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Chi rema contro il comandante Giurato e il rinnovamento della polizia locale?

Gianluca Giurato, nuovo comandante, ha imposto un cambiamento epocale e, come sempre accade in questi casi, incontra una serie di resistenze. Abbiamo cercato di analizzare perché c’è chi lo etichetta come il Barbablù della polizia locale e perché sul suo operato circolino tante bufale. La soluzione? Il rapporto diretto con i suoi uomini. Ma serve anche più personale.Si può cominciare interrompendo i via libera dell’assessorato al personale al trasferimento degli agenti negli uffici di Comune e Regione. L’ultima è finita addirittura all’anagrafe

Che abbia portato la rivoluzione al Matitone non c’è dubbio. Mettendo mano a situazioni incancrenite che impedivano al Corpo di evolversi secondo l’attuale concetto di polizia locale sancito per legge, come indicato all’Amministrazione. Resistenze che per anni, almeno una ventina, hanno tenuto il personale a fare il “vigile” (figura tecnicamente scomparsa negli anni ’80 per fare posto all’agente di polizia locale, con nuovi compiti arricchiti ora dalla legge Minniti dalla sicurezza urbana), mentre l’età media invecchiava superando abbondantemente la cinquantina (quella dei funzionari è di 58 anni). Carenza di assunzioni anche oltre gli stop imposti dal blocco nazionale del turnover, il mancato impiego della quota stabilita per legge degli incassi per le sanzioni per gli strumenti e i mezzi del corpo che ha marciato per anni con macchine vecchie e malfunzionamenti, senza presidi di sicurezza, addirittura con le divise date col contagocce, di scarsa qualità, tanto che gli agenti giravano persino con pantaloni bucati. Il sistema del gioco al ribasso era perfetto perché coniugava alla scarsa volontà delle amministrazioni di investire a quella di certi gruppi di potere interno di non scomodare né la politica né i sindacati. Si era creata una struttura autoportante (difficile da sradicare nonostante tutto, perché i politici passano, ma i dirigenti restano) che ha tenuto il Corpo, con soddisfazione di tutti o quasi, vent’anni indietro rispetto a quelli delle grandi città mentre il personale si riduceva coi pensionamenti e invecchiava oltre ogni ragionevolezza. Gli agenti, per mutuare un’espressione dell’ex sindaco Marta Vincenzi che pure non fece nulla per cambiare le cose, furono targati come “bidelli con la pistola”.
Gianluca Giurato, da pochi mesi comandante del Corpo, si è trovato davanti mezzi che cadevano a pezzi, formazione al lumicino, dotazioni inesistenti, sedi che sembravano magazzini. All’ufficio dell’ex Commercio, reparto disciolto, sono stati trovati, oltre a un cumulo di “macerie” degne di Scampia, anche divani, decine di televisori e video rotti, un acquario e persino una serra autocostruita. Ora è nel mirino dei sindacati e non solo. Perché ha demolito lo status quo. Eppure, tempi di gara e disponibilità economiche permettendo, sta rinnovando il parco mezzi, sta comprando dotazioni, ha avviato il rinnovo delle sedi, ha ottenuto certi risultati in tema di vivibilità e decoro (funzione propria per legge della polizia locale). Non smette di chiedere personale. Ha avuto talmente tante cose a cui mettere rimedio in questi mesi, trovandosi in un ambiente che da fuori non si poteva nemmeno immaginare, che, forse, ha trascurato, non potendone avere materialmente il tempo, il rapporto diretto con gli agenti, cosa che lascia buon gioco a chi vuole approfittarne spargendo veleni e fake news, a chi non vuole perdere certi privilegi non esattamente dovuti, a chi vuole recuperare influenza sul corpo, chi – temendo che accadesse quel che è accaduto – Giurato non lo voleva, preferendogli il comandante di Savona.
La situazione del personale è di vera emergenza. Per esser chiari gli agenti sono oggi poco più di 800, ma l’indennità di strada, quella che percepiscono coloro che lavorano nel traffico o nei reparti, la prendono in meno 400. Gli altri, togliendo i circa 100 che lavorano al comando, sono in servizio condizionato per età o malattie oppure chissà in quale ufficio. C’è un mare di agenti abili impegnati senza alcuna ragione negli uffici delle pubbliche amministrazioni e con questa giunta il numero dei distacchi è aumentato. Nonostante siano passati a fare i travet e al massimo si possano ferire col temperino della matita, continuano, tra l’altro, a percepire l’indennità dell’arma.

Foto di Antonio De Marco


Nonostante l’appoggio incondizionato dell’assessorato alla Sicurezza (anche perché Giurato sta portando risultati), anche a Tursi c’è chi continua a remare contro. Ad esempio, di fatto, l’assessorato al Personale che continua a concedere contro ogni ragionevolezza distacchi di personale abile della polizia locale ad altri servizi, per lo più in segreterie di assessori comunali e regionali. L’ultima agente distaccata, un paio di settimane fa, è finita, incredibilmente, negli uffici dell’anagrafe. Risultato: al di là dei proclami, il Corpo arriva ad agosto con una quindicina di agenti in meno rispetto al previsto. E il previsto era già troppo poco. La graduatoria del vecchio concorso è terminata, il sistema della mobilità attivata solo ieri è fumo negli occhi (difficile che altri comandi concedano il via libera ad agenti validi), il testo del bando del nuovo concorso sarà pronto, si dice, non prima di settembre o ottobre il che vuol dire che i nuovi agenti non saranno sul territorio, ad essere ottimisti, prima del marzo 2019. Distretti e reparti sono tutti sotto organico a fronte dell’aumento esponenziale delle richieste di questa pubblica amministrazione sensibile anche alle istanze minime della cittadinanza, ma che per pretendere di più dovrebbe dare gli uomini necessari a coprire i servizi, perché non si può pretendere botte piena e moglie ubriaca.
In questo contesto, l’opposizione al rinnovamento non viene solo dai sindacati. Nonostante Giurato stia dando agli agenti quello che chiedevano da anni: mezzi, dotazioni, dignità delle sedi. Gli attacchi sindacali sono molteplici, ma questo starebbe in una normale dinamica di resistenza al cambiamento, tanto più se questo va a intervenire su una situazione incancrenita da decenni. Chi già prima dava il massimo si sente sotto pressione, chi vuole continuare a non dare che il minimo, fa resistenza in ogni modo, anche a scapito dei colleghi. Il tam tam anti comandante passa via WhatsApp e si moltiplica in una serie di notizie che arrivano agli agenti distorte ad arte, cioè false. Giurato, che sta tentando di ottimizzare il personale nell’attesa che sia portato a livelli decorosi e sufficienti (cosa che l’Amministrazione ha detto di voler fare), diventa il nuovo nemico, il “nuovo Barbablù” della polizia locale. E gli attacchi contro di lui si moltiplicano. L’ultimo (per lo meno condotto in chiaro, con una nota ai giornali) viene dalla Cgil Funzione Pubblica e mischia sicurezza stradale e condizione degli uffici. Lui risponde così.

 

<Respingo con forza l’illazione che le sanzioni servano a fare cassa e non a contrastare i comportamenti illegittimi. È grave e offensiva non solo nei miei confronti, ma anche in quelli di qualsiasi operatore. Altrimenti, chiunque potrebbe sostenere, sminuendo, banalizzando e delegittimando il lavoro di ogni agente, che ognuno di noi lavora per far guadagnare l’Amministrazione e non per contenere i comportamenti che disturbano gli altri cittadini o, addirittura, li mettono a rischio. Le sanzioni sono, invece, lo strumento statisticamente più efficace per dissuadere da comportamenti scorretti e non possono essere sostituite dalla sola prevenzione, che va invece condotta in parallelo>.<Mi stanno a cuore le condizioni lavorative e la sicurezza di ogni donna e uomo del Corpo, per questo sto lavorando per migliorarle, dai nuovi armadietti all’aria condizionata dove manca, dai dispositivi individuali di sicurezza ad auto e moto veicoli, dallo spray ai guanti anti taglio, fino alla sostituzione dei vecchi computer>

<Non mi risulta che rientri nelle competenze del sindacato indicare le strategie per contrastare un fenomeno così grave quale l’incidentalità  stradale, spetta al comandante del Corpo, almeno fino a quando chiede di fare cose che per legge sono proprie alle funzioni tipiche della polizia locale>. Lo dice il comandante della polizia locale di Genova, Gianluca Giurato, rispondendo alla nota del segretario generale della Funzione Pubblica Cgil Antonio Leandro. <Evidentemente – prosegue Giurato – Leandro, non conoscendo la materia, dimentica che anche la mera presenza di un operatore in divisa serve a fare prevenzione. È facile verificare come, laddove si fanno sanzioni, l’insicurezza stradale diminuisce. Dove, invece, si fa solo prevenzione, che pure è importante, il fenomeno non si riduce se non minimamente e questo lo dicono chiaramente le statistiche>. Il comandante Giurato fa l’esempio del Veneto dove gli incidenti stradali notturni sono diminuiti di oltre il 70% in due anni grazie all’aumento consistente dei controlli e delle sanzioni. <Se il sindacato ha da propormi strategie preventive che possano funzionare, con riscontri oggettivi, sarò lieto di ascoltare, ma è necessario proprio il requisito della concretezza, tutto il resto è  solo critica fine a se stessa> aggiunge il Comandante. 

Il segretario della funzione pubblica della Cgil mette in relazione sanzioni, operatività e condizioni degli ambienti di lavoro. <Non comprendo il nesso che lega l’ordine degli arredi, degli uffici e degli spogliatoi con la questione della sicurezza stradale – prosegue Giurato -. Ci sono sicuramente delle oggettive criticità che ho rilevato io stesso andando in giro per tutti i distretti e per tutte le sedi. Per superarle, mi sono già mosso nel limite delle disponibilità economiche dell’Amministrazione. Ci sono condizioni in certi casi indecorose, a volte peggiorate dall’incuria e dal disordine causati dai comportamenti incivili di alcuni, per fortuna pochi, operatori>.

Sulla questione degli armadietti negli spogliatoi, su cui tante e forse troppe se ne sono dette, il Comandante spiega di non aver imposto un massimo di 70 centimetri <Quella deve essere la misura minima – precisa – ma, laddove c’è lo spazio e c’è la possibilità, non c’è alcun divieto a occupare uno spazio più ampio, basta che sia uguale per tutti. Ogni altra informazione eventualmente diffusa nasce solo dal desiderio di strumentalizzare. Ho chiarito che bisogna rimuovere tutto quello che è stato lasciato da persone che non sono più nel Corpo perché sono in pensione, alcune anche da anni, o da persone trasferite altrove>.

L’impressione, aggiunge Giurato, è che ci sia chi si è specializzato nel farlo apparire responsabile di un’azione diretta “contro il personale”. <Questo è totalmente infondato – prosegue -. Sto, invece, facendo tutto quello che posso per garantire condizioni di lavoro e di sicurezza migliori per le donne e gli uomini del Corpo. Ho già fatto partire la gara per acquistare centonuovi armadietti dignitosi con cui sostituire quelli arrugginiti e con le serrature distrutte. Io stesso ho constatato le condizioni di alcuni uffici e di alcuni spogliatoi. Dobbiamo convergere tutti verso migliori condizioni delle sedi e ognuno deve fare il suo. Io sostituisco tutto ciò che è vecchio, indecoroso, non funzionante. Parlo anche dei computer: quelli vecchi, da un mese, li stiamo sostituendo uno per uno. I nostri sono uffici pubblici: non possono esserci stanze che appaiono come magazzini né manifesti sconvenienti appesi a muri e armadietti. C’erano uffici che non avevano l’aria condizionata e mi sono mosso per farla installare. È vero che ancora non si vedono tutti i risultati, perché siamo legati ai tempi delle gare, ma è solo questione di poco tempo. Stiamo provvedendo anche alla distribuzione dei dispositivi individuali di sicurezza come lo spray urticante e i guanti anti taglio. Stiamo rinnovando il parco auto e motoveicoli. Il personale che lavora nelle migliori condizioni ed è motivato è quello che lavora meglio>.

<Serve, dunque, uno sforzo comune e positivo, nella consapevolezza di ognuno che la direzione, col fine ultimo di adempiere al ruolo della polizia locale secondo le sue funzioni specifiche – conclude Giurato -, è quella di migliorare per tutti le condizioni di lavoro con la consapevolezza che questo porterà contemporaneamente al miglioramento della sicurezza stradale e della vivibilità della città>.

In pratica, un chiarimento rispetto alle strumentalizzazioni, un appello a remare tutti nella stessa direzione, ognuno secondo il proprio ruolo per portare il Corpo a un livello degno di una grande città. E la consapevolezza che da ora in poi, esaurito il sovraccarico delle emergenze legate alla novità dell’incarico e alle troppe cose da mettere in ordine, con gli agenti del corpo dovrà avere un rapporto più diretto, per evitare che il “telefono senza fili” trasmetta notizie distorte ad arte. Probabilmente non solo da soggetti esterni al Corpo.

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GenovaQuotidiana

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