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In diecimila in corteo per “Per Genova aperta, accogliente e solidale”

In diecimila (questa la conta finale, con molta gente che si è unita durante il percorso) in corteo per “Per Genova aperta, accogliente e solidale” organizzato da associazioni e comitati contro il decreto Sicurezza e le politiche sull’immigrazione del governo. La lista delle associazioni partecipanti è lunghissima: sono 130. Si va dall’Anpi agli scout dell’Agesci, dalle chiese evangeliche a Liguria Raimbow, dalla Comunità di San Benedetto alla Caritas, dalla Cgil a Libera, da Music for Peace ad Emergency, da Arci ai centri sociali e antagonisti. Questi ultimi autogestiscono uno spezzone del corteo con un proprio documento separato.
Il corteo è stato aperto dagli scout e dai genitori di diverse scuole.
All’altezza del Museo del Mare sono stati gettati in mare fiori in memoria di chi ha perso la vita nei naufragi dei barconi o nel corso delle traversate. Al passaggio del corteo dalle finestre della casa occupata di via Gramsci sono stati a “sparati” fumogeni per salutare i manifestanti. Sulla facciata la scritta: “Nelle lotte nessuno è stranieri… Gramsci resiste!!!”.
La manifestazione terminerà è terminata in piazza Matteotti. La piazza è stracolma e la coda del corteo è ancora in via XX Settembre.

 

Gli slogan scritti sui cartelli: “Aiutiamo gli altri in ogni circostanza”, “Siamo dello stesso sangue tu e io”, “Il futuro è già a colori”, “Strage di migranti = Shoah”, “Esistono due sole razze: razza umana e razza disumana”, “Poteri forti, aprono i conti, chiudono i porti”, “Per essere un vero italiano cerca di essere umano”, “Siamo amici e fratelli di tutti”, “Aiutare gli altri in ogni circostanza”.
Rilanciata anche la frase scritta su Twitter dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, nel giugno scorso, quando ha preso posizione sulla vicenda della nave Aquarius: <Ero straniero e non mi avete accolto>. La frase originale è “Ero straniero e mi avete accolto” ed è contenuta nel Vangelo secondo Matteo.
Su uno striscione anche una frase della celebre poesia “Litania” di Giorgio Caproni: “Genova sempre umana, presente, partigiana”.

Gli scout, in testa al corteo, hanno cantato “il Pescatore” di Fabrizio De André”. Nelle gallerie tra Zecca e Portello tutti hanno cantato “La Canzone del partigiano”.

«Siamo qui per chiedere più welfare e diritti per tutti – spiega Stefano Kovac dell’Arci – più che contro qualcosa, anche se ci opponiamo alla Legge sulla sicurezza. E chiediamo la liberazione dei 47 migranti che si trovano a bordo della Sea Watch».

«Qui c’è una Genova meravigliosa e inedita che va dal mondo cattolico a quello sindacale, dall’associazionismo alla sinistra e che vuole dire che la soglia della disumanità è stata superata – aggiunge Domenico “Megu” Chionetti della comunità di San Benedetto – e vuole una Genova aperta e solidale».

 

(Foto di Luca Traveni)

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