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Ponte Morandi, dimenticato il lavoro della polizia locale e della protezione civile. La delusione degli operatori

Sono stati ricordati tutti, e giustamente. Vigili del fuoco, carabinieri, polizia, guardia di finanza, persino la polizia penitenziaria, che nonostante i compiti specifici si è data da fare. Ma su di loro ieri non è stata spesa nemmeno una parola. Da ieri nel corpo di polizia locale serpeggia il malcontento. Gli agenti, dal 14 agosto, si stanno facendo in quattro, facendosi carico di turni al limite dell’umana sopportazione, con il corpo in fortissimo sotto organico per anni di mancata copertura del turnover dovuta a motivi nazionali e locali ed un corpo “anziano”, con un’età media pari a 54 anni (58 per i commissari) perché in passato a lungo assunzioni ce ne sono state pochissime. Soltanto adesso è stato organizzato un nuovo concorso, ma prima di avere 40 nuovi agenti in organico (che, chiariamolo, non copriranno che in parte la carenza), tra selezioni e addestramento, ci vorranno mesi. Nonostante tutti questo, nell’emergenza gli agenti genovesi ci hanno buttato subito il cuore. Un tanti sono tornati dalle ferie, in tantissimi si sottopongono a una quantità industriale di straordinario per andare a coprire una situazione del traffico inevitabilmente disastrosa, perché il ponente riceve ora tutto il traffico che passava su Ponte Morandi, compreso quello pesante. Eppure la polizia locale, come la protezione civile comunale, non è stata citata tra le tante categorie che nel corso di questa emergenza hanno fatto più del proprio dovere. Così sulle chat whatsapp serpeggia la delusione e al mal contento. In fin dei conti si trattava solo di una meritata pacca sulla spalla. Sia il comandante Gianluca Giurato sia l’assessore Stefano Garassino hanno, in passato, messo in luce la particolare abnegazione degli uomini e delle donne del corpo. Ma nella cerimonia di ieri ci si è completamente dimenticati di loro, nessuno ha pensato di fare salire una rappresentanza per attribuire quel “grazie”, per far sentire al corpo la vicinanza della città, nonostante subito si siano buttati anima e corpo nell’emergenza e che abbiano continuato a respirare smog, in piedi per ore e ore sotto il sole agli incroci del ponente. Stiamo parlando di persone che hanno anche 65 anni e che lavorano di giorno e di notte. Dimenticati anche gli agenti di Milano, Torino e Livorno che sono venuti a dare una mano ai colleghi. Attualmente la polizia locale sta gestendo un’emergenza destinata a durare mesi se non anni.
Tra l’altro, il mancato riconoscimento dell’alto valore del servizio prestato “autorizza” chi non vuole rispettare le regole ad atteggiamenti maleducati e irrispettosi. Come quello avvenuto stamane a Certosa dove una pattuglia è stata fatta oggetto di pesanti critiche per aver sanzionato una vettura in palese divieto, in parte sul marciapiede (che col peso si danneggia, ed è un bene di tutti) e per la restante parte a ostacolare la circolazione. Molte persone, in via Canepari, si sono permesse di attaccare gli agenti che stavano facendo il loro dovere a difesa di un comportamento illegittimo e dannoso per la collettività. E va bene che Certosa è una delle zone più disagiate, ma il privilegio che il singolo si è arrogato danneggia i molti, pedoni e altri automobilisti.
La città di Genova, che ha bisogno della polizia locale per non morire strozzata da serpentoni di auto e soffocata dallo smog, deve ricordare che tutto quello che oggi si riesce a fare per evitare la paralisi completa si basa su una quantità di straordinario volontario (nessuno può obbligare un lavoratore a metterlo a disposizione) concesso dagli agenti per spirito di servizio, per aiutare Genova e i Genovesi. E che senza questa spontanea collaborazione Genova sarebbe in una situazione ben peggiore di quella attuale. Un pubblico “grazie” era dovuto, ma agli agenti e ai lavoratori della protezione civile, non è arrivato. Loro pensano alla città, la città li ha ingiustamente dimenticati. E un senso di disagio e di malessere sta pervadendo in queste ore il corpo.

Foto di Antonio De Marco
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