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A Palazzo San Giorgio un viaggio nel tempo al Polo Nord dal Duca degli Abruzzi al 2019 – IL VIDEO

Il Duca degli Abruzzi pianta la bandiera sul pack

L’ultracentenaria presenza italiana in Artico, caratterizzata da grandi esplorazioni iniziate nel 1899 con la spedizione del Duca degli Abruzzi Luigi Amedeo di Savoia a bordo di nave Stella Polare, le imprese di Umberto Nobile negli anni Venti, l’inaugurazione della stazione di ricerca “Dirigibile Italia” a Ny-Alesund alle Isole Svalbard nel 1997, per arrivare ai giorni nostri con il Programma pluriennale in Artico di ricerca di geofisica marina “High North” della Marina Militare avviato nel 2017

In 7 minuti il direttore dell’Istituto Idrografico della Marina, contrammiraglio Luigi Sinapi, il Curatore Aldo Caterino e uno dei realizzatori del progetto di allestimento, Matteo Frulio, raccontano l’esposizione e illustrano gli interessanti pezzi che si possono ammirare a Palazzo San Giorgio. L’ingresso è gratuito

L’esposizione “La Marina Italiana al Polo Nord dal Duca degli Abruzzi alla spedizione High North” è curata dall’Istituto Idrografico della Marina

La piantina della mostra

La mostra, attraverso un emozionante percorso espositivo condurrà il visitatore lungo il fil rouge delle imprese italiane svolte in un’area del globo affascinante e sempre più oggetto di attenzione studio da parte della comunità internazionale per le questioni ambientali, energetiche e commerciali. 

Il testimone dei grandi esploratori del passato è oggi raccolto dai ricercatori e scienziati che in quelle aree ne studiano le dinamiche e criticità. Per questo motivo si è sentita la necessità di tornare su “quei ghiacci” dopo quasi 90 anni dall’ultima trasvolata del dirigibile Italia e dalla campagna della nave Città di Milano. La Marina Militare è tornata in Artico e lo ha fatto con la nave Alliance nell’ambito del programma High North, iniziato nel 2017 a guida dell’Istituto Idrografico, con l’obiettivo di acquisire dati scientifici su fondale, correnti e situazione dei ghiacci al largo delle isole norvegesi Svalbard, in collaborazione e a supporto della comunità scientifica nazionale e internazionale.

Una sezione della mostra è dedicata infatti proprio al programma High North che vedrà la sua terza campagna partire il prossimo luglio 2019. Inoltre durante il mese di apertura, il giorno 17 aprile, è previsto lo svolgimento di un momento divulgativo scientifico che darà l’opportunità di approfondire le tematiche legate alle recenti spedizioni in modo più accurato, fornendo spunti di riflessioni sulla ricerca e la strategia legata a quelle aree.

Attraverso un’emozionante percorso espositivo il visitatore può vivere esperienze e sensazioni uniche di un’area del globo affascinante, sempre più oggetto di attenzione e di studio da parte della comunità internazionale. Ausili audio-visivi di carattere storico, scientifico e didattico e la presenza di cimeli e testimonianze provenienti da sei differenti musei nazionali, dall’Istituto Idrografico della Marina e da rappresentanti delle istituzioni e del mondo della ricerca, consentono di rendere ancora più emozionante e realistico il percorso espositivo.

Le regioni estreme e inesplorate del pianeta hanno sempre affascinato l’immaginario collettivo e mosso la volontà di uomini impavidi a compiere imprese straordinarie con il solo fine di accendere una luce sulle aree ancora ignote alla conoscenza umana. Oggi l’interesse per la regione artica sta assumendo una veste sempre più strategica a livello mondiale, per ciò che attiene agli aspetti economici, energetici, climatologici e di competizione tra i principali attori internazionali.

L’esposizione è aperta, a ingresso gratuito, a Palazzo San Giorgio (Sala delle Compere) per tutto il mese di aprile 2019 con il patrocinio di: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Genova e delle province di Imperia, Savona e La Spezia, Regione Liguria, Comune di Genova, Comune di Fermo, Autorità del Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e  Rina Spa.

Il programma High North

Il Programma di ricerca pluriennale in HIGH NORTH, lanciato nel 2017, rappresenta il concreto e recente interesse della Marina Militare per l’Artico con la finalità di contribuire attivamente alla Strategia Artica nazionale. High North, a guida operativa della Marina Militare, è supporto alla Comunità scientifica nazionale e internazionale nello studio della Regione artica.

Le attività di ricerca condotte nelle due campagne di Geofisica marina in Artico, High North 17 e High North 18, e coordinate dall’Istituto Idrografico della Marina hanno coinvolto diverse Istituzioni ed Enti di ricerca nazionali e internazionali, Università e società private, tra cui IIM, CNR, ENEA, INGV, OGS, il centro della NATO STO-CMRE, FFI norvegese, l’Università della Sorbona di Parigi e l’OCEANS, ERI e società private come IDS e e-Geos (ASI/Telespazio company). Le ricerche hanno rivolto particolare attenzione alla Geofisica marina in ambito idro-oceanografico attraverso l’esplorazione, il monitoraggio marino e l’indagine di settori dell’Oceano Artico soggetti al ritiro dei ghiacci, sottoposti a forte pressioni antropiche ed espressione concreta e diretta dei cambiamenti ambientali globali. In particolare i settori di maggiore interesse durante High North 17 e High North 18 sono stati quelli compresi nell’Arcipelago delle Isole Svalbard, lo stretto di Fram e quello dello Yermak Plateau, al ciglio della banchisa artica a nord delle Isole Svalbard (latitudine 82°N). 

High North si pone tra i suoi obiettivi quello di conoscere l’Oceano Artico come parte di un Oceano globale in una dimensione di sostenibilità ambientale di un settore poco conosciuto, complesso e fragile di grande interesse, sia per la variabilità ed elevata dinamicità del sistema sia per i potenziali sfruttamenti e impieghi di nuove rotte, dove al solo ghiaccio si stanno inserendo scenari sempre più “blu”.

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