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4 ore da Principe ad Arquata, il capotreno identifica passeggero giornalista che invia notizie ai colleghi

Intanto Regione Liguria è pronta a rescindere il contratto di servizio dopo i disagi del 16 agosto

Spiacevole episodio sul treno intercity 35662 che ha impiegato 4 ore e 3 stop per arrivare ad Arquata Scrivia. Un collega, giornalista professionista, in forze a Radio24, un’importante radio nazionale specializzata anche in trasporti, è stato prima “sgridato” dal capotreno a Pontedecimo perché fotografava la situazione, poi, ad Arquata Scrivia, controllato ed identificato dal capotreno, unico tra tutti i passeggeri. Lo spiacevole episodio è accaduto oggi durante l’odissea dell’intercity 35662, partito da Principe alle 9:15 è appena arrivato in Basso Piemonte mentre decine e decine di persone hanno perso la giornata di lavoro e le coincidenze con treni e altri aerei. Il capotreno, a Pontedecimo, ha minacciato il collega di chiamare le forze di polizia perché fotografa la situazione in banchina, in luogo pubblico, dove nessuna regola vieta di farlo: un atto che è suonato intimidatorio, ma che non ha impedito al giornalista di diffondere le notizie ai colleghi delle testate genovesi. Il giornalista ha risposto di chiamare tranquillamente le ffo e che, anzi, se lo auspicava. In seguito agli altri due stop del convoglio, è arrivata da Trenitalia la notizia dell’aggressione al capotreno. È arrivata la polizia e ha identificato un turista austriaco che viaggiava con la propria famiglia, bambini compresi. Non sono stati chiamati i soccorso sanitari e il capotreno, che evidentemente non riporta alcuna ferita, sta continuando regolarmente il proprio lavoro. Lo stesso capotreno, a richiesta del collega, ha smentito seccamente di essere stato picchiato e anche la Polfer del Piemonte smentisce l’aggressione: è stata chiamata perché il turista austriaco avrebbe tentato di impedire al capotreno di riattivare il freno a mano. Non è quindi chiaro per quale motivo Trenitalia abbia diffuso una notizia che risulta falsa. Poi l’identificazione del collega, su espresso ordine della sala operativa di Trenitalia, evidentemente non contenta che ci sia chi informa i giornali. Una presa di posizione singolare e spiacevole.

Secondo quanto abbiamo appreso, il locomotore aveva già manifestato problemi prima della partenza, ma sarebbe stato comunque sistemato alla testa del treno. Si è deciso di farlo procedere lentamente ma in prossimità della stazione di Pontedecimo si è fermato. È stato fatto arrivare uno dei due locomotori di rispetto Fermi ai due capi della linea che in pendenza e, quindi, a maggior rischio. La linea principale per Milano è in questi giorni chiusa per lavori. Il nuovo locomotore ha agganciato il vecchio e, molto lentamente, a cominciato a tirarlo. Si sono però rotti i fermi che collegavano le due macchine. Il nuovo guasto è stato riparato sul posto, con ulteriore ritardo per il convoglio. Quando il treno era quasi arrivato ad Arquata Scrivia, Il turista austriaco avrebbe tirato il freno di emergenza, ma non c’è stato alcun contatto fisico con il capotreno e nemmeno il viaggiatore avrebbe sputato addosso al personale di Trenitalia. Quanto diffuso, quindi, dall’azienda, risulta falso.

Intanto Regione Liguria è pronta a rescindere il contratto di servizio <se quanto avvenuto lo scorso 16 agosto dovesse ripetersi, come peraltro stabilito dallo stesso articolo 27 del contratto>. Lo scrive in una lettera indirizzata questa mattina all’ad di Trenitalia, l’assessore regionale ai Trasporti Gianni Berrino, dopo la soppressione di 23 treni in tutta la Liguria avvenuta il giorno dopo Ferragosto, creando grandi problemi ai lavoratori, ai pendolari e ai turisti in Liguria e un terribile danno di immagine per la regione.

Dopo il venerdì nero e la dura presa di posizione contro l’azienda di Berrino, l’assessore ha preso carta a penna e ha scritto all’ad Orazio Iacono, al direttore della Divisione Passeggeri regionale Maria Annunziata Giaconia e al direttore della direzione regionale Liguria Giovanna Braghieri.

“Quanto accaduto venerdì con la soppressione di 23 treni è inaccettabile – ha riportato Berrino – Noi paghiamo il servizio dal 1 gennaio al 31 dicembre, pertanto ogni treno in meno verrà conteggiato e saranno comminate sanzioni che stiamo valutando sulla base di quanto previsto dal contratto di servizio e che saranno applicate entro fine anno a Trenitalia. Tutto questo non sarà certo sufficiente perché il danno, soprattutto di immagine, è stato grave. Ma siamo pronti a prendere in considerazione anche misure estreme, come la rescissione del contratto.” Da qui la lettera che questa mattina l’assessore Berrino ha inviato ai vertici di Trenitalia.

Nel testo della missiva Berrino chiede anche una “relazione dettagliata su quanto accaduto, oltre ad un’attenta indagine interna che deve portare a una riorganizzazione generale nell’interesse dei cittadini”. “Trenitalia – continua ancora Berrino – è tenuta infatti ad eseguire in modo adeguato tutte le attività necessarie ad effettuare i servizi previsti dal programma di esercizio, nel rispetto degli obblighi di servizio e degli standard minimi di qualità previsti dal contratto”. 

Oggi i nuovi disagi, sia sulla linea Genoa-La Spezia, sia sull’Intercity diretto a Milano dove gli utenti stanno subendo fortissimi disagi è un ritardo di almeno 3 ore.

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