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AAA, agenti volontari cercasi per governare l’inferno della strada del papa

Il Comando di polizia locale cerca “domatori di bisonti” (4 mila tir al giorno previsti) disposti a flessibilità e straordinario (che per legge non si può imporre a nessuno), indebolisce ulteriormente i distretti già in forte sotto organico, compresi quelli interessati dalle ricadute del crollo del Ponte Morandi

“Marcarsi qui sotto celermente”. È quanto sta scritto in fondo alla lettera affissa nella bacheca dei distretti di polizia locale. L’appello e per il servizio viabilità della nuova strada del papa, la via aperta nelle aree Ilva e portuali per mettere rimedio alla paralisi del traffico cittadino dopo il crollo del Ponte Morandi. Così il comando della polizia locale prova a reclutare volontari per un compito ingrato, quello di stare h24 e per tutto il turno a governare i bisonti che transiteranno nella strada che, per fortuna, sarà aperta a breve e andrà a decongestionare la viabilità cittadina. Quanti saranno? Sul ponte transitavano 4mila mezzi pesanti al giorno, tra quelli diretti o provenienti dalla Penisola Iberica e dalla Francia, essenziali per il trasporto di frutta e ortaggi, quelli diretti al porto e quelli del trasporto locale che collegavano le due parti di Genova e della Liguria. Gli eventuali volontari dovranno vivere per l’intero turno in mezzo agli autoarticolati che sfrecciano. E se, come è probabile, non ci saranno 2 volontari per ognuno dei 9 distretti? Saranno decisi dal Comando, che pretende flessibilità e straordinario, dimenticando che al di fuori di precisi accordi sindacali (che di solito prevedono in cambio incentivi economici) e senza consenso di ogni singolo agente questo non è possibile. In sostanza, potrà obbligare gli agenti a far servizio lì, ma non a mettere a disposizione un solo minuto in più del loro tempo, anche se regolarmente retribuito. Per le situazioni di emergenza è possibile la precettazione (che non è stata necessaria nei giorni del crollo, perché gli agenti si sono presentati spontaneamente), ma è difficile sostenere un’emergenza lunga almeno un anno: il Comune, per tempi lunghi, non può derogare alle ore massime previste per legge e per contratto nazionale e integrativo: deve assumere molto più di quanto sta facendo. 40 agenti, che nemmeno coprono il turnover, non basteranno e, comunque, non saranno in organico reale che col nuovo anno, dopo il concorso e la formazione, e i 150 agenti temporanei da raccattare dai concorsi dei comuni vicini, spesso abituati a gestire al massimo l’afflusso di traffico di una sagra di un paese di riviera, che non conoscono la città perché nemmeno ci abitano, non si possono considerare operativi da subito. Avranno bisogno, ammesso che accettino, di un periodo di rodaggio.
La situazione, dunque, è critica e non agevolata né dal fatto che il Comune si sia dimenticato del lavoro della polizia locale nell’evento di commemorazione dei defunti e di ringraziamento a tutti i soccorritori né dal fatto che il comandante Gianluca Giurato si sia messo da subito in rotta di collisione con la maggior parte dei sindacati. Tra l’altro, quello genovese è un corpo “anziano”, con un’età media di 54 anni per gli agenti e 58 per i funzionari. Oggi negli incroci peggiori ci finisce a turno anche gente che ha quasi 65 anni e sta in piedi sotto il sole per l’intero turno.
Non trascurabile è anche la situazione di grave sotto organico degli stessi distretti, ai quali si sottraggono, ora, altri due agenti per ciascuno, per comporre l’organico necessario a creare il gruppo dei “domatori di bisonti” (che riceveranno specifica formazione, specifica la chiamata al volontariato). E vallo a spiegare, se non ci saranno, com’è probabile, i volontari che servono, che ci sarà comandato guadagnerà tanto quanto i colleghi che prestano servizio per le vie di Nervi. Quanto allo straordinario: la legge nazionale, come si è detto, vieta di imporlo a chiunque e l’emergenza non può essere lunga mesi e mesi.

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