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Meningite, più vaccinazioni con fondi regionali, ma per gli adulti non è possibile prevenzione

Ilaria Caccia: le analisi diranno di quale tipo di meningococco è morta. Il 15% delle persone ha il meningococco in gola: ad alcuni causa la malattia con diversi esiti e conseguenze, mentre altri nemmeno se me accorgono. Ecco come avviene il contagio e quali sono i sintomi

<Di fronte all’ineluttabilità di alcuni fatti solo la vicinanza può dare un senso al grande dolore, cui sono profondamente partecipe. Allo stesso tempo, alla luce di indicazioni puntuali da parte della commissione vaccini regionale coordinata da Alisa e in linea con il piano nazionale e regionale di prevenzione vaccinale, abbiamo provveduto come Giunta Regionale a mettere a disposizione, martedì scorso, le risorse necessarie per un programma straordinario per implementare tra gli adolescenti la copertura vaccinale contro il meningococco. Il programma potrà essere attivato a breve per aumentare la protezione della popolazione ligure>. Lo dice la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale, in merito al decesso della 27enne genovese Ilaria Caccia a causa della meningite. Le risorse sono state stanziate nell’ambito del piano di investimenti varato dalla Giunta il 12 novembre scorso.  

Nessun vaccino per gli adulti

Una persona su 6 delle persone ospita il meningococco in gola. Alcuni hanno conseguenze limitate, altri nemmeno se ne accorgono e non hanno il minimo disturbo. Solo grazie alle analisi, nei prossimi giorni, i medici del San Martino potranno capire di quale tipo è morta Ilaria. I tipi A e B possono essere coperti da vaccino per bimbi e adolescenti, ma adulti non possono prendere alcuna misura precauzionale.

Cos’è la meningite

La meningite è un’infiammazione delle meningi, cioè delle membrane che racchiudono e proteggono il cervello e il midollo spinale. Di solito, questa patologia riconosce una causa infettiva, ma esistono anche forme provocate da fenomeni irritativi (es. farmaci, infiltrazione neoplastica da tumori cerebrali primitivi o metastasi, lesioni fisiche ecc.) ed alcune malattie sistemiche (come sarcoidosi e vasculiti).

Le forme di meningite più comuni

L’infiammazione meningea su base infettiva può essere provocata da virus, batteri e funghi. La meningite virale (conosciuta anche come meningite asettica) è abbastanza comune e meno grave rispetto alle forme batteriche; di solito, i sintomi sono molto simili a quelli di una comune influenza, non comporta gravi conseguenze e la malattia si risolve nell’arco di una decina di giorni.
La meningite batterica è più rara, ma estremamente grave e può avere conseguenze anche letali. Tra gli agenti che causano la meningite vi sono: Neisseria meningitidis (meningocco), Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae di tipo b (emofilo B o Hib).
La meningite da funghi (o miceti) colpisce soprattutto le persone con il sistema immunitario fortemente debilitato e può determinare complicanze rischiose per la vita.

Come si sviluppa l’infezione

Le meningi sono normalmente sterili e rappresentano un ambiente caldo e ricco di nutrienti, quindi ideale per la colonizzazione di microrganismi patogeni provenienti dall’esterno (come nel caso di traumi penetranti o manovre neurochirurgiche) o da foci di infezione adiacenti (es. sinusiti e polmoniti). In quest’ultimo caso, sono necessarie circostanze particolari, come l’abbassamento delle difese immunitarie o la presenza concomitante di altre patologie (es. tubercolosi, morbillo, rosolia, varicella ecc.), che permettano a batteri e virus di raggiungere le meningi attraverso il sangue e il liquido cerebro-spinale (o liquor, cioè il fluido che permea e protegge il cervello e il midollo spinale). Il periodo di incubazione varia tra 3 e 4 giorni, ma può prolungarsi fino a 10 giorni (tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria).

Il contagio

Tutti possono ammalarsi di meningite, ma i bambini piccoli e gli adolescenti presentano una probabilità più elevata di contrarre l’infezione causata dai diversi tipi di meningococco. Soggetti a rischio sono anche gli anziani, chi soffre di deficit immunitari e di altre patologie croniche.
La trasmissione della meningite infettiva si verifica in seguito a un contatto prolungato e stretto con persone affette dalla malattia o portatori sani. Il contagio può avvenire per via aerea (tramite goccioline di saliva e secrezioni nasali disperse parlando, tossendo o starnutendo) o attraverso il diretto contatto di liquidi biologici (es. bevendo dallo stesso bicchiere o mangiando con le stesse posate di un soggetto che ha contratto la malattia).
L’esposizione agli agenti causali non comporta necessariamente lo sviluppo della meningite: è frequente, infatti, lo stato di portatore, cioè di individuo sano completamente asintomatico e transitorio, che non sviluppa la malattia.

Sintomi e complicanze

I sintomi tipici della meningite includono: rigidità del collo e della nuca, febbre alta, mal di testa, nausea e vomito, chiazze cutanee diffuse, forte debolezza e prostrazione, alterazione del livello di coscienza e convulsioni. Nei lattanti e nei piccoli bambini, la malattia può manifestarsi, soprattutto nelle fasi iniziali, con segni più sfumati, come mancanza di appetito, irritabilità e febbricola.
In alcuni casi, come nel caso di Ilaria Caccia, la meningite ha un decorso fulminante, che può anche portare al decesso in poche ore. Altre volte, la patologia ha conseguenze gravi e invalidanti (danni cerebrali, sordità, epilessia, problemi alla vista, paralisi e deficit neuro-motorio). Inoltre, se il batterio raggiunge il sangue, può interessare altri organi determinando un quadro clinico ancora più serio (sepsi).

Diagnosi

La diagnosi di meningite viene confermata dall’analisi citochimica e colturale del liquor prelevato attraverso la puntura lombare (cioè posizionando un ago nella parte bassa della schiena, attraverso la colonna vertebrale) e da esami di biologia molecolare.

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