In manette il patron della nuova residenza per anziani di via Siffredi “Sereni Orizzonti”

Oltre a Massimo Blasoni, proprietario della mega azienda “Sereni Orizzonti”, la guardia di finanza ha arrestato 3 persone. 4, invece, ai domiciliari. L’ipotesi è di truffa al Sistema Sanitario Nazionale. Per l’accusa venivano erogate minori prestazioni rispetto a quelle pagate con le rette anche a rischio di pregiudicare <benessere e salute>

Tra l’ottantina di residenze per anziani anche non autosufficienti in tutta Italia, ha anche tre ricoveri per anziani nella città metropolitana di Genova, uno a Sestri Ponente, uno a Recco e uno a Busalla, l’azienda “Sereni Orizzonti” il cui fondatore, Massimo Blasoni, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Udine con l’accusa di truffa aggravata in materia di spesa socio-sanitaria, ai danni dei bilanci delle regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia (quindi, non la Liguria). Oltre a lui, in tre sono finiti in carcere, 4 persone sono agli arresti domiciliari, uno è stato sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora. Le Fiamme Gialle ha messo in atto una serie di perquisizioni e ha operato sequestri per 10 milioni di euro, la cifra che sarebbe stata indebitamente erogata all’azienda tra il 2016 il 2018 a titolo di contributi e rimborsi per oneri sanitari.

Altre sei le residenze dell’azienda in Liguria, tutte a Savona e provincia.
La residenza genovese, appena aperta, si trova in via Siffredi, negli ex locali della Marconi. In Italia le strutture (tutte convenzionate) sono un’ottantina, per quasi 6 mila posti letto. Altre strutture sono in Germania e in Spagna. L’azienda conta su un giro d’affari di 200 milioni di euro. Non gestisce solo case di cura (anche se questo è il core business), ma anche 10 comunità per minori. Tremila i dipendenti, per la maggior parte donne. Tra le ipotesi di reato anche irregolarità nel trattamento dei lavoratori.
Secondo gli investigatori, Blasoni e gli altri indagati <comprimevano al massimo il costo del personale> garantendo prestazioni assistenziali meno complete di quanto fosse previsto e fosse pagato attraverso le rette di degenza. E questo anche a rischio di pregiudicare <benessere e salute> delle persone ricoverate.

Una fedina penale pesante

Massimo Blasoni era già stato condannato nel 1996 per esercizio abusivo della professione di consulente del lavoro e aveva patteggiato una sanzione di 400 mila lire.
Risale invece al 1999 la condanna a un anno e 9 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, evasione fiscale, appropriazione indebita, corruzione aggravata. Per i reati, commessi tra il 1991 e il 1996, aveva patteggiato e aveva goduto della sospensione della pena.
Nuovi guai nel 2004, quando Blasoni, sempre patteggiando, aveva “scambiato” la condanna a 6 mesi di carcere con un’ammenda di 6.800 euro per delitto colposo di danno e violazione delle regole relative agli infortuni sul lavoro.

La carriera politica in Forza Italia e Pdl

Nonostante la corposa fedina penale, era stato inserito nelle liste elettorali di Forza Italia ed era stato consigliere regionale (ruolo che ha ricoperto dal 2003 al 2008). Poi, fino al 2013, è stato consigliere regionale del Pdl.

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