Firmata l’assegnazione della palazzina ex Q8 ad Avis e Fidas per la costruzione della Casa del donatore di sangue

Un nuovo decisivo passo in avanti per la Casa del donatore di sangue di Genova. Avis comunale Genova e Fidas Genova hanno firmato oggi il contratto di assegnazione della palazzina “Ex Q8” alla Foce. Nell’ufficio della Direzione e Valorizzazione del Patrimonio del Comune di Genova, al Matitone, il presidente di Fidas Genova Emanuele Russo con la dirigente comunale Simona Lottici, alla presenza del consigliere dell’Avis Comunale Marco Bertelli, ha firmato il contratto di assegnazione dello stabile per i prossimi trent’anni.

Dopo l’annuncio nel gennaio 2018 del progetto e la disponibilità del sindaco di Genova, Marco Bucci, a dare in gestione ad Avis e Fidas la palazzina, quello di oggi è l’atto formale che fa entrare nel vivo l’ambizioso, ma sempre più concreto, disegno delle due associazioni.

“La Casa del donatore costituirà un elemento di novità nel panorama italiano come primo esempio di collaborazione pratica e operativa di Avis e Fidas in un’unica struttura – ha spiegato il presidente di Fidas Genova, Emanuele Russo -. Si tratta di un fiore all’occhiello per la città di Genova: un luogo in una posizione strategica dove oltre all’aspetto relativo alle donazioni di sangue ci saranno spazi per la formazione, per gli incontri con le scuole e per gli uffici delle due associazioni, sempre più unite a collaborare a tutto tondo per la città”. 

La palazzina “ex Q8”, nonostante versi in una condizione di degrado da anni, è uno degli esempi più autorevoli dell’architettura razionalista italiana. Disegnato da Mario Labò tra il 1935 e il 1938 come “Ristorante San Pietro”, negli anni ha cambiato più volte destinazione d’uso e anche subito parziali demolizioni per permettere la costruzione della rampa della Sopraelevata nel 1965. A curare il progetto di riqualificazione della palazzina è stato chiamato l’architetto e urbanista Luigi Lagomarsino, presidente della Fondazione Labò. L’obiettivo è riuscire ad inaugurare la nuova Casa del donatore di sangue entro tre anni.

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