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Comitato per lo stato di diritto: “Sostegno alla magistratura sotto l’attacco di Salvini”

Il Comitato per lo stato di diritto si è riunito ieri in Tribunale a Genova e ha deciso di approvare e divulgare un testo <a sostegno della magistratura sotto l’attacco di Salvini>.
Il Comitato, presieduto dall’avvocato Vincenzo Paolillo, riunisce docenti universitari di diritto, avvocati, giudici, operatori della amministrazione giudiziaria genovese, <profondamente turbati dai gravi fatti recenti che si possono sintetizzare quali imbarbarimento della dialettica tra i poteri dello Stato e pesante interferenza politica su processi in corso e da molte proposte, all’apparenza poco meditate, che vengono prospettate di cosiddetta riforma della Giustizia>.  
Ecco il testo che abbiamo ricevuto dal comitato


“Non faccio liste di giudici, ma chi fa politica si candidi”
(Matteo Salvini, ANSA, 5 giugno 2019)

Chi ha paura della Costituzione e delle Carte europee dei diritti?
Ogni volta che il Ministro dell’interno ripete il suo mantra, come ha fatto anche pochi giorni fa, (“se al giudice non piace una norma, si dimetta e si candidi”) commentando un provvedimento giudiziario che non si adegua all’interpretazione del suo Ministero, finge di dimenticare che l’interpretazione delle leggi spetta solo ai giudici. 
Chi si candida e viene eletto in Parlamento dovrebbe sapere scrivere leggi chiare e conformi alla Costituzione e alle norme europee. Non è colpa dei giudici se quelle leggi si prestano invece a interpretazioni molteplici o se non rispettano le prevalenti e vincolanti (anche per il potere legislativo ed esecutivo) regole fondamentali del nostro Stato di diritto e dell’Unione europea.
Ogni volta che il Ministro dell’interno ripete il suo mantra, inganna i cittadini e compromette la serenità di chi deve giudicare dei loro diritti. 
L’indipendenza della magistratura è uno dei principi fondamentali dello Stato democratico perché garantisce il diritto alla difesa e all’effettiva e imparziale tutela dei diritti.
L’Avvocatura garantisce la difesa di tali diritti ed è per questo che gli Avvocati del Comitato per lo Stato di diritto avvertono il dovere di esprimere solidarietà e appoggio ai magistrati ogni volta in cui si cerchi di intimidirli nella loro libertà di giudizio soggetta solo alla legge.
L’Avvocatura libera non potrà mai tacere di fronte alle forzature degli equilibri istituzionali né potrà mai assuefarsi a tali pratiche.
In questa premessa che ci richiama alla nostra funzione e responsabilità professionale, vogliamo ricordare che il 15 luglio 1938, 81 anni fa, fu pubblicato il Manifesto della Razza. Dieci scienziati lo firmarono e l’Italia intera tacque e si adeguò, mentre Mussolini rivendicava la primogenitura della discriminazione razziale.
L’Avvocatura genovese – che ogni mattina transita davanti alle lapidi coi nomi di magistrati e avvocati costretti allora a sacrificare lavoro, famiglia, vita – non intende transigere nella difesa della giurisdizione da qualunque indebita ingerenza (esterna o interna essa sia) che voglia indebitamente condizionarla. 
COMITATO PER LO STATO DI DIRITTO – GENOVA

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