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L’ascensore è rotto, Bianca ha fretta: nasce in un corridoio dell’ospedale di Voltri

Servizio notturno della Croce Verde Praese e dell’auto medica del 118

Sono le 4,20 del mattino di domenica quando la Croce Verde Praese riceve la chiamata del 118. Una ragazza di 25 anni telefona da Pegli: <Aiuto, sto per partorire!>. L’ambulanza corre e quando i militi arrivano alla giovane si sono già rotte le acque. I soccorritori la portano giù dalle scale prima su un’apposita sedia, perché la barella non passerebbe dalla tromba delle scale, poi la spostano proprio sulla barella. Nel frattempo arriva l’auto medica del 118 con il dottore e l’infermiere. La ragazza resiste, nonostante i dolori cerca di far nascere la figlia in ospedale. L’ambulanza, sempre scortata dall’auto medica, arriva all’ospedale di Voltri. Per salire in ostretricia con la barella ci vuole l’ascensore, ma uno dei due è guasto e per azionare l’altro ci vuole la chiave. Ma Bianca aveva tanta fretta e non c’è stato il tempo di recuperarla. <È nata lì, davanti agli ascensori – racconta Erica Leonardi, una dei due volontari che con l’autista dell’ambulanza ha assistito al parto, a cui provvedevano medico e infermiere -. Sono tre anni che faccio la volontaria e una cosa così non mi era mai capitata. Era un po’ la mia paura dover affrontare una situazione simile, non sapevo come avrei reagito>. Erica, tra l’altro, alla Croce Verde era “in prestito” per il turno perché lei fa volontariato presso una pubblica assistenza di Mele. <Il mio fidanzato è l’autista dell’ambulanza – racconta – e quella serra mi sono prestata per stare accanto a lui>.
Bianca e la mamma godono di ottima salute e, recuperate le chiavi, sono state portate in Ostetricia mentre i militi hanno accompagnato a casa il padre della piccola che, nella concitazione del momento, aveva dimenticato nell’androne del palazzo la borsa con tutto il necessario che, vista l’imminenza del parto, era pronta da giorni e che conteneva dalla camicia da notte per la mamma alle tutine per la piccola.
<Veder nascere una vita è veramente uno spettacolo, un’emozione – spiega Erica -. Quando Bianca è nata mi sono scoperta con gli occhi lucidi. Ho pensato che fosse perché era la prima volta in assoluto che assistevo a un parto, mi sono girata dal mio fidanzato e anche lui aveva gli occhi lucidi>. Prova superata, da Bianca, dalla sua mamma e anche da tutti i sanitari e dai volontari che hanno aiutato la piccola a nascere.

 

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