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Decreto emergenze, ancora rallentamenti. Tra 10 giorni in Senato. Possibile la fiducia

Le misure su Genova rallentate dalla volontà del governo di regalare a Ischia e al centro Italia il condono agli abusi edilizi. E così, usando il decreto sulla sciagura come un cavallo di Troia, la ricostruzione del ponte si fa sempre più lontana

Dieci giorni per la discussione in Senato, dove i numeri e le convinzioni personali dei parlamentari potrebbero rendere accidentato il percorso di conversione in legge. Non tanto per la parte del decreto Emergenze che riguarda Genova, ma per quelle che vedono protagoniste il condono edilizio a Ischia, collegio elettorale del vice premier Luigi Di Maio, e nel centro Italia (allargamento chiesto e ottenuto da Forza Italia alla Camera). Ma anche per l’innalzamento dei valori degli inquinati nei fanghi che è possibile sversare nei campi. La componente ambientalista del M5S potrebbe riservare qualche sorpresa al suo stesso premier. Per questo il governo starebbe addirittura pensando di porre la fiducia.
Certamente il decreto è nato e resta pasticciato, sia perché è stato usato come cavallo di troia per misure che da sole potevano suscitare anche l’opposizione della Lega, sia per quelle dedicate esplicitamente a Genova, con il vice ministro Edoardo Rixi, come ha riconosciuto tutto il parlamento, che ha dovuto fare un’enorme fatica a riempire un provvedimento nato pressoché vuoto e che il ministro Toninelli non ha mai dimostrato più di tanto di voler riempire, restando assente anche alla discussione e alla votazione alla Camera, così come il premier conte e gli altri ministri firmatari. Uno dei pasticci che rischiano di rallentare fortemente la ricostruzione del ponte sono i 42 tra decreti attuativi del governo e provvedimenti di Regione e Comune necessari al provvedimento approvato dalla Camera, parecchi in più (erano 27) rispetto a quelli previsti dalla stesura del decreto pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 28 settembre scorso.
Da questa fotografia della situazione ne esce una politica nazionale per nulla amica di Genova, che non si fa scrupoli ad allungare i tempi della ricostruzione e lesina provvedimenti, estorti dal vice ministro leghista, con un estenuante braccio di ferro, al ministro pentastellato. Decisamente più attenta ai condoni nelle aree elettorali di riferimento M5S che all’economia della città e al benessere dei suoi cittadini.

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