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Registro comunale, contro anche le famiglie cattoliche

Anche alle famiglie cattoliche non è piaciuto il rifiuto di audire le parti in carica della maggioranza. Il forum delle associazioni confessionali si è accorto che non esistono nel testo (perché non possono esistere per legge e per Costituzione) privilegi per le “famiglie fondate sul matrimonio”: <Mancano risvolti pratici e aggrava la burocrazia>

Fiasco su tutta la linea  per il Registro delle Famiglie proposto da Forza Italia e sottoscritto dalla maggioranza e che si discuterà oggi nella sala rossa di senza che tutti i soggetti coinvolti siano stati auditi, per precisa scelta dei partiti di maggioranza.

Dopo il “no”, anche l’Associazione Forum delle Associazioni Famigliari della Provincia di Genova (le famiglie cattoliche) che, condivide la logica dell’istituziom della Figura del Garante Comunale per l’infanzia e l’adolescenza, esprime perplessità sul Registro. In una nota per le commissioni, il Forum scrive: <Ci risultano complesse da comprendere – scrivono le associazioni del Forum – le motivazioni che sono legate all’istituzione di un Non riusciamo a vederne il beneficio pratico per le famiglie e ci piacerebbe che, dato per scontato che per questa amministrazione, la Famiglia è un bene per tutta la società da tutelare e valorizzare, tanto da aver istituito come Comune di Genova l’Agenzia per la Famiglia, si cercasse di far funzionare al meglio questo istituto che dovrebbe poter raccogliere le istanze delle famiglie genovesi  e fare da tramite tra loro e l’amministrazione Comunale per trovare delle soluzioni concrete ai loro problemi>.

<Oggi il problema delle famiglie genovesi ed in particolare di quelle numerose – scrive, ancora, il Forum nella lettera firmata dalla presidente Cinzia Romitelli – non è essere informati di quanto il Comune può loro offrire a sostegno, ma come fare ad ottenerlo. L’accesso ai Servizi avviene attraverso l’ISEE, che purtroppo non è un sistema totalmente equo perché non è in grado di dare il giusto peso alla reale composizione del nucleo famigliare, specie se al suo internovi sono soggetti con handicap. Ci sono Comuni che hanno applicato “il Fattore Famiglia” a correzione dell’ISEE, permettendo a famiglie escluse di rientrare tra quelle beneficiarie di servizi e di fare un operazione di maggior giustizia sociale>

<Il Fattore Famiglia era nel programma elettorale del Sindaco Bucci e l’assessore l Piciocchi ci risulta abbia chiesto di fare una verifica sulla sua possibile sperimentazione anche a Genova per alcuni servizi, ecco noi auspicheremo che ci si muovesse maggiormente su questa strada, cercando soluzioni concrete e meno enunciazioni di principi a favore delle famiglie, snellendo le procedure e non moltiplicandole – prosegue la lettera -. Ovviamente se invece, l’istituzione del Registro delle Famiglie, avesse dei risvolti pratici e concreti per la famiglia fondata sul matrimonio, come prevedono gli articoli 29 e 31, che la bozza di delibera cita, e che a noi da una prima lettura sono sfuggiti, ben venga anche il Registro>.

Risvolti “pratici e concreti” non ce ne possono essere, perché lo vietano il Codice Civile e la Costituzione. E il documento viene a galla per quello che è: fuffa elettorale dal respiro corto.

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