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Villa Croce, arrivano i concerti in zona acustica “particolarmente protetta” e vicino all’ospedale

Gli abitanti si chiedono perché l’amministrazione comunale abbia deciso di autorizzare gli spettacoli in zona acustica dove i decibel notturni totali possono essere al massimo 40 e dove c’è un ospedale, motivo per cui era stato dismesso il cinema all’aperto
I residenti chiedono la riapertura del Museo d’arte contemporanea, che le iniziative siano solo culturali, il recupero del parco di cui denunciano il degrado. Vogliono sapere dove vanno a finire i soldi incassati per la concessione del parco pubblico e ne chiedono la destinazione alla villa

ZONA ACUSTICA “PARTICOLARMENTE PROTETTA” – Il museo d’Arte Contemporanea non c’è più, persino i cartelloni sono stati divelti. Dopo la festa di un gruppo di tifosi che per due giorni ha tenuto i residenti e i malati ricoverati al Galliera svegli fino al mattino rifasciando di bandiere il parco storico (con intervento del Sovrintendente Tiné per farle togliere), dopo l’installazione temporanea di un’Ape-pubblico esercizio che vendeva birra (ma non gelati e bibite per i bimbi nel parco), dopo la distruzione di due opere d’arte installate nel parco, dopo i “bagni armonici” al suono di gong e campane dentro la struttura della villa e i corsi di yoga nel parco, a rinforzare l’idea che l’amministrazione comunale pensi a Villa Croce sempre meno come a un luogo di cultura e sempre più come a un luogo di eventi, quasi fosse il Porto Antico, ora arrivano i concerti. Monumentum Event ne ha programmati due: quello del cantautore rapper Nesli il 20 luglio e quello del celebre Morgan il 28. Nonostante ci sia vicinissimo un ospedale i cui malati già sono stati tormentati per due giorni e due notti dalla rumorosa festa della tifoseria.
Il fatto è che, per leggi e regolamenti, i parchi pubblici (come quello di Villa Croce) e gli ospedali dalle 22 alle 6 del mattino devono stare sotto i 35 decibel. Come vedete nella cartina sottostante, tratta dalla zonizzazione acustica del Comune di Genova, tutto l’abitato intorno al parco è arancione (area di tipo misto) in cui la percezione misurata presso l’orecchio di chi sente non può essere superiore ai 45 decibel.

 

Decibel ed eventi

Un silenzio notturno corrisponde a 20-35 decibel. Un ambiente domestico di giorno si attesta solitamente sui 40 – 50 decibel. Dai 60 decibel in più il rumore all’interno dell’abitazione è fastidioso, corrispondendo a quello di una strada trafficata, al chiacchericcio di un ristorante affollato, ad una radio ad alto volume. Di notte pertanto riesce difficile dormire con un rumore superiore ai 50 decibel, mentre la casa diventa invivibile con rumori superiori ai 70 – 80 decibel. Il fruscio delle foglie od il tic-tac di un orologio hanno un’intensità di 20 decibel; una normale conversazione si svolge a circa 40 decibel; durante l’uso di un trapano si arriva a 90 decibel; un concerto rock e alcune attività lavorative possono superare i 100 decibel (ad esempio martello pneumatico); un aereo al momento del decollo supera i 120 decibel e quindi la soglia del dolore.

Leggi e regolamenti

I concetti fondamentali della zonizzazione acustica sono stati introdotti dalla legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447/95 e sono stati approfonditi dal D.P.C.M. 14/11/97:

  • valore limite di emissione: descrive il valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora, misurato in prossimità della sorgente stessa;
  • valore limite di immissione: descrive il valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricettori;
  • valore di attenzione: rappresenta il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana e per l’ambiente;
  • valore di qualità: i valori di rumore da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla legge.

Allora, com’è possibile che il Comune abbia concesso l’autorizzazione? Succede perché è possibile un certo numero di deroghe, tanto meno frequenti tanto più l’area di protezione è elevata. È implicito che la concessione del permesso da parte dell’ente implichi la volontà dell’Amministrazione comunale di “sacrificare” la quiete, soprattutto quando si parla di zona I (come l’ospedale Galliera). Questo accade, di norma, per eventi di carattere ed interesse pubblico (come le notti bianche, ad esempio) ed è difficile giustificarla eticamente e politicamente per un business privato temporaneo all’aperto (nel caso in cui si parlasse di un locale privato sarebbero imposti adeguamenti strutturali che all’aperto non è possibile attuare). La legge dice che va tenuto conto anche del rumore dei veicoli afferenti all’evento e che, cioè, cercheranno un posteggio in zona e che si muoveranno al termine, cioè in piena notte. Gli edifici abitativi non devono essere presenti all’interno delle aree destinate agli eventi temporanei, ma possono essere presenti al contorno. Per tali edifici deve essere garantito il rispetto dei limiti assoluti di immissione stabiliti per la zona di appartenenza del piano comunale di classificazione acustica (stiamo parlando sia della zona dell’ospedale sia della zona abitativa arancione), e – là dove non possibile – anche per tali aree va richiesta la deroga che prevede anche relazioni tecniche fatte e firmate da professionisti. Gli abitanti si chiedono se la necessaria deroga anche per le aree limitrofe (e non solo per il parco della villa) sia stata richiesta.

L’individuazione delle aree dove si possono svolgere attività rumorose temporanee, secondo un chiarimento del Ministero, va effettuata tenendo conto delle destinazioni d’uso delle aree e dei ricettori più vicini in modo tale che per tali postazioni vi sia, di norma, un agevole rispetto dei limiti di immissione e, ove possibile, una modalità di gestione che comporta un ridotto disagio alla popolazione residente nelle vicinanze anche in relazione agli altri aspetti collegati alle manifestazioni (ad esempio il traffico indotto). Il Comune dovrebbe organizzare e regolamentare la gestione di queste aree ed il rilascio delle autorizzazioni, in deroga ai limiti, concesse nel corso dell’anno per lo svolgimento delle attività in esse previste in modo da garantire la conformità dei livelli di rumore ai limiti stabiliti dalla classificazione acustica: le autorizzazioni in deroga, per le singole attività temporanee svolte nel sito, che permettono il superamento dei limiti stabiliti dalla normativa statale, devono comunque tener conto delle destinazioni urbanistiche e della classificazione acustica delle aree prospicienti.
Le aree destinate a spettacoli a carattere temporaneo non possono essere individuate in prossimità di ospedali, case di cura, scuole. La vicinanza di una “Area destinata a spettacoli a carattere temporaneo” con queste strutture è ammissibile a patto che l’eventuale regolamento comunale che disciplina le modalità di utilizzo dell’area e delle strutture in essa comprese definisca le condizioni per rendere compatibili la destinazione dell’area con le esigenze di protezione acustica delle aree prospicienti.
I residenti si chiedono se sia stato presentato il piano dell’impatto acustico su case e ospedale.

Certo è che, ammesso che il Comune riesca a giustificare ai cittadini le deroghe in zona ospedaliera (remando contro le finalità del proprio piano di risanamento acustico), Villa Croce, alla luce del limite numerico imposto agli eventi, non può diventare un’area permanente di spettacoli rumorosi. È in mezzo alle case e, ammesso che l’area del parco possa essere declassata (viene classificata come “Area urbana protetta”, quella dell’ospedale (classificato come “edificio sensibile”) non è declassabile. Nei piani dello stesso Comune sono previsti anche strumenti come dossi che rallentino il traffico e paratie fonoassorbenti per difendere gli ospedali dal rumore esterno.

Regolamento comunale e garanzie per svolgere gli eventi

C’è poi il regolamento comunale dei parchi storici. L’articolo 13 recita che “Lo svolgimento delle attività […] è soggetto ad autorizzazione e alla presentazione di idonea garanzia a tutela dell’integrità dei beni”. Altra domanda dei residenti di Carignano: la garanzia è stata chiesta in passato e per gli eventi futuri? E, nel caso, sotto che forma?

La voce dei residenti

La notizia dei concerti ha suscitato un dibattito nei gruppi Facebook dedicati a Carignano, dove i residenti hanno avanzato diverse perplessità. <Non siamo contrari ad eventi come la silent disco, nel rispetto del parco e degli abitanti – dice Laura Puppo, amministratrice del gruppo “Carignano per noi” -. Chiedo trasparenza su sulla destinazione degli incassi e sui costi di tutti gli eventi organizzati a partire da quello della Samp per finire con i concerti. Chiedo risposte su cosa sarà del museo. Credo che organizzare eventi, mentre il
Museo è chiuso non gli darà visibilità. Chiedo di  sapere se almeno parte degli incassi sarà utilizzato per il parco, area bimbi o museo o altre manutenzioni di cui c’è oggettivamente bisogno>.
<Io privilegerei esclusivamente eventi culturali che la valorizzino e non la banalizzino, fermo restando che tutto debba essere finalizzato a riportarla al suo splendore con interventi di restauro del parco e del giardino attualmente in condizioni vergognose> dice Carla Monciatti sulla pagina. Ed Elisabetta Scala aggiunge: <Ho abolito Villa Croce dai giri della mia bimba: ci andiamo solo se costrette. Troppo sporca, mal tenuta, piena di zanzare, ratti, fango, polvere. Molto meglio i giardini Luzzati. Mi chiedo come un esperimento così riuscito come i Luzzati non riesca a replicarsi anche altrove>. Gabriella Corbo lancia una proposta, quella di legare gli eventi in villa non a una società che fa solo intrattenimento, ma alla leader italiana dell’edutainment, la Costa: <Il rilancio si potrebbe avere solo affidandosi a chi ha esperienza nel settore edutainment – dice -. Il museo più parco potrebbe essere una carta importante per Genova, come lo è stata l’area del Porto Antico. Perché non lanciare l’idea al leader genovese del settore?>. Sulle condizioni della villa incentra il suo intervento Maura Mangiarotti: <Ormai sono mesi che cerchiamo di dare risposte al problema di villa Croce. In verità è un problema che ne racchiude una serie infinita dal degrado alla pulizia alla mancanza di manutenzione del verde alla mancanza di un punto di ristoro per i bimbi e di un servizio wc. Ma sopratutto è inaccettabile l’uso della villa donata per dare spazio alla cultura e trasformata in un contenitore di eventi di ogni tipo, strampalati, utili solo a far cassa non si sa per chi è perché, Visto che neppure un euro viene impiegato per restituire alla villa almeno una piccola parte della dignità che meriterebbe. Bisogna avere rispetto per la volontà di chi è passato a miglior vita convinto di aver lasciato le basi per un futuro culturale per la città, per la sua ma sopratutto per la nostra città>. Poi le critiche a chi ha liquidato le proteste dei residenti come una resistenza residuale e conservatrice perché hanno chiesto di concedere spazi verdi dove installare giochi per i bimbi e un punto di ristoro per loro, perché si sono lamentati <perché un gruppo di scatenati ha passato la notte ad ubriacarsi gridando insulti ed improperi> e ora chiedendo che <gli incassi degli eventi vengano almeno in parte impiegati contro il degrado della villa>. Patrizia Campi aggiunge che <è nostro pieno diritto sapere cosa fruttano questi eventi e chiedere che una parte di introiti venga devoluta a ridare decoro alla Villa>. Franco Badino sostiene che <La Soprintendenza, trattandosi di villa storica, dovrebbe intervenire per controllare quali spettacoli vengono programmati> e ritiene che <gli spettacoli debbano essere culturali>. Paola Sciacchitano ricorda che Villa Croce è <una delle poche ville con ombra e giochi per i bimbi> e che il fatto che sia <tenuta così male è un vero peccato>. Antonella Mascagni è <assolutamente contraria ad affidare la gestione di un bene pubblico, ad un privato. Villa Croce deve essere per tutti! D’altra parte con questi, per me discutibili, eventi promossi all’interno, ci saranno i fondi per una veloce e radicale riqualificazione che io richiedo a gran voce. Perché ci saranno, vero? A questo punto pretenderei una risposta chiara ed immediata dagli organi preposti. Avendo sott’occhio lo scempio dei parchi di Nervi, che vorrei vedere risolto, la preoccupazione sale>.
Sulla pagina sono anche postate alcune foto che dimostrano il degrado: pozzanghere e giochi per i bimbi rotti. La gente di Carignano vorrebbe che, invece di improvvisarsi agenzia per collocare la “location”, il Comune si preoccupasse di questo.

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