San Fruttuoso si ribella al “sequestro” dei libri al venditore di strada

Il presidente del Municipio Bassa Valbisagno Massimo Ferrante: <Nessuno ci ha coinvolto. Sto ricevendo una valanga di messaggi da cittadini indignati che chiedono di aiutare il ragazzo. Sono ben altre le priorità di San Fruttuoso. Comune forte coi deboli, ma non incide sui problemi reali: spaccio e droga che hanno reso invivibili altre zone del quartiere>

Tutto comincia con il camion da trasporto della polizia locale che si riempie di scatole di libri usati, ben 42, che sono stati portati nella depositeria di via Oristano come oggetti rinvenuti. Non un vero e proprio sequestro, ma lo sgombero di fatto di una piccolissima area vicino al mercato di Terralba.
Lì un ragazzo straniero sui trent’anni da tempo vende libri usati per riuscire a campare. È regolare sul territorio ed è conosciuto e benvoluto dalla cittadinanza. Tanto che sono in molti a regalargli i libri da vendere invece di gettarli nella spazzatura quando non li vogliono più. C’è chi glieli regala e poi, qualche giorno dopo, li va a ricomprare pur di allungargli qualche soldino con cui possa comprare da mangiare senza offenderlo.
Sulle pagine Facebook dedicate al quartiere soffiano venti di rivolta: <Li vendeva quel ragazzo che non aveva famiglia – dice un’abitante -. Tutti noi abbiamo portato qualche libro affinché si facesse un po’ di soldi, vendendoli per andare avanti>; <I servizi sociali dovrebbero muoversi – scrive un altro -. Non voglio proprio immaginare il senso di solitudine di questo povero ragazzo “ucciso” dal quartiere e da persone poco sensibili>.
Il ragazzo non è stato sanzionato (al momento non era nemmeno presente). Gli oggetti posti in vendita non erano né contraffatti né rubati, ma donati. Certo, non una situazione annonariamente regolarissima, ma nemmeno un reato né una situazione di grave irregolarità. I libri sono stati considerati come abbandonati, come se fossero stati lasciati vicino a un cassonetto. Invece no, erano su due carrelli tipo quelli che si usano per movimentare le cassette di frutta (quindi non è configurabile neppure l’occupazione suolo abusiva). <Lui teneva i libri dal fruttivendolo – racconta una persona della zona -. Poi li prendeva e li metteva sulla bancarella per vendere qualcosa. Molti, me compresa, hanno ricomprato gli stessi libri che avevano donato, affinché qualche soldino entrasse nelle sue tasche. Ora che farà?>.
A indicare alla polizia locale la necessità di rimuovere i libri è stata l’assessore al Commercio del Comune Paola Bordilli, sempre prodiga di richieste minute raccolte presso i cittadini sul territorio, che finiscono a pioggia direttamente sulla polizia locale. In questo caso, pare, però, che abbia raccolto i mugugni di qualcuno che non la pensa come la maggior parte dei cittadini della zona. Così adesso il quartiere è in rivolta. Il venditore di libri usati è straniero, ma questo alla gente di San Fruttuoso non importa, perché é gentile ed educato. Saluta, sorride, non fa niente di male, aiuta persino qualche anziano a portare le borse della spesa. Lo conoscono tutti, tutti gli vogliono bene e non sono disposti ad accettare quello che ritengono un sopruso bello e buono. Peggio, la deliberata decisione di togliere l’unico mezzo di sostentamento, tra l’altro onesto: in fondo i libri non sono merce contraffatta né rubata: sono regalati e non ci sono in zona librerie usate a cui vengano sottratti affari. I guadagni sono appena qualche spicciolo, due lire che consentono al ragazzo di non morire di fame. La “spiata” maligna arrivata all’assessore sembra più il frutto di una cattiveria bella e buona nei confronti del giovane straniero che non dava fastidio a nessuno che la denuncia di una situazione di illegalità. E, purtroppo, è stata presa per oro colato, inviando subito la polizia locale. Molto velocemente, come invece non accade, dicono i cittadini, per risolvere problemi reali e molto gravi.

sgombero libri usati

L'”operazione”, è passata sulla testa del Municipio e crea anche un problema diplomatico. <Esiste un recentissimo regolamento che specifica la necessità di coordinamento tra presidente del Municipio e la polizia locale sugli interventi in zona – dice il presidente della Bassa Valbisagno, Massimo Ferrante -. Almeno una telefonata, la parte politica la poteva dare! Gli avremmo detto che i problemi prioritari del quartiere sono ben altri>.

I veri problemi del quartiere secondo il presidente del Municipio Ferrante

Quali sono gli appelli rimasti inascoltati da una giunta tanto veloce ad agire su un poveretto che tira a campare il più onestamente e dignitosamente che può, aiutato discretamente (perché non s’offenda) dalla gente della zona?
<Abbiamo fatto tanta fatica a risollevare la zona di Borgo Incrociati – dice Ferrante -, ma la Regione ha piazzato, senza concordare nulla col Municipio, il Sert in via Canevari. Così il territorio faticosamente migliorato con l’aiuto del Municipio, si è riempito di tossicodipendenti che vanno a prendere il metadone. Poi c’è il disastro di piazza Raggi, piena non solo di persone ubriache, ma anche di tossicodipendenti e di spacciatori: una situazione da incubo, e la gente ha persino paura a passarci. Due settimane fa i carabinieri hanno portato a termine un’operazione che ha portato all’arresto di spacciatori che vendevano crack agli studenti. C’è spaccio anche in piazza Martinez, come in passo Ferradini. In via Casoni bivaccano gruppi di ubrachi che è capitato anche si prendessero a bottigliate. Ora ditemi se il primo problema su cui intervenire era il venditori di libri usati di piazza Terralba. Certo, ciò che è illecito è illecito e il venditore non aveva licenza, ma il Comune prima di impegnarsi su una questione residuale dovrebbe impegnarsi su quelli gravi e gravissimi che da tempo segnaliamo. Invece se l’è presa con una persona debole, facile da aggredire, guardacaso straniera. Non nego che qualche volta fosse disordinato, ma bastava richiamarlo, come io stesso ho fatto, e metteva a posto sedia e carrello. Il venditore è un povero cristo, educato, che cercava solo di sbarcare il lunario senza dare fastidio a nessuno. E adesso che il Comune ha fatto portare via i suoi libri usati lo mette a rischio, lo spinge verso l’esclusione sociale. Spero si presenti ai servizi sociali per essere aiutato, servizi che il Comune ha accentrato togliendone le competenze ai Municipi. Agire così nei confronti di persone deboli ma oneste, le spinge verso pericolose zone d’ombra. Se avrà fame, quel ragazzo che guadagnava qualche euro con i libri potrebbe essere facile preda di chi volesse avviarlo ad affari loschi>, perché la fame è cattiva consigliera.

Gli abitanti rivogliono il librai a Terralba

Ora, gli abitanti della zona proveranno a cercare il ragazzo, a regalargli altri libri, a convincerlo a tornare a venderli a Terralba, pronti a difenderlo dall’amministrazione a cui all’occorrenza sapranno ricordare che sono ben altri i problemi di vivibilità e sicurezza del quartiere di cui non si fa carico. Problemi che lo stesso Municipio da tempo denuncia senza che ci sia stato alcun intervento per contenerli.

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