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Il folle che ha seminato il panico alla Commenda finisce a Marassi, il tribunale convalida l’arresto

È stato convalidato dal Tribunale l’arresto, deciso ieri dalla polizia locale, del senegalese folle che ha fatto temere un atto terroristico planando in contromano in via Gramsci e “atterrando” col furgone del quale era alla guida in piazza della Commenda tra il fuggi fuggi generale di passanti, genovesi e turisti. L’uomo, un commerciante che tempo fa vendeva prodotti contraffatti nella zona del Galeone, al Porto Antico, era sceso gridando frasi sconnesse e si era diretto in via Pre’, dove suoi connazionali, che pare lo conoscessero, lo hanno preso e ricondotto al furgone abbandonato davanti al dehors di un locale dal quale, nel frattempo, erano scappati tutti in preda al panico. In quel momento erano arrivati gli uomini della pattuglia del Reparto vivibilità e decoro della polizia locale che stavano effettuando servizio in zona. Poco dopo erano giunti anche i militari dell’Api, il nucleo anti terrorismo dei carabinieri. Gli specialisti erano stati inviati dall’Arma perché dalle telefonate giunte al centralino del 112 Nue si capiva che c’era il rischio che si trattasse di un attentato terroristico. Le modalità c’erano tutte (il furgone condotto a folle velocità, che poco prima aveva infranto la barriera del casello di Genova Ovest) e (lo si è scoperto dopo) anche l’identikit dell’uomo (con problemi psichiatrici come molti degli autori dei veri attentati in Europa) concretizzavano il rischio. Il senegalese, condotto in questura dalla polizia locale, è risultato essere evaso qualche ora prima dagli arresti domiciliari a Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria, dove viveva in casa col fratello, a cui ha rubato il furgone. Lì stava scontando pene per reati contro il patrimonio e contro la persona, accumulati in aggiunta a una serie di sanzioni per commercio abusivo e di denunce per vendita di prodotti contraffatti. Tra le condanne anche quella di guida in stato di ebbrezza alcolica. L’uomo, in mattinata, si era scagliato contro il fratello e contro due coinquilini nigeriani, che si erano dati alla fuga, era salito sul furgone, un Ducato bianco, e si era diretto verso la Liguria a velocità folle. Giunto a Genova Ovest, aveva sfondato la barra del casello (per questo era stata allertata la Polstrada) e si era immesso nella viabilità cittadina, in direzione levante. Giunto in via Gramsci, all’altezza della Commenda, aveva tagliato le corsie salendo sul marciapiede a folle velocità. È a quel punto che i presenti hanno temuto si trattasse di un attentato terroristico: il Ducato sembrava puntare diritto verso il dehors del locale dove erano in quel momento sedute parecchie persone che si erano date alla fuga. Il senegalese, invece, ha inchiodato ed è sceso dal mezzo, urlando sia in Wolof sia in Italiano frasi sconnesse a proposito di suo figlio e di sua madre ancora in Senegal e del fatto che qualcuno, in patria, gli avesse fatto il malocchio. Quelle frasi le ha poi ripetute nel trasporto in questura e in via Diaz, è stato identificato come D. G., quarantasettenne nato in Senegal. Siccome continuava a dare in escandescenze e a ripetere frasi sconnesse, è stato chiamato lo psichiatra che ha deciso per il Tso, trattamento sanitario obbligatorio, presso il Galliera, dove è stato piantonato dagli agenti della polizia locale. Gli agenti del reparto Vivibilità, insieme ai colleghi della Giudiziaria nel frattempo intervenuti, avevano deciso per l’arresto per evasione che questa mattina è stato convalidato dal magistrato. L’uomo, che nel frattempo ha recuperato condizioni psichiatriche stabili, è stato portato nel carcere di Marassi in attesa di giudizio. Continuano le indagini della polizia locale in vista del processo. Si tratterà anche di capire quali fossero le sue vere intenzioni e la vera proporzione del rischio che abbiamo corso.

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