Obbligo di nuovo registratore di cassa, Odone: “Oneri fino a 800 euro, chiediamo di rinviare”

Il presidente di Confcommercio Genova: “Il nuovo onere complica la situazione in un periodo non roseo”

La stangata dello scontrino digitale, al 1º luglio migliaia di commercianti saranno obbligati a cambiare registratore di cassa. <Ribadiamo la richiesta  che Confcommercio Nazionale ha inoltrato al Ministro dell’Economia Giovanni Tria, relativa alla necessità di un immediato rinvio della normativa> dice il presidente di Confcommercio Genova Paolo Odone, fortemente contrario. < Un nuovo onere per i commercianti. Si inizierà dal 1° luglio con quelli che hanno un volume di affari annuo superiore a 400.000 euro e, successivamente, 1° gennaio 2020, riguarderà tutti, stante l’attuale normativa – dice Odone -. Si tratta dell’introduzione dello scontrino digitale, per l’utilizzo del quale i negozianti dovranno sostituire i vecchi registratori di cassa con quelli digitali oppure adattare i vecchi strumenti con un apposito software, con un onere che può variare dai 150 agli 800 euro>.
<Le nostre imprese stanno attraversando un periodo di difficoltà. Questo ulteriore onere non fa che complicare la situazione in un periodo già poco roseo – prosegue il presidente Confcommercio -. Se si considera poi l’entità dell’investimento che si deve sostenere, tutti i chiarimenti normativi che devono ancora giungere sotto il profilo delle categorie escluse ed il gap digitale che interessa il nostro Paese, pensiamo davvero che non ci siano gli elementi ed il tempo necessario per fare un passaggio del genere senza conseguenze negative sugli operatori. A livello nazionale abbiamo sollecitato le Istituzioni affinché si arrivi prima ad un chiarimento del quadro normativo e, solo successivamente, si possa eventualmente attivare una graduale riconversione. Vogliamo inoltre sottolineare come, secondo noi, siano ben altre le iniziative prioritarie funzionali al rilancio della nostra economia e per facilitare la vita delle imprese come la necessità di alleggerire il carico burocratico, di incentivare l’imprenditoria attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche e di attivare una seria politica di contrasto alla contraffazione e all’evasione fiscale. Dispiace, invece, finire per doversi confrontare sempre con scelte che non partono dalle reali necessità e contingenze degli operatori>.

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