Taxi, il Comune decide sull’aumento delle tariffe richiesto da quasi tutte le organizzazioni di rifermento

A decidere di portare la proposta in consiglio comunale dovrà essere il vice sindaco Stefano Balleari che ha tra i suoi saggi proprio il presidente della principale cooperativa dei tassisti. Solo Gexi si oppone ai rincari: <La categoria ha votato a maggioranza per non richiedere alcun aumento e per la non abolizione del servizio Whatsapp ma la volontà comune non è stata rispettata. Secondo noi bisogna tenere in considerazione il calo del potere d’acquisto dei genovesi>

Domani (4 luglio) la Commissione taxi del Comune si riunirà per discutere l’aumento delle tariffe de taxi, tariffe, come ben sano i genovesi, tra le più care d’Italia. Sono 17 su 18 le sigle delle associazioni di categoria che pretendono di imporre a genovesi e turisti un rincaro su costi già molto pesanti per la maggior parte dei cittadini, la cui capacità di spesa s’è ridotta a causa della crisi, che sono invecchiati (il 28,1 per cento della popolazione ha più di 65 anni) e vivono di pensione, tra i quali ci sono tanti disoccupati, precari, occupati con stipendi che lo tengono sotto la soglia di povertà. Toccherà all’assessore alla Mobilità del Comune, Stefano Balleari, accettare o no (a Tursi spetta l’ultima parola) di portare la richiesta di aumento in consiglio tenendo conto della situazione economica della città, non certo rosea, del fatto che per diversi mesi, fino a quando non si aprirà il nuovo viadotto della Valpolcevera, i trasporti saranno difficili, del fatto che l’azienda di trasporto pubblico locale non è in grado da anni di garantire collegamenti serali e notturni tra il centro città e i quartieri collinari, in alcuni casi dopo le 22, spesso dopo le 20. In sostanza, chi non ha mezzo proprio è “murato” nel suo quartiere in collina oppure deve essere disposto a sborsare cifre non esattamente popolari usando il taxi per tornare a casa. Eppure, nonostante tutto questo, si dice che l’accordo sia già pressoché fatto. Vedremo domani se è come si dice. Tra i saggi di Balleari, nel 2017, è stato nominato anche Valter Centenaro, presidente della principale cooperativa, il Radio Taxi 5966 e chissà se lo consigliato di concedere l’aumento.

La quasi totalità delle sigle associative, come si è detto, pretendono il rincaro nonostante che, spiegano a un’altra cooperativa di tassisti, Gexi: <Nel 2018 il coordinamento sindacale abbia richiesto alla categoria di esprimersi tramite referendum interno, su un possibile aumento tariffario>. La categoria, spiegano ancora all’azienda, ha votato a maggioranza per non richiedere alcun aumento.

<Nell’ultima Commissione – proseguono a Gexi -, la maggioranza delle sigle sindacali, ha richiesto di eliminare la tariffa Whatsapp che permette agli utenti di iniziare a pagare da quando il tassista raggiunge l’indirizzo richiesto. Anche in questo caso, quando la categoria è stata interpellata, sempre tramite referendum, il risultato è stato chiaro: la tariffa deve restare. Non è servito. È assolutamente corretto valutare che l’ultimo aggiornamento tariffario, risulta datato 2009, è assolutamente corretto affermare che le spese di gestione della nostra professione sono notevolmente aumentate. Secondo il nostro parere sarebbe opportuno tenere in considerazione un altro fattore che non sembra sia stato valutato: il potere d’acquisto degli abitanti genovesi. Ora noi non sappiamo se l’intento dei rappresentanti di categoria, sia quello di ghettizzare l’uso del servizio taxi ad un numero sempre minore di utenti, oppure se abbiano problemi di buon senso, per cui basterebbe considerare che nessun aumento tariffario, riuscirebbe ad eguagliare un aumento di utenza. Una sola corsa in più al giorno, sarebbe di gran lunga superiore a qualsiasi aumento si possa richiedere>.

<Se la pubblica amministrazione sarà intenzionata a concedere l’aumento richiesto, perché l’ultima parola spetta sempre al consiglio comunale – dicono alla cooperativa Gexi – vorremmo che potesse tenere in considerazione alcuni consigli che la nostra esperienza ci ha insegnato: Occorre trovare un sistema che permetta finalmente alla clientela di poter calcolare il prezzo della propria corsa. Oggi è troppo variabile il valore con cui il taxi chiamato tramite radiotaxi, raggiunge l’indirizzo dei clienti, soprattutto nelle periferie, sulle alture ed in orari estremi, mattino presto e notte). Occorre eliminare i supplementi che prevedono parametri soggettivi e non certi. tra un bagaglio normale ed un bagaglio ingombrante, la differenza è di 2,50 €. Sarebbe auspicabile un fattore di calcolo per i futuri adeguamenti che tenga conto del raggiungimento di obiettivi predefiniti, sistema già utilizzato con grande successo dalla Regione Lombardia. Pensiamo a parametri che tangano conto della qualità del servizio e dello sviluppo professionale della categoria.  Un altro parametro può essere l’accrescimento del numero delle auto ecologiche o attrezzate per il trasporto disabili. A fronte di 1€ di eventuale aumento, sarebbe corretto destinare una quota parte, pensiamo al 10%, per favorire l’utilizzo del taxi a categorie sensibili, over 70, percorsi da/per ospedali, invalidi civili. Ci piacerebbe che le nostre rappresentanze dedicassero il proprio tempo ad incrementare i flussi del nostro lavoro, oppure intervenissero per diminuire le spese di gestione. Far ricadere il tutto direttamente nelle tasche dei nostri clienti, che sono gli unici sostenitori delle nostre aziende, lo riteniamo poco intelligente e assolutamente poco produttivo. Abbiamo presentato anche noi, tramite il nostro rappresentante sindacale di riferimento, 1 su 18, la nostra bozza, assolutamente rivedibile sotto l’aspetto economico, ma strutturata in modo da sviluppare una maggiore trasparenza tariffaria. Speriamo che la pubblica amministrazione sia in grado di gestire al meglio la procedura e che possa quantomeno trasformare un aumento tariffario, in una possibilità di crescita e di sviluppo>.

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