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Paninaro abusivo minaccia per ore di gettarsi dal Monumentale. Convinto da Bucci a scendere

Aggiornamento 10:20 – Pino Mamone è sceso dal ponte Monumentale dopo aver parlato col sindaco Marco Bucci che è andato sul posto.
Mamone ha una serie di sanzioni non pagate impressionante (oltre a denunce per l’articolo 650 del codice penale per l’inosservanza dell’ordinanza del Prefetto per il divieto di vendita di alcolici – qui l’ordinanza del Prefetto – attorno allo stadio durante le partite, quasi tutte estinte con oblazione) e continua ad esercitare il commercio in maniera abusiva (di posizione, non avendo permessi di occupazione del suolo pubblico dove piazza il suo camion) ed è stato già condannato per interruzione di pubblico servizio avendo già due volte in passato bloccato via XX per ore minacciando di buttarsi dal Monumentale e danneggiando gli interessi della collettività, pretendendo di esercitare il commercio al di sopra di leggi e regolamenti e a danno del commercio regolare. Stanotte, in via XII Ottobre, Mamone ha aggredito gli agenti della polizia locale che lo avevano sanzionato l’ennesima volta perché si ostinava a non rispettare le regole, procedendo anche al sequestro del mezzo. Ha inoltre tentato di bloccare il traffico e ha sparso olio sulla sede stradale, mettendo in pericolo gli automobilisti e costringendo l’Amministrazione (e, quindi, i cittadini genovesi) a una spesa aggiuntiva per la messa in sicurezza della via. Nel 2015 si era anche barricato in una stanza del Tribunale dopo il diniego del giudice al dissequestro del mezzo. Da anni non si fa scrupolo a danneggiare la collettività (interrompendo ripetutamente il traffico) pretendendo di lavorare al di fuori di tutte le regole a cui tutti i commercianti sono soggetti, come testimonia anche la condanna del Tribunale per analoghi fatti avvenuti nel 2015. Peraltro l’uomo, parlando in diretta Facebook con un consigliere comunale, ha detto di non pensare affatto a suicidarsi e di fare tutto solo per protesta. Cioè, secondo quanto ha affermato, ha aggredito gli agenti, ha lordato il suolo pubblico con olio rendendo pericoloso il transito, ha tentato il blocco stradale in via XII ottobre (cosa che gli è stata impedita dai cantuné), ha mobilitato polizia locale, vigili del fuoco e forze dell’ordine, ha creato disagio e fatto spendere una montagna di soldi ai cittadini, distogliendo le divise dalle normali attività, solo per protestare contro un legittimo provvedimento della polizia locale, un dei tanti che negli anni ha meritato per non aver rispettato le regole. L’uomo, però, qualche tempo fa ha vinto un ricorso e forse conta su questo risultato per vincere la guerra.
Il provvedimento di sequestro del mezzo è stato effettuato a norma di legge. La stessa civica amministrazione da alcuni mesi ha chiesto con forza che in caso di vendita abusiva venga rigorosamente effettuato il sequestro del mezzo utilizzato per la vendita. Il provvedimento è stato applicato anche ad alcuni venditori di ortofrutta a carico dei quali continuano anche i sequestri di merce, l’ultimo dei quali questa mattina.

Da qualche tempo i paninari che lavorano in posizioni abusive presso lo stadio durante le partite, in corso Italia, alla Fiumara e, di notte, in centro vicino alle discoteche, chiedono, appoggiati da alcuni consiglieri comunali, di ottenere il permesso per esercitare di notte la vendita. Chiaramente, nel caso l’Amministrazione cedesse a seguito del gesto dimostrativo e delle intemperanze di Mamone, non sarebbe comunque possibile dalle 3 alle 6 la vendita e la somministrazione di alcolici a norma di legge nazionale, il Codice della strada. Non va sottovalutata, in questo caso, la scarsa disposizione del commerciante a rispettare l’ordinanza anti alcol del Prefetto.

Il varco da cui Mamone è passato per salire sul Ponte è sempre lo stesso, da Santo Stefano, e sarebbe ora che venisse chiuso, come hanno chiesto nei mesi scorsi anche i carabinieri perché troppo spesso gli aspiranti suicidi (o coloro che fingono di voler tentare il suicidio per catturare l’attenzione dell’opinione pubblica) passano da lì.


AGGIORNAMENTO – Verso le 10, il sindaco Marco Bucci ha tentato di convincere Pino Mamone a scendere dal ponte.


Via XX Settembre chiusa dall’1:40 di stanotte, quando un venditore di panini si è arrampicato sul Ponte Monumentale minacciando di gettarsi di sotto. Poco dopo dell’1 gli agenti della polizia locale lo avevano trovato ancora una volta in via XII Ottobre all’altezza del locale “Casa Mia Club” a vendere senza permesso e gli aveva confiscato il mezzo.

Lui si è scagliato contro i cantuné che, però non hanno desistito e hanno proceduto al sequestro. L’uomo ha continuato a dare in escandescenze spintonando gli agenti della polizia locale e spargendo olio sulla carreggiata, tentando di interrompere la viabilità, poi si è allontanato ed è salito sul ponte scavalcando le balaustre e minacciando di gettarsi di sotto.

Sul posto, oltre alla polizia locale, i vigili del Fuoco e le pattuglie della polizia di Stato. Via XX è stata chiusa al transito la via.
L’uomo non intende scendere se non prima di aver parlato col sindaco Marco Bucci e con il presidente della Regione Giovanni Toti. Nel 2015 l’allora assessore alla polizia locale Elena Fiorini non cedette al ricatto e disse di essere disposta a riceverlo in ufficio, ma non ad andare a parlare con lui in via XX e alla fine l’abusivo desistette dai suoi propositi.
Lo aveva poi ricevuto, ma senza scendere a patti con lui e spiegandogli che non si poteva derogare da leggi e regolamenti e che le norme valgono per tutti. I provvedimenti presi dalla polizia locale a seguito di infrazioni non si possono certo cancellare.

Si tratta di Giuseppe “Pino” Mamone, già condannato a quattro mesi e 20 giorni di reclusione perché per due volte ha paralizzato il traffico nel centro cittadino minacciando di buttarsi dal ponte Monumentale il 10 e il 13 ottobre 2015. Aveva tentato di salire di nuovo il 14 ottobre, ma era stato fermato in tempo.
Nel 2015, vedendosi rifiutare la richiesta di dissequestro del camion, si era barricato in una stanza del tribunale e si era rifiutato di uscire chiedendo di poter rientrare in possesso del mezzo.

La licenza, a seguito del debito per le sanzioni non pagate e della condanna, sarebbe intestata a un’altra persona, ma ieri sul posto c’era proprio Mamone che ha difeso il “mezzo” aggredendo gli agenti.

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