Scarpe “false” nei negozi, la Gdf risale la filiera e trova maxi magazzino – FOTO e VIDEO

L’indagine di polizia giudiziaria ha consentito di individuare tre capannoni industriali nei quali erano depositate le circa 460.000 calzature sottoposte a sequestro

La Guardia di Finanza di Genova, nell’ambito dei servizi programmati di controllo economico del territorio, ha intensificato l’attività di contrasto all’abusivismo commerciale e alla vendita di prodotti contraffatti.

Nel corso di alcuni controlli svolti nell’ambito della programmazione operativa derivante dall’attuazione di un più ampio dispositivo di contrasto alla contraffazione e alla tutela del made in Italy sono stati sequestrate, inizialmente, oltre 1250 scarpe con modelli che rimandavano palesemente a più noti articoli di moda, pronti per essere venduti a cittadini del capoluogo e turisti nel centro storico cittadino.

<Si tratta di negozi gestiti da cittadini cinesi in via Pagano Doria, via Gramsci e via San Luca – spiega il capitano Leonardo Dirella -. Non si tratta di un singolo episodio di fornitura visto che abbiamo trovato documentazione di altri rifornimenti. La merce arrivava in nave dalla Cina e veniva stoccata in tre magazzini in Campania, a Napoli, Afragola e Casoria. A Genova veniva poi consegnata “su gomma”>.

Nella fattispecie, i prodotti venivano posti in vendita da alcuni negozi in pieno centro storico cittadino, ove alcune tipologie di calzature recavano un marchio lievemente difforme da quelli contestati, con modifiche costituite da alcune parti che, ad un controllo operato dai finanzieri, potevano essere agevolmente asportate poiché di materiale molto più sottile, trasformando il simbolo neutro in un marchio di fabbrica contraffatto.

L’attività di analisi svolta dai Baschi Verdi ha consentito di individuare la filiera di commercializzazione fino al primo distributore.

L’operazione, denominata “GRATTA e FINGI”, ha interessato 3 Regioni, 11 siti tra capannoni di stoccaggio e abitazioni di soggetti a vario titolo coinvolti nella filiera, ed è stata diretta a contrastare la commercializzazione di calzature che riproducevano disegni industriali tutelati con registrazione presso l’UIBM da parte di cittadini di origine cinese.

L’attività investigativa, volta alla disarticolazione della filiera produttiva e di illecita commercializzazione, ha consentito di identificare i compartecipi del disegno criminoso e di individuare i luoghi di stoccaggio, risultati base logistica per la spedizione di prodotti riproducenti disegni industriali contraffatti nella città di Genova nonché i siti di stoccaggio ubicati in Campania.

Le articolate investigazioni hanno consentito di segnalare all’A.G. nr. 5 persone fisiche per i reati di commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

Le attività operative in materia di contrasto alla contraffazione dei Reparti del Corpo e delle altre Forze di Polizia, sono supportate dall’analisi dei dati forniti dal Sistema Informativo Anti Contraffazione della Guardia di Finanza (SIAC), una piattaforma informatica plurifunzionale che è anche liberamente accessibile al pubblico attraverso l’apposito sito internet, per offrire ai cittadini informazioni e consigli utili sul mondo della contraffazione. Il sistema consente ai titolari dei marchi di concorrere fattivamente nel contrasto dei traffici illeciti sul territorio, mediante la condivisione di dati ed elementi utili per riconoscere i prodotti veri da quelli falsi.

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