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Si dimette Pampolini, saggio di Balleari: “Deluso dalle politiche di mobilità di questa giunta”

Dopo Marzio Villari (docente di marketing communication), si dimette un altro saggio del vice sindaco e assessore alla mobilità Stefano Balleari. Si tratta di Fiorenzo Pampolini, segnalato tra i saggi come “esperto di mobilità”. In una lettera scritta al sindaco Marco Bucci e allo stesso Balleari, avrebbe motivato la sua decisione sparando a zero sulle politiche di mobilità dell’amministrazione, ben diverse da quelle descritte in campagna elettorale e nei primi mesi di governo della città. Nel mirino del saggio dimissionario ci sarebbero, ad esempio, la cancellazione delle corsie riservate ai mezzi pubblici e il fatto che la città sia diventata un immenso garage a cielo aperto dove si sosta impunemente ovunque, persino nelle aree di pregio e turistiche, come via Roma. A causa di questo i mezzi rimangono rallentati dalle auto in doppia fila e sono costrette a procedere a senso unico alternato. Spesso non riescono ad accostare al marciapiede per fare scendere i passeggeri. Pare che il saggio, stanco dell’andazzo, abbia anche puntato l’indice sull‘inutilità di dialogare con Amt, ad esempio sul servizio serale, inadeguato a una città come la nostra. Sapendo che di fondi ce ne sono pochi, Pampolini aveva tentato di parlare con l’azienda per fare in modo che almeno si studiassero le coincidenze per limitare i disagi, ma non è servito a nulla. Anzi, sono stati spostati i capolinea e il servizio è ancora più scomodo. Poi ci sono i filobus che continuano a marciare a gasolio perché la rete elettrica non è stata riparata dopo i danni del maltempo e la metropolitana ormai priva di indicazioni relative alle attese.
Altro punto di disaccordo è quello che sembra, nella redazione del Pums (piano urbano della mobilità sostenibile), la rinuncia al tram. Genova sembra voler di nuovo puntare sul trasporto su gomma, mentre le altre città stanno convertendo in trasporto in sede propria. Quella del tram era una scelta voluta dal Sindaco. C’è, invece, il rischio di tornare indietro.
C’è poi la partita Valpolcevera. La metropolitana di notte si ferma perché sono state aperte le strade carrabili. Ma nessun mezzo, ancora, percorre tutta la vallata da Sampierdarena fino a Pontedecimo, né di giorno né di notte. Le paline delle fermate sono rimaste quelle “ante crollo” e si leggono percorsi e fermate con non sono più quelli reali ormai da mesi.
A fronte di tutto questo, c’è l’ascolto azzerato dal referente dei saggi, Balleari, troppo impegnato dal doppio incarico di vice sindaco e assessore alla Mobilità (e qualcuno, malignamente, aggiunge anche a pubblicare decine di selfie e tagli di nastri sui social) per ascoltare i suoi saggi che, di fatto, non possono dare il contributo per cui sono stati chiamati. I malumori non sarebbero limitati a coloro che hanno dato le dimissioni seppur “da signori”, senza sbattere la porta. Villari, che s’è dimesso qualche mese fa, in un accesso di iconoclastia dell’amministrazione, è stato addirittura rimosso dalla pagina web con l’elenco dei saggi pubblicato il giorno della nomina. Il suo nome non c’è più, come se mai ci fosse stato: puff, sparito. Almeno altre tre persone sono in bilico, stanche di fare da comparse alla grande farsa dei saggi di Tursi e, in più, di essere assediate dai cittadini che provano attraverso di loro a segnalare all’amministrazione problemi e disagi, credendoli incaricati di un ruolo che in realtà non hanno. Villari se ne andò anche perché aveva fornito un’idea a Balleari alla prima riunione dei saggi, gratuitamente, con tanto di progetto. Se l’è trovata fatta da Amt ed attribuita ad altri senza nemmeno essere citato o invitato alla presentazione dell’iniziativa.
Sul trasporto pubblico e sulla viabilità si moltiplicano in consiglio le interpellanze dell’opposizione, ma anche della maggioranza che chiedono conto di cose che non funzionano. Sembra che, al di là delle posizioni ufficiali, anche la sperimentazione delle telecamere sui bus sia, in realtà, al palo. Che la città sia diventata un enorme parcheggio è sotto gli occhi di tutti.  I buoni propositi della campagna elettorale non sembrano essere in dirittura per trasformarsi in realtà. A guardarla da fuori, sembra che siano i tecnici a fare il bello e il cattivo tempo, gli stessi tecnici delle passate amministrazioni che, però, in passato erano forse gestiti con un po’ più di attenzione. Il risultato è quello che tutti i cittadini vivono alle fermate Amt e nel traffico, anche in zone che non hanno risentito del crollo del ponte Morandi.

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