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Cgil, in italia ancora la maggior disparità salariale tra uomini e donne

L’assemblea delle delegate: <Stipendi e pensioni più basse. La cura domestica grava quasi tutta sulle spalle delle donne. Solo la metà rientra in azienda dopo aver partorito, spesso per mancanza di servizi. Se sono straniere, devono spesso soggiacere a ricatti per lavorare>

Questa mattina presso il Circolo Cap di via Albertazzi 1 si è svolta l’assemblea delle delegate della Camera del Lavoro di Genova “La metà del quadrato rosso”<Pur ottenendo ottimi risultati negli studi – è stato detto all’assemblea -, alle donne non sono riconosciuti altrettanti riconoscimenti professionali e nei percorsi di carriera spesso sono penalizzate dalla responsabilità del lavoro di cura e domestico che grava quasi totalmente sulle loro spalle. La contrattazione è lo strumento con cui si conquistano diritti e si incide a livello di organizzazione del lavoro e con quella di genere si può intervenire per cambiare quell’idea che il lavoro è quello maschile. Oggi nel mondo il 49.6% delle donne non lavora. Le donne spesso rinunciano a cercare lavoro, spesso per la mancanza di servizi: solo 43 donne su 100 rientrano al lavoro dopo la nascita di un figlio, come se la maternità non avesse un valore sociale. Inoltre, nella classifica mondiale della parità tra uomini e donne restiamo tra i Paesi con maggiori disparità salariali (rispetto agli uomini è come se le donne lavorassero 59 giorni a salario zero), con l’effetto di un maggior divario pensionistico a sfavore delle donne. Le donne, quando sono straniere, in assenza di una rete di sostegno familiare, spesso sono vittime di ricatti per avere un lavoro, per mantenerlo, o per ottenere o mantenere il permesso di soggiorno>.

<Le politiche di genere sul versante della contrattazione quindi non vanno considerate come un lusso – proseguono alla Cgil – , ma devono essere il volano per una politica di valorizzazione del contributo che le donne possono dare allo sviluppo e all’innovazione, attingendo a quelle peculiarità che fanno della differenza un valore aggiunto. Le donne vivono anche altre penalizzazioni oltre al lavoro, in particolare sul versante della sicurezza: la violenza fuori e soprattutto dentro le mura domestiche è una emergenza del nostro Paese. In Italia le donne continuano ad essere uccise al ritmo di una ogni tre giorni. La violenza contro le donne è una realtà eppure in molti casi viene ancora sottovalutata quando non banalizzata. La posizione della Cgil è chiara: la violenza nei confronti delle donne è una sconfitta per tutti perché non è la violenza nei confronti della singola persona bensì nei confronti dell’intera società. In Camera del Lavoro ospitiamo diverse associazioni tra cui il Centro per non subire violenza onlus, il centro White Dove (sportello di ascolto e prima accoglienza dedicato agli uomini autori di violenza nelle relazioni affettive) e nella sede Cgil di Bolzaneto, il centro Pandora>.

<L’obiettivo dell’azione sindacale dentro e fuori i luoghi di lavoro – concludono alla Camera del Lavoro – è quello di uscire dalla retorica per creare le condizioni effettive per il riconoscimento e la valorizzazione della diversità per affermare un concetto molto attuale e cioè che le differenze sono un valore e non un elemento di paura o scontro>.

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