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Esposto di Cassimatis alla Corte dei Conti per il bypass da Genova Ovest a Genova Aeroporto

Il 27 luglio scorso Marika Cassimatis, ex M5S uscita dal movimento in disaccordo con l’attuale “conduzione”, già candidato sindaco, ha presentato, <come privata cittadina>, un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti della Liguria <chiedendo di verificare che le due società pubbliche, Società per Cornigliano e Sviluppo Genova, abbiano speso soldi dei genovesi per realizzare una autostrada sul mare a vantaggio di Aspi Autostrade, il bypass da casello Genova Ovest a casello Genova Aeroporto>

<Ho esposto i seguenti fatti, desunti da quanto reso pubblico dai media o altro – dice Cassimatis – Il progetto preliminare è datato anno 2003, il progetto definitivo – a cura di Società per Cornigliano, costituita il 22 febbraio 2003, e Sviluppo Genova SpA – viene approvato a febbraio 2008, il bando esecutivo nell’ottobre 2008, la gara di appalto aggiudicata il 4 marzo 2009, i bandi nel dicembre 2010 e la fine dei lavori prevista per dicembre 2013. L’opera viene divisa in 4 lotti>.

Primo Lotto: Via Guido Rossa viene pagata con i finanziamenti precedentemente destinati al Consorzio di bonifica di Cornigliano (costi che ammontano a circa 74 milioni come riportato da fonti giornalistiche, che chiediamo di verificare)
Secondo Lotto: raccordo aeroporto/Guido Rossa, i cui costi (sempre da verificare) ammonterebbero a circa 18 milioni, pagati da ANAS.
Terzo Lotto: lungomare Canepa a sei corsie, per importo da 44 milioni, sempre da verificare, pagati da ANAS
Quarto Lotto: raccordo Lungomare Canepa all’elicoidale S.Benigno, 29 milioni, sempre da verificare, pagati da Anas e Autorità Portuale e per la prima volta, a quanto risulta, con partecipazione di Autostrade per l’Italia.
<L’opera – dice Cassimatis – nel 2018 subisce uno stop per modifiche al progetto e si prevede la sua ultimazione nel 2022.  L’importo complessivo dell’opera (lotti 1+2+3+4) sembra raggiungere o superare 200 milioni di euro. In totale, il bypass misura 3,7 km che si traduce in un presunto costo kilometrico superiore ai 50 milioni di euro.  Ad oggi, il bypass casello/casello  ha tutte le apparenze di un raccordo autostradale, in effetti, secondo la definizione di autostrada fornita da ACI, troviamo questo recitato che descrive con precisione le caratteristiche del bypass in oggetto “A – Autostrada: strada extraurbana o urbana a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia, eventuale banchina pavimentata a sinistra e corsia di emergenza o banchina pavimentata a destra, priva di intersezioni a raso e di accessi privati, dotata di recinzione e di sistemi di assistenza all’utente lungo l’intero tracciato, riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore e contraddistinta da appositi segnali di inizio e fine. Già nel 2008 il bypass risultava essenziale in funzione della chiusura totale o parziale del Ponte Morandi per suo rifacimento o semplice manutenzione straordinaria. Tale programmazione in effetti viene definita con avvio nei primi mesi del secondo semestre 2018 (purtroppo il crollo del Ponte è avvenuto prima). L’opera, quantomeno per i lotti 1,2,3, a quanto risulta, non ha visto la partecipazione finanziaria della società privata Atlantia, ma è stata finanziata essenzialmente con soldi pubblici>. 

<Il fatto che interessa l’esposto da me presentato ruota attorno alle seguenti domande: come mai il gestore autostradale Atlantia non ha partecipato, per tutti i lotti, al finanziamento all’opera globale che appare invece a tutti gli effetti, funzionale e essenziale per il gestore stesso? Si può ravvisare un danno erariale non essendoci stata partecipazione finanziaria ed economica del gestore privato alla realizzazione dei primi tre lotti della così detta Gronda a Mare?> queste le questioni poste dall’ex candidato sindaco.

<Nell’esposto chiedo che, nel caso la Procura regionale della Corte dei Conti della Liguria individui possibili irregolarità nella gestione del denaro pubblico, si attivi la competente Procura Regionale per i necessari accertamenti> conclude Marika Cassimatis.

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