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Porte aperte ai mercanti nel tempio. A Genova il guru del marketing museale dell’arte contemporanea

Lo spunto è la presentazione di un libro, con la presenza dell’autore, a ingresso libero. Uno di quegli eventi che normalmente non meritano più di qualche riga nella pagina degli appuntamenti dei quotidiani. Invece oggi, a Genova, dove la cultura è in evidente crisi e il museo di arte contemporanea è chiuso da mesi, che si condivida o no la linea dell’autore, l’appuntamento merita di più. È fissato per il prossimo giovedì, 4 ottobre, alle 18, quando, nel Museo Diocesano di via Tomaso Reggio, si terrà la presentazione de libro “Il Museo diventa impresa” di Maurizio Vanni.
Chi è Maurizio Vanni? Museologo, critico e storico dell’arte, docente universitario, specialista in marketing museale, marketing non convenzionale e advanced marketing. Chief curator al M’Ars Contemporary Art Center di Mosca dal 2002 al 2006, poi curatore museale alla Fondazione Primo Conti a Firenze, direttore generale della Fondazione Dino Zoli Arte Contemporanea di Forlì, dal 2008 al 2012 responsabile del tavolo della cultura della provincia di Grosseto. Attualmente è direttore generale del L.U.C.C.A – Lucca Center Contemporary Art –, docente universitario a Buenos Aires e all’università Tor Vergata di Roma e presidente di MVIVA, azienda specializzata nelle diverse forme di marketing legate alla cultura per imprese private, territori e musei. Arte contemporanea, dunque, che in qualsiasi epoca è stata mercato (l’arte contemporanea di qualsiasi epoca ha sempre campato su mercanti e mecenati), ma che ora in Italia fa meno “cassetto” di tutte le altre, soprattutto quando è “ad uso espositivo”. Questo anche perché si insiste a buttare fuori i mercanti dal tempio. Per carità, con granu sali: le feste dei tifosi o le iniziative non centrate sul tema sono fuori luogo, ma l’arte contemporanea, oltre che didattica, è anche mercato.
Nel suo manuale, Vanni spiega come il museo non possa più essere considerato solo un contenitore per beni culturali di alto interesse storico-artistico, ma un’istituzione didattica che deve rispondere alle nuove esigenze di pubblici sempre più ampi e diversificati. <La struttura museale – dice – deve aprirsi a nuove strategie di coinvolgimento, a inedite modalità di interazione e a offerte culturali sempre più orientate alla fidelizzazione. Il divertimento, la socializzazione, l’interazione con i diversi mondi della conoscenza, la divulgazione delle collezioni con un approccio interdisciplinare e l’auto-finanziamento diventano quindi elementi imprescindibili. Il museo diventa impresa entrando nel mercato delle aziende private e del tempo libero delle persone>. A sostegno di queste tesi l’autore porta la propria esperienza diretta, con numerosi esempi pratici sia nel campo della direzione museale sia in casi di successo di altri settori, anche nel confronto con quanto avviene nel mondo. L’incontro sarà seguito da un dibattito aperto con il pubblico e ovviamente si toccherà anche il caso Genova. Il volume si avvale dei contributi di esperti di ambiti specifici, nonché degli interventi dell’ex ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Stefania Giannini, del Responsabile del Polo Museale e dei Musei Scientifici di Milano Domenico Piraina e dell’avvocato, scrittore, specialista in comunicazione d’impresa e pubblicità Riccardo Rossotto.

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