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Villa Croce come un cinepanettone. Il sarcasmo corre sulla rete

Villa Croce come un cinepanettone. Abbiamo ricevuto questa locandina che sarcasticamente ambienta un ipotetico cinepanettone nella sede del Museo di Arte Contemporanea.

È l’amara sottolineatura del crollo del livello degli eventi nell’ex tempio della cultura di Carignano, usato nello scorso fine settimana per la festa di una tifoseria con schiamazzi e birra a fiumi e che diventerà presto sede di una serata di silent disco.

Non siamo riusciti a risalire al realizzatore della falsa locandina pubblicata su Facebook (gli chiediamo di farsi avanti per apporre, se lo desidera, il credit) ma certo è che la percezione dello svilimento viene resa alla perfezione accostando il <suggestivo scenario della Permanente> (di recente le preziose collezioni genovesi sono state spesso usate, appunto, come scenario di iniziative che con la cultura c’entrano poco) con un filmetto del genere comico-demenziale, infarcito di crasso umorismo dozzinale di quelli destinati al grande pubblico sotto Natale negli anni Ottanta. Insomma, non proprio capolavori da festival del cinema.

Viene anche ricordata la presenza a Villa Croce di un murales di Ben Vautier che, per quelli che “figa Villa Croce, quasi quasi ci potremmo girare una serie de “Il Grande Fratello” (perché il trash non s’è esaurito coi fratelli Vanzina, purtroppo), è oggi universalmente considerato un’icona della rivoluzione che negli anni Sessanta sconvolse le arti figurative. A parlare per lui, sono le completissime retrospettive al Centre Pompidou di Parigi, al Gan di Tokyo e allo Zabriskie di New York. Ecco, con la coppa Italia vinta dalla Samp Ivi esposta la scorsa settimana c’azzecca proprio poco.

Nell’assicurarvi che ci sono anche persone di centrodestra che amano la cultura (e alle quali, come a chiunque conosca il valore del nostro Museo di Arte Contemporanea. si stanno torcendo le budella per l’uso inappropriato della società di gestione anche delle pagine Facebook del museo) ricordiamo che, per fortuna è stato formato un comitato per la futura programmazione della struttura ad esperti comunali come Maria Flora Giubilei sì affiancano l’Università e le realtà liguri del Mibact. Perché senza saremmo stati molto preoccupati. Specialmente dopo aver sentito l’assessore comunale alla Cultura affermare in consiglio comunale, confermando su interpellanza di Cristina Lodi, capogruppo Pd, il crollo delle visite per i Rolly Days ( -35 mila persone, – 30%, come solo GenovaQuotidiana aveva fatto notare al momento del bilancio mentre, incredibilmente, la maggior per te dei media esaltava il “grande successo”), che non è stato per l’assenza di promozione, ma per la concomitanza della Festa dello Sport e, udite udite, della Festa del Basilico. Affermazione che, non fosse stata pronunciata con convinta solennità, avrebbe avuto anche  una sua vena comica. Ennio Poleggi buonanima si starà rivoltando nella tomba. Chissà, magari a questo giro ci esce persino un film horror.

Non è ben chiaro perché si persegua con tale pervicacia la costruzione della contrapposizione centrodestra Vs Cultura. Quasi che la Cultura fosse una prerogativa della sinistra da abbattere e calpestare. Non è necessariamente così. E non è una buona idea quella di costruirsi attorno l’alone di demolitori di tutto ciò che è Cultura a favore di feste, ricchi premi e cotillon. Il vecchio sistema “panem et circenses” di Romana memoria potrebbe non funzionare in una regione che, lo ha confermato ieri il rapporto Bankitalia, continua a perdere occupati.

 

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