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L’allarme di Lunardon (Pd): “Genova rischia di non avere l’autoparco”

<Genova rischia di perdere l’occasione di realizzare il tanto atteso autoparco: se ciò avvenisse sarebbe un vero disastro per l’economia portuale della città>. A lanciare l’allarme è il capogruppo del Pd in Regione Liguria Giovanni Lunardon, a margine del Consiglio ligure di oggi. <Questa mattina ho posto il problema con un’interrogazione all’assessore Benveduti e purtroppo, dalla sua risposta, ho avuto conferma dei miei timori – continua l’esponente del Partito Democratico – . Da almeno 15 anni le associazioni degli autotrasportatori sostengono, giustamente, la necessità di un autoparco a Genova, il maggiore porto italiano. E da tempo, proprio con questa finalità, è stata individuato uno spazio nelle aree ex Ilva, che al momento sono state affittate a un operatore privato. Il contratto, però, scade a fine mese e ci saremmo aspettati che da quel momento sarebbero partiti gli interventi per realizzare l’autoparco. Anche perché le condizioni ideali c’erano tutte: quelle aree dovevano passare, grazie all’accordo di programma per l’Ilva, dalla Società per Cornigliano all’Autorità di Sistema Portuale, Unioncamere aveva già redatto un progetto per realizzare, proprio lì, un autoparco da 350 posti, nel bilancio dell’Autorità di Sistema Portuale ci sono le risorse già destinate per infrastrutturale l’area e lo stesso presidente Signorini, l’anno scorso, negli Stati generali della portualità e dell’economia del mare aveva confermato l’intenzione di realizzare in quell’area l’autoparco”. Oggi però, continua Lunardon “scopriamo che Società per Cornigliano e Autorità portuale hanno siglato un nuovo accordo di programma per affidare nuovamente quegli spazi a  terzi tramite un bando di evidenza pubblica, con contratto 2 più 3. Questo impedirebbe, per 2 o peggio per 5 anni, la realizzazione dell’autoparco di Genova. E, cosa ancora più grave, ciò avverrebbe proprio in un momento in cui si prevede il raddoppio dei traffici portuali. Con l’ulteriore aggravante che nel 2020 scade il contratto con Enac per l’affitto delle aree vicine all’aeroporto dove attualmente sono presenti 167 stalli. Quindi si rischierebbe di arrecare un grave danno all’economia genovese e ligure>.

In poche parole, accusa Lunardon, <ci troviamo di fronte a una scelta scellerata, che porta la firma di due enti che oggi sono un’emanazione del centrodestra di Toti, visto che l’attuale maggioranza esprime i presidenti di Società per Cornigliano e Autorità di Sistema Portuale. Se proprio non si riesce a destinare l’intera area in questione all’autoparco, almeno si accolga la richiesta da una parte degli autotrasportatori di affittare solo una parte di quegli spazi, destinando la rimante ad autoparco. L’assessore Benveduti, oggi in aula, ha detto di essere intenzionato a valutare altre ipotesi per l’autoparco. Ma è bene ricordare che non esistono altre aree adatte in città. Chi lo sostiene getta solo fumo negli occhi e si prende la responsabilità di danneggiare gravemente il porto genovese. Infine non si dica che il problema è l’interferenza con lo scivolo per il trasporto dello smarino della Gronda perché la cosa è nota da anni e c’è spazio a sufficienza in quelle aree per realizzare l’autoparco>.

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