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L’ultimo saluto a don Luigi Traverso nella “sua” basilica di San Siro

Il funerale si terrà sabato 11 gennaio alle 10 nella chiesa dove era stato parroco per 57 anni

Don Luigi Traverso con Marco Doria nel giorno in cui gli era stato conferito il Grifo d’oro

Genova saluta il prete che ha vissuto la sua vita nell’impegno per gli emarginati e i bisognosi: don Luigi Traverso, morto ieri a 90 anni, è stato per 57 anni parroco della basilica di San Siro, la cattedrale della città prima dell’anno mille, nel cuore del centro storico. È sempre stato impegnato nella lotta alla povertà. Per questo, nel 2014, il Comune gli aveva conferito il Grifo d’Oro.

Questa la motivazione letta dall’allora sindaco Marco Doria, visibilmente emozionato: aPrete dei poveri, sacerdote di frontiera, promotore di iniziative strutturate che hanno precorso i tempi e che sono oggi patrimonio di molti. Sessant’anni di sacerdozio vissuti a contatto con la drammatica realtà sociale del centro storico di Genova, un’esistenza votata alla generosità e all’accoglienza verso il prossimo, alla cura dei poveri che con umiltà e dedizione affrontava ogni giorno per superare i drammi e le difficolta>. Più che una cerimonia, era stata una grande festa piena di calore per don Traverso, che coerente con l’umiltà e il rispetto verso gli altri che hanno sempre caratterizzato il suo sacerdozio, ha associato nel  ringraziamento al Sindaco, un elenco ricchissimo di persone, iniziato con il ricordo della sua famiglia e dei suoi luoghi d’origine, a testimonanza della sua  vicenda umana lineare e semplice ma pionieristica e straordinaria.

<Una vicenda semplice e straordinaria quella di don Luigi – aveva detto monsignor Marco Doldi, in rappresentanza del cardinale Bagnasco, spiegando che “sintetizza” l’attività di tanti preti e religiosi della nostra diocesi. Nel corso della cerimonia, sono stati ricordati altri sacerdoti genovesi attivi nella vita sociale della città: da don Venturelli, a don Balletto, a don Tubino, questi ultimi insigniti del Grifo rispettivamente nel 2005 e nel 2001.

A rappresentare lo spirito di collaborazione tra la chiesa genovese e il Comune ci aveva pensato Mario Calbi, che negli anni ’78-’85 era assessore ai servizi sociali del Comune. Erano gli anni in cui iniziava la collaborazione, in campo sociale, tra Palazzo Tursi e le associazioni di volontariato e le parrocchie; anni in cui si avviò quel sistema di sussidiarietà che vive – molto faticosamente a causa delle risorse sempre più scarse – ancora oggi. Il tutto nonostante l’amministrazione fosse di sinistra e molte delle attività sociali a favore della comunità bisognosa fossero svolte da sacerdoti e religiosi: <con don Luigi – aveva spiegato – abbiamo costruito un sistema di servizi per le persone senza farci la guerra>.

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