Annunci

Salvatore: insulto “elementare” a Toti. Ovvero: quando la politica viene bocciata persino all’università della vita

Quando si dice la finezza della retorica, lo spessore dei contenuti, l’acume dell’affondo politico. Quasi all’altezza di una qualsiasi campagna elettorale dei tempi della Tv in bianco e nero, quando Berlinguer e Almirante si contrapponevano con contrastanti argomentazioni che, al di là della condivisione e della collocazione politica dell’ascoltatore, permettevano di analizzare e approfondire il contesto. Sì è il livello della discussione politica di Alice Salvatore, lider maximo ligure dei pentastellati, con i suoi sostenitori: sopraffino equilibrio tra contenuto e stile. È lei ad aver partorito qualcosa di quasi simile. E non solo: l’ha messo nero su bianco su Facebook. A imperitura memoria della sua statura politica e dialettica.

Ovviamente, chiediamo scusa ai politici degli anni che furono per averli utilizzati come paragone a scopo sarcastico. Sì, perché sul livello deprimente del dibattito politico non è più sufficiente nemmeno l’ironia, serve tutto il sarcasmo di cui è capace chiunque abbia frequentato con profitto almeno la quinta elementare.
A cominciare le danze è un sostenitore della Salvatore, uomo (o chi per esso) dall’incerta grammatica e ancor più incerta ortografia. Il suo account: un pugno di amici, nessuna immagine di copertina, nessun contenuto visibile, una foto profilo che non mostra il volto e, nel passato, diverse foto profilo in cui si vede un asino ragliante con Cinque Stelle (a sinistra nell’immagine), che scrive di aver studiato a Princeton, ma non si sottrae dalla dichiarazione di aver frequentato un master all’università della vita del MoVimento (che, si sa, tra i grillini fa fine e non impegna come a Genova il tubino blu per le signore), probabilmente uno dei tanti account fake gestiti da sostenitori del partito della premiata ditta Grillo-Casaleggio: ne abbiamo bannati a decine dalla pagina Facebook del giornale, perché quando i commenti si presentano aggressivi o maleducati andiamo a vedere chi sta scrivendo, e almeno 3 su quattro hanno le stesse caratteristiche del raffinato oratore supporter della guida ligure del partito. Su Facebook ci sono almeno cinque account con lo stesso nome, completamente vuoti o con le stesse caratteristiche di quello che con penna alata, sublime, ispirata, da Dolce Stil Novo, verga sia il primo messaggio, a sostegno delle dichiarazioni di Salvatore (che Toti, ahilei ha dimostrato false producendo documenti ufficiali) e dopo producendosi in un’agiogràfica “leccata” di quelle che lasciano la bava sul video quando le leggi, ovviamente sempre nei confronti della leader dei grillini genovesi, ça va sans dire.
Vien quasi da dire che sui social il Movimento (che l’account sia vero o falso, è comunque dichiaratamente pentastellato) se la canta e se la suona (così stonata da suonare fessa, a dir la verità) per costruire l’immagine del consenso che a Genova, col ponte crollato e la manfrina toninelliana su decreto e conversione in legge, non è certo all’apoteosi. Forse riscuotendo successo giusto nella legione di laureati all’università della vita che milita sui social, formata da che hanno il compulsivo bisogno di spronarsi e sostenersi, se occorre anche con argomentazione non sempre suffragate dai fatti. Comunque, voto per l’impegno consolidamento dell’immagine social: 10. Decisamente peggiore il voto sul fronte della buona creanza.
D’altro canto, che aspettarsi da una cresciuta alla scuola di colui che col suo “Vaffa” ha fatto del turpiloquio uno slogan per la scalata al potere del suo partito? Nero su bianco, scripta manent (traduzione per i sopracitati laureati-incolti confessi e purtroppo non pentiti: “per iscritto e quindi lasciando una prova duratura”). Non solo per il supporter (vero o “amico immaginario” che sia), ma anche per l’Alice regionale che nel suo personalissimo paese delle meraviglie, dopo aver fatto una ben magra figura venendo sbugiardata da Toti documenti alla mano, ritiene di dipingere anche lei il presidente della Regione come “cinghialone non capace”. Un giudizio politico di languente spessore, suvvia! Di livello d’educazione bassino, altrimenti detto “livello maiolica”, quella del pavimento: rasoterra insomma. Politicamente scorretto, sullo stesso filone del commento del compagno di partito Rocco Casalino (170 mila euro lordi l’anno dalle tasche degli italiani per ripagare sittanta cafoneria “istituzionale”): <Vecchi e down mi fanno schifo come ragni>. deve essere proprio la scuola del maestro “Beppe Vaffa”. D’un grado di finezza retorica che sta tra l’asilo e la terza elementare (ai tempi in cui si studiava il congiuntivo, se profferita davanti a un genitore, scatenava anche un manrovescio genitoriale a scopo didattico) perché in quarta si trova già di meglio che insultare gli altri facendo riferimento a caratteristiche fisiche, vere o inventate che siano.

Toti, che con la sua tessera da giornalista ottenuta con esame di Stato e non coi punti delle merendine Motta (quelli che evidentemente valgono all’università della vita), sa perfettamente che la frase rappresenta diffamazione a mezzo stampa. Ma, da politico qual è, alla querela preferisce l’esposizione al pubblico ludibrio. Con un post su Facebook corredato da un commento pungente e sarcastico: <Civiltà, educazione e argomentazioni di valore. Ecco il livello del dibattito politico a 5 Stelle> scrive. Che aspettarsi, d’altro canto (aggiungiamo noi), da un partito del governo che punta a tagliare a scuola e università 29 milioni: 14 per l’istruzione scolastica e 15 milioni per la formazione universitaria e post universitaria? In fin dei conti, il Potere ha sempre amato gli ignoranti: sono più facili da gestire e indirizzare. Che qui sorge il dubbio che la lungimiranza pentastellata sia di pari forza rispetto alla buona creanza sfoggiata sui social dalla Salvatore: poca. Alice, persino l’insulto #puoifarlomeglio. Che dire? Al di là di come ciascuno di noi la pensa politicamente, non ci resta che ringraziare Toti per non aver commentato con l’unica risposta di pari livello evolutivo dell’affermazione della “signora” del M5S: <Gne, gne, gne, chi lo dice lo è mille volte più di me>. Grazie davvero di non averlo fatto. Coi pentastellati, di politica con la P maiuscola, anche oggi, parliamo domani.

Ps: se i laureati all’università della vita non dovessero comprendere la terminologia utilizzata per l’estensione dell’articolo, possono leggerlo con l’ausilio del portale Treccani. Perché, come diceva il compianto mastro Alberto Manzi, “Non è mai troppo tardi”. Forse.

Annunci

GenovaQuotidiana

Agenzia Giornalistica GenovaQuotidiana Partita Iva 02485610998 Direttore Responsabile: Monica Di Carlo

Un pensiero riguardo “Salvatore: insulto “elementare” a Toti. Ovvero: quando la politica viene bocciata persino all’università della vita

  • 9 novembre 2018 in 19:50
    Permalink

    Bell’articolo. Bel commento ad una ormai diffusa pratica politica che è fatta da epiteti e delegittimazione dell’avversario. Si sa i socialnetwork sono diventati questo: uno strumento per mettere in piazza la propria ignoranza che spesso è accompagnata dall’arroganza. Non vedo la firma all’articolo a cui comunque dico bravo!

    Risposta

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Annunci
Annunci
Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: