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Le torri di Porta Soprana trasformate in ripostiglio dalla cooperativa di gestione

Una volta erano a disposizione del Municipio per allestire piccole mostre, oggi sono un magazzino pieno di cianfrusaglie e mobili vecchi

D’Andrade nel locale d’accesso di una delle torri

Avete presente le torri di Porta Soprana, parte della cinta muraria della città già nel IX secolo, parte delle mura costruite contro il Barbarossa tra il 1155 e il 1159 così come le vediamo adesso, ristrutturate dal D’Andrade alla fine dell’Ottocento? Una è diventata uno sgabuzzino pieno di mobili usati, latte di vernice, vecchi cartelli, ferri e masserizie varie. Una volta ci si facevano mostre ed era a disposizione del municipio, oggi è uno spazio caotico, disordinato, una sorta di magazzino. Così chi la ha in concessione (la Cooperativa Zoe che gestisce anche la casa di Colombo e il museo di Sant’Agostino) svilisce un pezzo ultra millenario della storia della nostra città. Da mesi la vedevamo chiusa. Ieri l’abbiamo trovata aperta e siamo rimasti spiacevolmente sorpresi dalle condizioni di degrado. Uno spazio pubblico centralissimo, di grande pregio storico e architettonico, usato come ripostiglio.

Per fortuna sarà presto avviato un nuovo bando per la gestione delle torri e della Casa di Colombo, una delle principali attrazioni turistiche della città che ora, per contratto, è anche quella aperta poco di frequente e in orari non abbastanza ampi.

<Puntiamo molto sul nuovo bando – dice il presiedente del Municipio Centro Est Andrea Carratù – perché le torri siano rese alla fruizione del quartiere e della città per mostre e iniziative e che possano diventare con la Casa di Colombo quel motivo di attrazione turistica che non sono più da tempo>.

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