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Toti: “Qualsiasi percorso crei ricorsi e contenzioso e rallenti l’opera mi vedrà ferocemente ostile”

Il presidente della Regione a Porta a Porta con Roberta Pinotti (senatrice Pd) parla dei burrascosi rapporti con alcuni membri del governo dei giorni scorsi e spiega: <Il decreto avrà bisogno di molti aggiustamenti>

<Non parliamo di lite, in un momento così sarebbe una brutta cosa. Ho fatto notare gentilmente che Regione e Comune di questo decreto non sapevano sostanzialmente niente, non erano stati coinvolti (nella formazione del decreto n.d.r.). Il Sindaco e io ci stiamo occupando da un mese dell’emergenza e io credo che lo stiamo facendo in un modo efficace. Ho chiesto di poter dire la nostra come enti locali, che credo sia, francamente, il minimo>. Lo ha detto Giovanni Toti, stasera, nel corso della trasmissione “Porta a Porta” su Rai1. <In questi casi, in genere il confronto parte prima – ha aggiunto Toti -. Io capisco la fretta. Il presidente Conte, devo dire, mi ha chiamato stanotte, ci siamo sentiti di nuovo questo pomeriggio. Il decreto, secondo me, è ancora in una forma che avrà ha bisogno di molti aggiustamenti. È una materia complessa, non è una materia facile, non è una materia di propaganda politica. A me interessa poco, da governatore della Liguria, cosa succede fuori dalla Liguria in questo momento: le liti su società autostrade, le decisioni del governo di rivedere i piani di concessione: è tutto legittimo, se ne occuperanno in parlamento, se ne occuperà il Governo. A me interessa che qualsiasi strada si prenda questo ponte venga ricostruito in fretta perché la città di Genova, la Liguria e il Nord Ovest del paese ne hanno bisogno. Qualsiasi misura acceleri la ricostruzione del ponte mi vedrà un sostenitore fedelissimo, qualsiasi misura complichi le cose, avvi un percorso di ricorsi, crei un contenzioso di qualsiasi genere o, semplicemente, faccia confusione in quella selva di leggi che è già molto confusa mi vedrà ferocemente ostile>.
Roberta Pinotti, Pd, ex ministro della Difesa, ha spiegato che il ponte crollato è <Un’emergenza nazionale> e ha aggiunto che Toti, come il sindaco Marco Bucci <nell’emergenza dati da fare e noi siamo stati a supporti e sostengo. In momenti come questo non devono esserci distinguo politici. Io sono preoccupata, gli operatori economici e gli sfollati ci dicono tutti una sola cosa: “Vorremmo avere dei tempi certi”>.
Il conduttore Bruno Vespa ha detto di avere l’impressione che il governo voglia tenerlo fuori dalla “partita ricostruzione” e Toti ha spiegato: <Il governo ha la legittimità di fare quello che le leggi gli consentono di fare. Io ho sempre detto che dialogherò da istituzione locale con chi ha titolo per farlo. In questo momento Autostrade è ancora concessionaria e quindi con lei abbiamo dialogato e stiamo dialogando. È colei che ha l’obbligo di pagare l’opera, di ripristinarla nel più breve tempo possibile, indennizzare i danneggiato. Se cambierà, con questo decreto, nella bozza che ho visto, non mi è chiarissima la posizione dal punto di vista legislativo su questo tema, ne prenderemo ovviamente atto. Quello che non vorrei è qualcosa di velleitario o addirittura una campagna politica che può avere un senso in altri momenti non è tollerabile in un momento così grave e così urgente per la città di Genova. In altre parole, facciano tutto quello che credono, forse rivedere le concessioni è anche giusto, rivedere i piani di investimento. Però non lo facciano sulla pelle di Genova perché Genova ha bisogno di correre. Senza contare che, in questo caso, le responsabilità siano piuttosto diffuse. Il Ministero ha anche lui degli indagati al suo interno, dovrà rispondere di alcuni comportamenti, certamente dovrà rispondere la Società Autostrade che è il concessionario dell’opera, ma di tutto questo si sta occupando, e ha la mia piena fiducia il Procuratore di Genova. Io credo che nei momenti seri del Paese bisogni essere seri. I magistrati fanno i magistrati, il governo faccia il governo e il parlamento decida come costruire il futuro di questo Paese e le istituzioni locali si adoperino per lenire le sofferenze dei cittadini>.
<Al di là della buona volontà che ho sempre riconosciuto al presidente Conte fin dai giorni immediatamente successivi, non mi scordo che il 15 agosto eravamo con lui a Genova a cercare di dare qualche risposta all’emergenza – ha spiegato il presidente della Regione -, quindi il mio rapporto è assolutamente cordiale, credo ci sia un tema di trasferimento di notizie a tutti i membri del Governo, sicuramente non c’è stato alle istituzioni locali. Un decreto che si chiama “Genova” io credo che pretenda che il Sindaco di Genova e il Governatore della Liguria vadano a portare un contributo. Credo che fosse molto più semplice costruire un percorso, come si fa normalmente, con quella leale collaborazione istituzionale che è prevista dalla Costituzione, ma anche dalla buona educazione, di mettersi attorno a un tavolo e chiedere: “di cosa avete bisogno, come vi possiamo aiutare, come pensate la figura di un commissario, come possiamo derogare a delle leggi che ora impediscono di fare? L’avremmo fatto con grande serenità perché stiamo remando tutti nella stessa direzione. Le volte che ho fatto polemica col governo sono state quando ho avuto la sensazione che qualche azione del Governo, velleitaria o legittima che fosse, potesse rallentare anche di un’ora il percorso di ricostruzione che voglio>.
Pinotti ha detto che bisogna evitare strade <controverse dal punto di vista amministrativo, che possano portare a contenziosi. Bisogna cercare qualcosa di lineare per cui non si possano creare blocchi nel percorso> ha detto Pinotti.
<Il tema è adesso: come fare partire il cantiere con un titolare che dia l’ordine a Fincantieri i mettersi a fare i piloni – ha concluso Toti -. Ha grande libertà, il Governo. Scelga chi vuole. L’unica cosa è che poi non mi si venga a dire tra tre mesi “non si può partire perché nel passaggio qualcosa s’è inceppato, c’è un ricorso al Tar che blocca. Quello mi manderebbe, al di là del bene e del male, su tutte le furie possibili e potrei dire le peggiori cose. Se questo non succede, la strada che sceglie il governo a me va bene>.

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