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Maltempo, cimiteri: 100 alberi caduti o pericolanti. E a Nervi si pattina sul viscido

Un vero genovese lo chiamerebbe “lépego”, la patina scivolosa su cui si rischia di scivolare al cimitero “nuovo” di Nervi. Nuovo, appunto. Meglio noto come Nervi 3. <È stato costruito relativamente da poco – spiega l’assessore Matteo Campora -, ma le pendenze sono sbagliate, l’acqua ristagna e crea quella patina su cui si rischia di scivolare. Quando si costruisce malamente, poi si è costretti a spendere altri soldi>, soldi che non è che abbondino a fronte dei moltissimi problemi dei camposanti genovesi, oltre una ventina, alcuni dei quali chiusi alle nuove sepolture (come uno di quelli di Nervi), molti ammalorati a causa di decenni senza alcun tipo di investimento.

Al cimitero monumentale di Staglieno si è cominciato a intervenire soltanto da 6 anni e bisogna recuperare 50 anni di degrado. Per rimettere in sesto tutto il patrimonio, anche artistico, servirebbero almeno 5 milioni di euro, ma qualcosa è stato fatto (incominciò l’assessore della precedente giunta, Elena Fiorini) e qualcosa si sta facendo. Presto partiranno imponenti lavori proprio a Staglieno, ad esempio.

Il grande numero dei cimiteri aperti in città discende dal fatto che ogni delegazione, prima del 1926, era comune a sé e aveva il proprio cimitero, rimasto aperto anche con la creazione della “Grande Genova”.

Prima di tutto, però, bisogna fare fronte all’emergenza, quella degli alberi caduti o pericolanti che nei cimiteri genovesi sono stati oltre 100. E prima bisognerà pensare a rimuovere quelli.

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GenovaQuotidiana

Agenzia Giornalistica GenovaQuotidiana Partita Iva 02485610998 Direttore Responsabile: Monica Di Carlo

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