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Ecco come la ‘ndrangheta comprava da azienda genovese che sulla cannabis ha costruito un impero

Emanuele Mancuso

La ‘ndrangheta comprava a Genova i semi di marijuana da piantare in Calabria e rivendere come “semi da collezione”. A vendere era la società “Giardini Segreti” (lo stesso nome dell’operazione), con sede legale in via delle Grazie e tre negozi nella nostra città, in via San Donato, via Fossatello e Sestri Ponente, in via Paglia. Gli altri negozi della società si trovano ad Alessandria, Brescia, Caltanissetta, Catanzaro, Chieti, Imperia, Lecce, Milano, Napoli, Salerno e Savona. Un piccolo impero commerciale basato sulla cannabis.
Il sequestro è scattato stamane: la Squadra Mobile di Genova guidata da Marco Calì, insieme ai commissariati Pre’ e San Fruttuoso, ha collaborato all’operazione della Questura di Vibo Valentia dove una società di comodo copriva il business del narcotraffico ‘ndranghetista. I genovesi (i soci sono A.B., 54 anni, suo padre, S.B., di 79 ed F.E., 50 anni) vendevano i semi in quantità industriale e senza effettuare le verifiche obbligatorie per legge. Sono indagati per istigazione alla coltivazione di sostanze stupefacenti.
A gestire tutto pare fosse A.B., incastrato da Emanuele Mancuso, detto “L’Ingegnere”, figlio del boss Pantaleone (capo della ‘ndrina di Limbadi e Nicotera che domina sul Vibonese), che, già in carcere per estorsione, si è pentito e ha raccontato tutto per filo e per segno alla Dda di Catanzaro, compreso l’acquisto dei semi che ha usato per realizzare nelle campagne di Vibo Valenza diverse piantagioni per un totale di 26.000 piante di marijuana in cui sfruttava gli immigrati per tenere pulite le culture dalle erbacce. Ha detto di aver comperato nel marzo scorso 8 mila euro tra semi, concime e lampade per fare crescere le piante al chiuso prima di piantarle in campo aperto. Ha aggiunto che A. B. sapeva benissimo l’uso che avrebbe fatto dei semi perché gli aveva fatto molte domande sulla coltivazione, tanto da diventare poi un vero esperto. Nello stesso giorno in cui ha fatto l’acquisto di persona, a Genova, Mancuso ha anche rubato semi nel negozio di Sestri dopo la chiusura, circostanza denunciata dai titolari. Comprava, però, anche direttamente dal sito, hempatia.com, di cui la Dda ha ottenuto l’oscuramento. Mancuso rivendeva anche i semi, spacciandoli come se fossero “semi da collezione” sfruttando quelle che il procuratore della Repubblica di Catanzaro Vincenzo Gratteri definisce <tutte ipocrisie consentite dalla legge>. L’acquisto online di semi di marijuana è consentito infatti a collezionisti o per fini scientifici.
Il pentimento di Emanuele mette in crisi la potente ‘ndrina di Limbadi. Sei persone legate alla famiglia ‘ndranghetista sono state arrestate per l’omicidio di Matteo Vinci, saltato in aria con la sua auto a causa di una bomba perché la sua famiglia non voleva vendere ai Mancuso i suoi terreni.  Klaus Davi, che ha tentato di intervistare il fratello di Emanuele, Giovanni (oggi ai domiciliari) e chiedendo dell'”Ingegnere”, ha ricevuto la riposta: <È morto>. Morto in vita per la famiglia che ha tradito.

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