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“Ricostruire non basta: ripensiamo il futuro”, iniziative a favore di bimbi e ragazzi in Valpolcevera

Comune di Genova, Compagnia di San Paolo e Fondazione per la Scuola intervengono a favore della popolazione colpita dal crollo del Ponte Morandi

Interventi a favore della popolazione colpita dal crollo del Ponte Morandi, in particolare rivolti ai bambini e ai ragazzi dagli 0 ai 18 anni, saranno realizzati dal Comune di Genova e dalla Compagnia di San Paolo, in collaborazione la Fondazione per la Scuola, ente strumentale della Compagnia.
Le azioni si indirizzano sia alle famiglie sfollate dalla cosiddetta “zona rossa”, alle quali appartengono 119 minori, sia alla comunità complessiva della zona della Valpolcevera, che raccoglie la popolazione più giovane della città e con il reddito pro-capite più basso, caratterizzata da una forte dispersione scolastica.
Le attività partiranno nel mese di dicembre 2018 e proseguiranno per 12 mesi.
“A nome di tutta la città siamo molto grati per il sostegno che la Compagnia di San Paolo riserva, in modo sistematico, al nostro territorio” – sottolinea l’Assessore allo Sviluppo Economico Giancarlo Vinacci – “e siamo allineati sugli indirizzi culturali e sociali che rappresentano la base dello sviluppo delle linee programmatiche della città e che non possono non tenere in considerazione la qualità della vita, quindi anche arte e cultura, e l’attenzione a chi ha bisogno di un supporto sociale per vivere al meglio la città.”
“Ringrazio la Compagnia di San Paolo” – interviene l’Assessore alle Politiche educative e dell’istruzione e alle Politiche socio-sanitarie Francesca Fassio – che ci permette di potenziare i servizi educativi in essere e di intraprendere iniziative sperimentali nate dall’emergenza del ponte, come ad esempio un centro, in rete con le scuole del territorio interessate dall’emergenza, dove fare doposcuola e aggregazione giovanile. Iniziative che mi auspico diventeranno strutturali.”
“La Compagnia di San Paolo opera come agente di sviluppo in campo educativo investendo da anni sul benessere e l’educazione di bambini e adolescenti e sull’empowerment dei giovani. Quando abbiamo saputo della tragedia che ha colpito la città di Genova, insieme al Comune e alla Fondazione per la Scuola, abbiamo progettato un’iniziativa integrata rivolta ai bambini e ai ragazzi colpiti, con le loro famiglie, dal crollo del ponte. Il progetto, sviluppato secondo l’approccio che mette al centro la persona, uno dei segni distintivi che caratterizza molti dei nostri interventi, è dedicato anche ai ragazzi che vivono nelle zone limitrofe alla zona rossa” afferma Alberto Anfossi, Segretario Generale della Compagnia di San Paolo.
Per quanto riguarda i bambini dagli 0 ai 6 anni e le loro famiglie, si intende avviare laboratori creativi per i bambini e laboratori per i genitori, allo scopo di fornire strumenti di supporto alla genitorialità, con un’attenzione particolare al coordinamento dei progetti già attivi e finanziati con le risorse del Fondo per il Contrasto alla Povertà Educativa; per quanto concerne invece i bambini e i ragazzi del primo ciclo scolastico, in collaborazione con le scuole e le realtà associative del territorio, si intende potenziare l’offerta di attività extra-scolastiche, realizzare percorsi culturali e creare gemellaggi tra le scuole della Valpolcevera e altre scuole genovesi. Infine, per i ragazzi delle scuole secondarie di II grado, verranno attivati percorsi di cittadinanza attiva, di valorizzazione, cura e animazione del territorio, ove i ragazzi stessi potranno essere i protagonisti dello sviluppo della propria comunità nella logica dell’empowerment giovanile.
I soggetti promotori desiderano garantire un coordinamento stabile da parte di un soggetto del terzo settore genovese, anche al fine di assicurare un collegamento efficace con le altre proposte educative attualmente attive sul territorio. La Compagnia e la Fondazione per la Scuola intendono affidare tale coordinamento operativo locale al Consorzio Sociale Agorà, soggetto attivo da lungo tempo nel ponente genovese e nei territori interessati dal progetto e già partner della Compagnia e della Fondazione, oltre che dello stesso Comune di Genova.

Il dramma del 14 agosto ha segnato la vita della comunità genovese. Questa proposta progettuale riveste quindi un particolare significato per l’Amministrazione Comunale di Genova, per la Compagnia di San Paolo, per la Fondazione per la Scuola e per l’intera comunità cittadina rappresentata anche dagli Enti di Terzo Settore del territorio.
La volontà è quella di lavorare insieme per cercare di dare risposte, il più possibile rapide e adeguate, a un processo di salvaguardia di un tessuto sociale reso particolarmente fragile in questo frangente.
Questa azione di ricucitura e rammendo sociale è rivolta alla fascia d’età 0-18 e cioè alle bambine, ai bambini e agli adolescenti delle aree colpite, una fascia della popolazione particolarmente vulnerabile la cui importanza è cruciale nell’opera di ricostruzione urbana cui stanno concorrendo gli attori più diversi. Le varie attività verteranno sia in misure di rafforzamento di azioni già da tempo attive sia in nuovi interventi.

  • Laboratori. Per far si che il futuro abbia solide radici, bisogna partire da azioni educative rivolte ai bimbi più piccoli e alle loro famiglie. Il progetto vuole integrare l’azione sulla fascia 0-6 su cui, già da tempo, si sono mosse le reti territoriali socio-educative, realizzando alcuni laboratori per bambini e genitori presso l’Istituto Comprensivo di Sampierdarena. Le attività laboratoriali verteranno sui linguaggi, il lavoro di gruppo e il sostegno alla genitorialità, in coordinamento con i progetti in essere finanziati nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
  • Percorsi. Obiettivo di questa parte progettuale è stimolare a superare le barriere fisiche o mentali che portano all’isolamento dei ragazzi e dei bambini di questi territori, amplificate ora da una reale minore mobilità. Con il progetto si intende contrastare l’isolamento realizzando attività scolastiche ed extra-scolastiche, in collaborazione con tutti i 5 Istituti Comprensivi della Valpolcevera: Verranno realizzati gemellaggi con scuole cittadine di altri Municipi per scoprire e “offrirsi alla scoperta”, per scambiare esperienze. Si implementerà un progetto di contrasto alla dispersione scolastica. Saranno realizzati nel post-scuola dei laboratori di educazione    ambientale e di approccio alle nuove tecnologie.
  • Esploratori. I nuclei coinvolti nelle storie di forzosa delocalizzazione, i cosiddetti “sfollati”, hanno dovuto cambiare contesto di vita andando ad abitare in zone distanti e spesso difficilmente raggiungibili. A tal fine è stata progettata un’azione specifica, ove degli operatori avvieranno con i ragazzi un percorso di conoscenza dei nuovi territori di appartenenza.
  • Si “ri-parte” A Rivarolo, all’interno di una stazione ferroviaria prenderanno il via le attività di un centro territoriale per gli studenti della fascia elementare. Al suo interno si svolgeranno attività di doposcuola e supporto ai compiti, con l’obiettivo di sostenere i bambini nella crescita e facilitare l’attivazione delle life skills.
  • Ragazzi “al centro” Il progetto intende realizzare in Piazza Petrella, nel quartiere Certosa, uno spazio dove ragazzi appartenenti alla fascia 12-18 anni possano fare i compiti, condividere esperienze, raccontare le difficoltà incontrate nel proprio percorso formativo o nell’avvicinamento al lavoro, supportati da educatori competenti. L’isolamento causato dall’interruzione delle vie di comunicazione ha avuto come conseguenza anche difficoltà per il tessuto commerciale e artigianale della zona. La Valpolcevera ospita le sedi di 3 dei 5 Centri di educazione al lavoro cittadini. Si pensa quindi di attivare, in questi spazi o direttamente presso le attività, percorsi di mentoring sull’avviamento al lavoro per ragazzi di fascia 16-18 anni del territorio, che sono fuori dall’obbligo formativo, ma spesso non hanno completato un adeguato iter, coinvolgendo i Centri Integrati di Via di Certosa e Via Fillak.
  • Strada Facendo…. al Campasso  Gli educatori di strada coinvolti nel progetto lavoreranno con i gruppi informali del territorio costruendo legami educativi e favorendo le condizioni per valorizzare le risorse dei ragazzi. In particolare, si costruiranno sinergie con i ragazzi di piazza Petrella per attivare percorsi di cura e ripristino delle aree boschive, dei sentieri e delle barriere antropiche dietro l’area del Campasso, nelle zone di Granarolo, Begato, Geminiano e Garbo.
  • Story teller La rete di progetto metterà a disposizione delle attività un gruppo di ragazzi del territorio con competenze di documentaristi e film-maker. A questo gruppo sarà affidato il compito di realizzare un video-racconto delle attività progettuali, che ne analizzi motivazioni, storia, obiettivi, risultati. Il materiale raccolto sarà poi consegnato alla comunità e alle istituzioni, come testimonianza di quanto realizzato, anche in vista di future progettazioni.

 

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