella parte farà sicuramente cosa più utile. Ma capiamo che è più facile attaccare noi piuttosto che un ministro del suo governo>.

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