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Le orche abbandonano il porto di Pra’, ma poi tornano indietro

La speranza è che non tornino indietro. Solo in mare aperto, infatti, possono trovare il cibo di cui hanno bisogno. La femmina di orca ha abbandonato il corpo del cucciolo morto dopo diversi giorni di sforzi per tenerlo a galla. Un comportamento studiato in almeno 7 specie di cetacei


Aggiornamento: i mammiferi marini sono, purtroppo, già tornati nelle acque antistanti il porto


Sono uscite dal porto di Pra’ le orche che stazionavano da giorni in quelle acque, mentre una femmina continuava a tentare di tenere a galla il corpo del suo cucciolo morto. I cetacei sono animali sociali e intelligenti e formano legami molto stretti gli uni con gli altri. Legami che, come accade per gli umani, vanno oltre la morte di uno di essi. Studi scientifici che hanno dimostrato che almeno sette specie di mammiferi marini vegliano i cadaveri dei simili, non necessariamente i figli. Non sono gli unici animali a farlo. Succede alle giraffe, agli scimpanzé e agli elefanti, che tornano più volte al corpo del loro compagno morto. Gli animali provano emozioni simili alle nostre e il lutto li porta a sospendere i comportamenti abituali e ad esprimere uno stato di sofferenza emotiva.

Uno studio rivela i comportamenti di lutto in sette specie di cetacei, dall’enorme capodoglio fino alla piccola stenella dal lungo rostro. Come spiegano sul Journal of Mammalogy, ognuna di queste specie è stata vista accompagnarsi ai suoi morti negli oceani di tutto il mondo.

Un comportamento tale, dopotutto, ha un costo enorme: un cetaceo che veglia su un compagno morto è un cetaceo che non si sta nutrendo, né sta rafforzando le sue alleanze con altri individui. Lo spiega Melissa Reggente, biologa dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e co-autrice dello studio, su un articolo del National Geographic molto interessante da leggere per capire il comportamento dell’orca genovese nei riguardi del suo cucciolo morto.

Ora è fondamentale che il gruppo di orche non torni indietro e che resti in mare aperto, dove può trovare le sue prede. Se mamma orca e i suoi compagni non torneranno a mangiare saranno in pericolo anche loro.

In copertina: fotografia di Robin W. Baird, Cascadia Research

Il video di ieri della Guardia Costiera

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