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Ilva, Fiom pronta alla protesta. A rischio quasi 1300 lavoratori a Genova

Il presidente della Regione Toti ha già chiamato la città alla mobilitazione comune. Stamattina l’incontro a De Ferrari. Bucci: <Pronto a lavorare con Regione e sindacati>

Se Taranto si fermerà non arriveranno più i rotoli di acciaio e si fermerà anche Genova. E allora la Fiom è pronta a mettere in atto la protesta delle proteste. Il sindacato è pronto a bloccare la città, ma sarà diverso dalle altre volte. Potrebbe esserci una mobilitazione generale della città, come già è stato per Fincantieri, con le categorie economiche coinvolte e la istituzioni locali in prima fila. Bruno Manganaro, segretario Fiom, annuncia che la manifestazione del sindacato è già in preparazione e che i lavoratori mostreranno <la loro rabbia e la loro determinazione>.

A rischio, solo a Genova, ci sono mille lavoratori a cui si aggiungono i 280 in cassa integrazione che stavano aspettando di essere reinseriti. Col disimpegno di Arcelor Mittal non ci sarebbe futuro per nessuno di loro.

<Il governo ha creato questo problema per insipienza e pura propaganda, come è tipico dei Cinque Stelle; ora il Governo deve risolverlo – ha detto ieri il presidente della Regione Giovanni Toti -. La chiusura di Ilva significherebbe perdere un punto del prodotto interno lordo italiano, oltre ventimila posti di lavoro e un asset strategico per il paese. Questa è davvero una delle colpe più gravi che questo governo ha, e ne ha una lunga serie: mi auguro che sappia fare marcia indietro nel più breve tempo possibile, prima che questo guaio diventi irrisolvibile. Questo governo ormai sembra schiavo delle politiche più velleitarie del movimento 5 stelle ne abbiamo sentite di tutte e intanto il pil è fermo, la disoccupazione cresce. Mi chiedo quando si riuscirà ad avere un governo che dia finalmente risposte che non siano velleitarie, insensate e puramente propagandistiche. Nel momento in cui facciamo un tavolo di crisi sull’automobile al Ministero dello sviluppo economico, quello stesso governo chiude l’acciaio e le aziende che producono il materiale per  fare l’automotive? Siamo allo sbando più totale, è un circo equestre. Non si tratta oggi di salvare le aree dell’autorità portuale, si tratta di salvare il lavoro a Genova, Novi Ligure e Taranto. Ilva è un’azienda strategica a livello nazionale che viene chiusa per pura propaganda dal Movimento 5 Stelle, che insegue ancora una volta desideri irrealizzabili spinto da un ambientalismo male interpretato, totalmente inutile a questo paese e alla vita delle persone. Sarò in piazza ovunque con i lavoratori per difendere il lavoro, l’occupazione e un’azienda strategica>.

<Sono molto preoccupato per la decisione dei vertici di Arcelor Mittal che hanno comunicato il recesso del contratto con cui un anno fa avevano rilevato l’ex Ilva – ha commentato il sindaco Marco Bucci -. C’è in gioco il futuro dell’industria siderurgica italiana: auspicando che il Governo possa rivedere le proprie scelte per mitigare questo rischio sono pronto a lavorare da subito, per quanto nelle mie possibilità, con Regione Liguria e i sindacati dei lavoratori per contrastare in ogni modo qualsiasi scenario negativo che potrebbe riflettersi anche sullo stabilimento di Cornigliano>.

Intanto in mattinata a Genova, dalle 11, si svolgerà l’incontro tra sindacati e Regione. L’obiettivo è, appunto, quello di creare un fronte unico per non creare danni alla città e costringere allo stesso tempo il Governo a trovare una soluzione. Davanti al palazzo di piazza de Ferrari, un gruppo di lavoratori dell’ex Ilva effettuerà un presidio per dimostrare che la guardia è altissima.
A Roma, invece, è previsto un vertice tra il premier Giuseppe Conte e i vertici di Arcelor Mittal.

Il gruppo comunale Lista Crivello chiede <la convocazione straordinaria del Consiglio Comunale di Genova per tutelare, difendere i lavoratori e le capacità produttive del Paese e della nostra Città>.
<È necessario decidere in maniera unitaria tutte le forme di mobilitazione che Genova deve mettere in atto per salvaguardare la produzione siderurgica ed evitare un danno enorme ed irreparabile per il Paese ed in particolare per Genova e la Liguria> dicono Gianni Crivello ed Enrico Pignone.

Potere al Popolo chiede la nazionalizzazione di Ilva e sostiene che lo <stabilimento di Taranto deve essere chiuso, spostato e totalmente riconvertito>. <Il disastro ambientale di Taranto evidentemente non ha insegnato nulla a nessuno. I governi che si sono succeduti hanno sempre negato la necessità di procedere alla nazionalizzazione del comparto – dicono al partito -. Eppure questa rappresenta l’unica possibilità per mantenere l’industria dell’acciaio in Italia, riconvertire totalmente il ciclo produttivo in nome della compatibilità ambientale, salvare i posti di lavoro e procedere alle operazioni di bonifica degli impianti e raggiungimento di un maggiore equilibrio tra la zona abitata e quella industriale. Questa mancata presa di responsabilità oggi pesa come un macigno sulle spalle degli operai anche a Genova. Occorre difendere i posti di lavoro ma per farlo occorre una strategia politica e la difesa dell’occupazione ad ogni costo non solo è sbagliata ma non porta a nessun risultato. Siamo a fianco delle lotte degli operai dell’Ilva a Genova, ma occorre capire che non ci sarà nessuna salvaguardia dei posti di lavoro se non si affronta il tema della proprietà pubblica. Lo stabilimento di Taranto deve essere chiuso, spostato e totalmente riconvertito. Per farlo servono investimenti sul lavoro, sull’ambiente sganciati dalle logiche del profitto. Non basta preoccuparsi solo del mantenimento della produzione come sta chiedendo Confindustria. Non ci si può appellare ad uno scudo penale, come chiede Salvini, per uno stabilimento che ha già causato e causerà centinaia di morti>.

Sinistra Italiana auspica <da parte del Governo, un impegno concreto nel segno della responsabilità al fine non solo di garantire, obiettivo primario, la continuità occupazionale dei tanti lavoratori coinvolti, ma anche di fornire segnali concreti per affrontare gli attuali snodi cruciali per la produzione siderurgica dimostrando quindi di saper mettere in campo una precisa strategia produttiva, strettamente necessaria per l’Italia. La preoccupazione è naturalmente rivolta anche al nostro stabilimento di Cornigliano. Genova, infatti, rischia di pagare un prezzo altissimo: dopo aver fatto una importante operazione di risanamento ambientale, oggi quello stesso stabilimento si configura come una eccellenza che rischia di essere messa in discussione da scelte poco avvedute da parte di questo Governo>.

<A Genova non un posto di lavoro in meno – dicono al gruppo regionale della Lega -. Siamo pronti alla battaglia contro le follie del Pd, che ostaggio del M5S, in nome di un falso ecologismo, ha creato una potenziale bomba sociale senza pensare al futuro del Paese e fregandosene dei lavoratori>. <Ora occorre una grande mobilitazione cittadina in difesa di un settore strategico come l’acciaio e dello stabilimento genovese, che è un’eccellenza del polo produttivo ligure e italiano> continuano al partito.


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