Zone tutelate per il commercio di qualità, l’intesa si allarga a via Buozzi e Sampierdarena

Comune, Regione, Camera di Commercio, Sovrintendenza assestano dopo un anno di rodaggio la prima intesa su centro e centro storico e la allargano alla parte storica di San Teodoro.
Varato un provvedimento simile, ma adattato al territorio e ai suoi problemi, per Sampierdarena: ecco le attività che non si potranno aprire

L’area rossa del centro con l’estensione a San Teodoro

Nell’area rossa del centro vengono vietati tutti gli h24 e non più solo quelli che vendono bevande o alimenti. Sono vietati gli esercizi di commercio al dettaglio o all’ingrosso, sia monotematiche sia come prodotto in rivendita con altri, della cannabis e dei suoi derivati in campo alimentare, cosmetico e  nutrizionale con effetto farmaceutico. Ammessi, invece, i negozi di libri e dischi.

L’area di Sampierdarena

Le attività sotto indicate costituiscono elencazione tassativa per cui la ricezione di istanze riferite o riferibili al loro svolgimento sotto qualsiasi forma saranno considerate irricevibili e ne sarà data comunicazione all’interessato per le vie di rito:

  • Lavanderie automatiche ad eccezione di quelle in cui è possibile accedere solo con apposita tessera e pertanto chiuse al pubblico;
  • Attività di vendita al dettaglio e/o somministrazione effettuata mediante apparecchi automatici in apposito locale ad essa adibito in modo esclusivo o prevalente di cui all’art. 105 della L.R. 02/01/2007  e s.m.i;
  • Phone center, telefonia, fax;
  • Internet point-money tranfer e money change sia che dette attività siano svolte in un esercizio ad esse esclusivamente dedicato sia che coesistano con attività di altro tipo;
  • Sexy shop;
  • Attività alimentari, artigianali e non, di preparazione/cottura finalizzata alla vendita di alimenti che preveda l’utilizzo nella preparazione di alimenti precotti (es. kebab…);
  • Esercizi di commercio al dettaglio del Settore merceologico alimentare che contemplano bevande alcoliche eccetto quelle che possiedono certificazioni di qualità ai sensi di certificazioni di prodotto riconosciute agli alimenti della comunità europea che vengono rilasciate da enti ed organismi di certificazione riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole e garantiscono la provenienza originale del prodotto e/o che il processo di produzione avvenga in virtù di modalità legate a tipicità territoriali nel rispetto del disciplinare che sovrintende al marchio di qualità.
  • Attività di macelleria e polleria che prevedono la vendita di prodotti non di origine italiana.
  • Disco pub, discoteche e night club; 
  • Esercizi di commercio al dettaglio e/o all’ingrosso del settore merceologico non alimentare che svolgono l’attività di “compro oro”;
  • Esercizi di commercio al dettaglio e/o all’ingrosso del settore merceologico non alimentare che offrono una gamma indistinta e generalizzata di prodotti vari senza alcuna specializzazione;
  • Esercizi di commercio al dettaglio e/o all’ingrosso di vendita dell’usato ad eccezione di libri e dischi, abbigliamento ed accessori, arredamento e complementi di arredo e oggetti da collezione.  
  • Esercizi di commercio al dettaglio e/o all’ingrosso, sia monotematiche sia come prodotto in rivendita con altri, della cannabis e dei suoi derivati;
  • attività di vendita/noleggio bombole di gas infiammabili;
  • Esercizi di commercio al dettaglio e/o all’ingrosso per vendita di accessori per telefonia, esclusi i marchi di telefonia mobile;
  • Attività di somministrazione di alimenti e bevande svolte da associazioni e circoli di cui agli articoli 2 e 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2001, n. 235 (Regolamento recante semplificazione del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande da parte di circoli privati) 
  • Esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa con superficie netta di vendita di oltre 150 mq che prevedono il consumo sul posto;
  • Attività di centri massaggi ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n.4 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”.

Deliberata in giunta regionale e in giunta comunale di Genova l’integrazione dell’intesa approvata a giugno 2018 tra Regione Liguria, Comune di Genova e Camera di Commercio di Genova finalizzata al miglioramento della qualità della vita e alla qualificazione commerciale dell’area del centro storico genovese. Su indicazione della Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona, e con il coinvolgimento delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del commercio e dell’artigianato regionale, la misura è stata estesa all’area storica di San Teodoro. Il documento originario è stato affinato di alcuni elementi andando a precisare i dettagli tecnici, tra cui la corretta interpretazione della appartenenza alle due differenti zone in base non al fabbricato ma all’unità immobiliare. Mentre nell’ottica del decoro urbano è stato esteso l’obbligo ai proprietari di custodire e manutenere gli immobili commerciali, seppur temporaneamente sfitti. Nelle sedute di giunta di ieri di entrambi gli Enti è stato inoltre approvata la seconda intesa con il Comune e Camera di Commercio di Genova, simile alla precedente sul centro storico, che individua alcune aree di Sampierdarena tra le zone di particolare valore archeologico, storico, artistico, paesaggistico per l’insediamento di attività commerciali. Tra gli obiettivi del documento: favorire lo sviluppo di una rete commerciale che punti sulla tipicità e sui marchi di qualità. “La valenza monumentale e paesaggistica di questi due centri storici è di altissimo valore, sia a livello storico che architettonico – afferma l’assessore regionale Andrea Benveduti -. Dopo i buoni riscontri avuti nel centro storico, era necessario estendere la misura per contribuire alla riqualificazione del tessuto commerciale di queste due importanti realtà territoriali, incentivando l’apertura di attività di vendita di generi alimentari e non, contraddistinti dalla qualità”. Vi sono alcune attività escluse sia come nuove attività sia come trasferimento dall’esterno all’interno del perimetro indicato, come ad esempio: lavanderie automatiche, phone center, internet point-money transfer, money change e sexy shop, market generici di prodotti. L’impegno è di mettere a disposizione di queste aree, le risorse del fondo strategico ed eventuali altre disponibilità economiche del bilancio regionale”. Il Comune di Genova s’impegna a tutelare e promuovere il pregio artistico, storico, architettonico e ambientale delle aree in oggetto, oltreché a promuovere lo sviluppo economico delle piccole e medie imprese con strumenti di agevolazione e sostegno finanziario. <Arriviamo oggi alla fine di un percorso condiviso con le associazioni di categoria e con il territorio. Tali provvedimenti, sia quello sul centro storico sia quello su Sampierdarena, rientrano nel programma elettorale presentato nel 2017 e segnano un importante momento di programmazione commerciale per la città –  dichiara l’assessore al Commercio del Comune di Genova Paola Bordilli – Questo strumento, che più comuni non solo liguri ma anche italiani ci hanno richiesto, si è rivelato un efficace mezzo di rigenerazione urbana la quale non può oggigiorno non passare attraverso la riqualificazione del commercio, tema per troppi anni non considerato e in molti casi abbandonato. L’opera di riqualificazione di aree cittadine tra cui Sampierdarena e San Teodoro non si ferma qui: entro l’estate predisporremo incentivi per le nuove attività”. Esteso infatti anche a Sampierdarena l’obbligo di mantenere un adeguato livello di decoro sia strutturale che estetico dell’attività. “Con le delibere approvate ieri perfezioniamo l’intesa sulle nuove attività commerciali e artigianali nel centro storico e cominciamo a lavorare sulla misura per Sampierdarena: in entrambi i casi l’obiettivo è quello di rigenerare il tessuto urbano valorizzando, nel caso dell’alimentare, la tipicità e, nel caso dell’extra-alimentare, la qualità dei prodotti. Nell’insieme, si tratta di un impianto normativo davvero innovativo, che abbiamo già portato all’attenzione dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) come buona pratica del nostro territorio e che sarà sotto i riflettori nazionali nel corso della prossima edizione di Urban Promo. Per quanto riguarda, in particolare, Sampierdarena, le istituzioni hanno dato un segnale di attenzione a una delegazione di cui da tempo Camera di Commercio e Associazioni di categoria sollecitavano il rilancio” afferma il segretario generale della Camera di Commercio di Genova Maurizio Caviglia. “La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria ha partecipato con grande soddisfazione al tavolo tecnico con il Comune di Genova e la Regione Liguria sulle “zone rosse” sottoposte a regolamentazione delle attività commerciali ai sensi dell’art.52 del Codice dei beni culturali –  afferma il Soprintendente della Liguria Vincenzo Tiné – Siamo convinti che si tratti di un importante strumento per assicurare il decoro complessivo dei centri storici e dopo Genova, con due zone distinte ormai agli atti, e Monterosso ci auguriamo che altre amministrazioni locali assumano analoghe iniziative, potendo contare sul nostro pieno appoggio”.

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