Multe ai clochard, ristabiliamo la verità: introdotte dal centrosinistra nel 2011

Il valzerino delle convenienze coinvolge però quasi tutti: il regolamento viene votato 3 volte nel 2011 (Vincenzi, approvato dal consiglio all’unanimità), 2013 (Doria – favorevole il centrosinistra, astenuto il centrodestra) e 2018 (Bucci – contrario il centrosinistra, favorevole il centrodestra). Oggi interpellanza da parte di una consigliera Pd che ha votato a favore nel 2013. Alcuni gruppi di centrodestra hanno ondivagato tra voto favorevole e astensione, un consiglere di Forza Italia è passato dal sì, all’astensione, al voto a favore. L’impressione fortissima è che da tutti la drammatica situazione dei clochard venga usata come mazza elettorale

Premessa: non pensiamo affatto che l’impegno delle istituzioni per i senza fissa dimora sia ottimale e nemmeno sufficiente. La vera questione è che le mancate risposte sociali delle istituzioni, insieme alla crisi economica, stanno facendo ingigantire il fenomeno e se i cittadini si trovano davanti sempre più di frequente fenomeni di degrado è in primis perché mancano queste risposte che non possono essere esclusivamente di repressione e infatti non funzionano granché e spingono semplicemente il fenomeno a cambiare momentaneamente zona. C’è anche da dire che il ricovero notturno pubblico e privato ai senza fissa dimora è sottoposta a una serie di regole che, di fatto, tiene fuori dai dormitori almeno il 90% di loro (orari fissi di accesso e uscita – rispettivamente alle 19 e alle 7 – non graditi, divieto di accesso a chi fa uso di alcol, divieto di accesso coi cani).

Detto questo, ci ha lasciato senza parole il fatto, quantomeno curioso, che associazioni di assistenza che militano da anni nel settore – e non possono non sapere – e partiti politici (che hanno votato il provvedimento) si accorgano oggi delle sanzioni (concordiamo, totalmente inutili) ai clochard. La scelta non è e non si può in alcun modo delegare alla polizia locale, che ha il solo dovere di applicare le regole. Se alla politica queste regole non piacciono più, deve cambiare, non chiedere agli agenti di “interpretare”: non possono e commetterebbero un illecito se lo facessero.

Vediamo chi ha imposto la regola e nel 2011, l’ha confermata nel 2013 e chi l’ha votata di nuovo nel 2018.

2011

L’articolo, insieme a tutto il regolamento, fu proposto dalla giunta di Marta Vincenzi (Pd) e approvato all’unanimità. Sotto potete leggere i presenti.

2013

Come vedete, ci sono e hanno votato a favore anche i consiglieri del Pd che oggi hanno presentato interpellanza per sapere delle multe come se il partito e addirittura loro stessi non le avessero approvate. L’articolo riguardante le sanzioni ai clochard, infatti, non è mai cambiato nelle tre stesure. Votano contro consiglieri di centrodestra che nel 2018 voteranno a favore.

2018

Sotto: la votazione della modifica al regolamento nel 2018. Contrari M5S e la sinistra. Anche il Pd, per l’introduzione del Daspo Urbano, costruito peraltro su una legge dello Stato che porta il nome dell’allora ministro Pd Minniti. Votano a favore consiglieri di centrodestra che avevano votato contro nel 2013. Un consigliere di Forza Italia che ha resistito alle tre legislature ha votato prima a favore, poi si è astenuto, poi a favore.

Dite voi se ciascuna delle posizioni, da destra a sinistra, è coerente e se non avete come come noi l’impressione che la drammatica situazione dei clochard non sia tanto un interesse sociale quanto una mazza politica di dissenso da usare all’occorrenza. E questo da parte di tutti.

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