L’orrore dal vivo, dopo il suicidio della donna all’Expo polizia costretta ad allontanare i curiosi

Decine di persone di ogni sesso, di ogni età, di ogni nazionalità si sono assiepate ieri sera attorno ai soccorritori intenti nell’estremo tentativo di salvare una vita, poi attorno al cadavere coperto da un lenzuolo. Tutto per una foto della morte in diretta, per un video da postare sui social. La polizia ha dovuto allontanare i curiosi a più riprese

Un lenzuolo tenuto teso, come cortina, per nascondere il disperato quanto inutile tentativo dei soccorritori di strappare alla morte una donna di 51 anni che quella tragica fine l’aveva cercata con un gesto di disperazione inappellabile, con un salto nel vuoto da 30 metri fino al suolo dove in molti l’hanno vista cadere increduli. Un lenzuolo steso sul corpo ormai esanime, per nascondere il macabro “spettacolo” che in molti, ieri sera, hanno tentato di immortalare con dirette Facebook, foto e video, come se si trattasse di un reality show o della scena di un videogioco.
Il cadavere della donna tedesca che ieri ha deciso di mettere la parola fine alla sua vita proprio a Genova, proprio in una delle aree più frequentate della città, il Porto Antico, è diventato per molti, troppi dei presenti un’occasione per qualche like sui social network, dove non si distingue più ciò che è finzione scenica da quello che reale, quello che è il set di un film dalla tragedia.

Soccorritori e poliziotti delle Volanti hanno dovuto organizzare una sorta di tenda allestita con le lenzuola dell’ambulanza per permettere ai medici di lavorare senza “spettatori” invadenti, per risparmiare ai più sensibili (tra i quali molti bimbi che giocavano lì vicino) una scena cruenta e straziante, ma anche per allontanare i voyeur del macabro che, armati di cellulare, si avvicinavano con curiosità morbosa per sapere cosa fosse successo oppure proprio per guardare più da vicino, filmare, fotografare i soccorritori che provavano l’ultimo disperato tentativo di salvare una vita. Un po’ come quando, nell’agosto scorso, dopo il crollo di Ponte Morandi, nel posteggio dell’Ikea c’era chi si prendeva a gomitate per assicurarsi il posto migliore per cercare di vedere i soccorritori che estraevano dalle macerie morti e moribondi.

Gli uomini delle volanti, ieri sera, sono stati costretti più volte ad allontanare i curiosi che si avvicinavano a ondate, quasi a spingerli via: giovani e meno giovani, uomini e donne, italiani e stranieri, bambini e ragazzi. Tutti lì, ad assistere, per poter dire con un post “io c’ero” e magari vantarsi con gli amici di essere stati “al posto giusto all’ora giusta”. Giusto in tempo per vedere la disperazione di una donna trasformarsi nella fine della sua vita per poi, magari, finire la serata andando a comperare un gelato o al cinema, in tempo per il secondo spettacolo.

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