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Inaugurati i nuovi spazi a misura di bambino dedicati all’incontro coi papà detenuti nel carcere di Marassi

La Barchetta rossa e la Zebra inaugurano i nuovi spazi “a misura” di bambino dedicati all’incontro con il papà detenuto nella Casa Circondariale Marassi di Genova. Madrina d’eccezione, Dori Ghezzi. Carcere, famiglie e rete territoriale verso luoghi e percorsi innovativi contro la povertà educativa nella prima infanzia.

La Barchetta rossa e la Zebra raggiunge il primo importante traguardo. Sono stati inaugurati nei giorni scorsi i nuovi spazi “a misura” di bambino all’interno della Casa Circondariale Marassi di Genova, dedicati all’attesa all’incontrodei minori con il papà detenuto. Stanze accoglienticonfortevoli e colorate in cui i più piccoli potranno svolgere tante attività ludico-formative con la supervisione di personale qualificato, prima di incontrare il proprio genitore. La Barchetta rossa e la Zebra nasce per contrastare la povertà educativa e favorire la relazione tra figli genitori detenuti nelle Case Circondariali Marassi e Pontedecimo, nelle quali si rileva un flusso medio mensile di circa 100 minori, con un’alta probabilità di “sommerso” da individuare. E’ un progetto finanziato dal Bando Prima Infanzia (0-6 anni) e approvato dall’Impresa Sociale Con i Bambini. La Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus è promotore e partner principale, il Cerchio delle Relazioni è capofila.
L’iniziativa è sviluppata in sinergia con l’Amministrazione penitenziaria locale e dell’esecuzione penale esterna, il Comune di Genova e le Associazioni territoriali del Terzo Settore: la Cooperativa Sociale Il Biscione, Veneranda Compagnia di Misericordia, il Centro Medico psicologico pedagogico LiberaMente, ARCI Genova e CEIS Genova. Si avvale, inoltre, del supporto dell’Associazione Bambini SenzaSbarre Onlus, impegnata nella tutela dei diritti dei figli dei detenuti. Corporate Partner, Gruppo EcoEridania e IKEA Genova.
L’inaugurazione si è aperta con il saluto di Maria Milano, direttore C.C. Marassi, Maria Chiara Roti, vice-presidente Fondazione Francesca RavaElisabetta Corbucci, coordinatrice Cerchio delle Relazioni.  Presenti Istituzioni,Associazioni partner di progetto e Dori Ghezzi in qualità di madrina d’eccezione, che ha tagliato il nastro dei nuovi spazi a cui è seguita la benedizione di Monsignor Nicolò Anselmi.
Beneficiari dei nuovi spazi non solo i bambini e le famiglie, ma anche gli stessi detenuti, che hanno partecipato attivamente alla fase edile, grazie all’assegnazione di 3 Borse Lavoro, che li hanno visti impegnati nel cantiere dai 70 agli 80 giorni, per un totale di circa 256 ore. In questo modo sono stati “attori principali” del progetto e dell’opera di riqualificazione delle stanze dedicate ai bambini.

 

«Siamo orgogliosi di questo importante risultato», afferma Maria Milano, direttore della Casa Circondariale Marassi di Genova, che aggiunge: «La Barchetta rossa e la Zebra è un progetto sia strutturale che educativo, grazie alla rete intessuta con le Associazioni del territorio. La riqualificazione degli spazi è fondamentale non solo per garantire un luogo accogliente, ma anche per tutelare il rapporto del detenuto con la propria famiglia, elemento essenziale del trattamento penitenziario. Inoltre lavorare in un ambiente decoroso è un elemento altrettanto importante anche per tutto il personale penitenziario». Quindi, Maria Milano, conclude: «Sono certa che questo sia un percorso importante anche in termini di prevenzione del disagio sociale e della povertà educativa».
Il progetto è, in primis, un esempio di rete strategica tra tutti Partner del territorio. Secondo Maria Chiara Roti, vice presidente Fondazione Francesca Rava«La Barchetta rossa e la Zebra è un progetto virtuoso, grazie al quale è stato realizzato un ponte tra pubblico e privato sociale, così come l’Impresa Sociale Con i Bambini ci ha insegnato. Oggi abbiamo dato una risposta concreta al bisogno dei genitori detenuti, di poter avere a disposizione un luogo confortevole in cui incontrare i propri figli. Da oggi sarà possibile accogliere i bambini in questi spazi, evitando loro lunghe attese prima di poter accedere all’interno delle strutture penitenziarieoffrendo attività formative e ludiche che favoriscano l’incontro e la relazione con il genitore»
La Barchetta rossa e la Zebra è una iniziativa molto importante per il territorio ligure visto chein Italia, ogni anno, circa 100.000 bambini entrano in carcere per mantenere il legame con i propri genitori detenuti, di cui 3.500 solo in Liguria. Si tratta di minori spesso emarginati, che subiscono uno stigma o che portano il peso di un segreto incomunicabile. Uno scenario preoccupante, che sottolinea l’urgenza di iniziative territoriali concrete.
«Il progetto intende proprio sottolineare il valore del tema della genitorialità in carcere che risulta compromessa dal periodo di detenzione, ma che possiede tutte le energie per riprendere il suo cammino in maniera costruttiva e positiva, sia per il bambino che per i genitore detenuto», ha spiegato Elisabetta Corbucci, coordinatrice del Cerchio delle Relazioni, che ha sottolineato l’importanza di creare una rete con tutti gli operatori che lavorano a stretto contatto con i detenuti e le loro famiglie: «In questo modo sarà possibile non solo mettere a disposizione la nostra esperienza ma, nello stesso tempo, acquisire informazioni e strumenti indispensabili per intercettare e gestire eventuali conflitti nelle relazioni familiari».
Unanime il punto di vista dei referenti delle Associazioni Partner di progetto: «Nello spazio, bambini e famiglie, incontreranno gli educatori che hanno il compito di sostenere l’impatto con la Casa Circondariale. In attesa del proprio papà, i bimbi potranno giocare, ascoltare fiabe e disegnare. Mentre le loro famiglie avranno la possibilità di trovare ascolto rispetto alle difficoltà quotidiane legate alla genitorialità in carcere».
L’impresa Sociale Con i Bambini ha spinto la rete al concetto di sostenibilità. Per questo la Fondazione Francesca Rava ha subito individuato due Corporate Partner importanti, per garantire sia la sostenibilità che la continuità del progetto: il Gruppo EcoEridania e IKEA Genova.
«Abbiamo condiviso subito questo progetto», ha dichiarato Andrea Giustini, presidente del Gruppo EcoEridania«Questi spazi consentiranno ai detenuti di salvaguardare il proprio ruolo genitoriale. La pena, seppur imprescindibile, deve essere considerata secondaria rispetto ai diritti del minore».
Fondamentale sinergia anche con IKEA Genova, che ha donato i bellissimi che allestiscono gli spazi a “misura” di bambino. «Siamo orgogliosi di essere parte attiva di questo progetto», ha commentato Alessandro Aquilio, Country Communication Manager IKEA Italia Retail«Grazie ai nostri arredi speriamo di aver contribuito a realizzare spazi più sicuri, accoglienti e, soprattutto, a “misura” di bambino. Da sempre, obiettivo di IKEA è creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone e per questo crediamo fortemente che sia necessario impegnarsi concretamente per avere un impatto positivo sull’ambiente e sulle comunità in cui operiamo».

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