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Via dell’Acciaio, stamattina sgombero della baraccopoli. Diventerà un orto urbano – FOTO E VIDEO

Lo sgombero della baraccopoli nelle ex fasce coltivate tra via dell’Acciaio e via Perotto, la strada che conduce agli Erzelli, è cominciato alle 8 di stamani. Sul posto è stata anche portata una ruspa che ha dovuto aprirsi la strada per giungere alla favelas vista mare sulle alture di via Siffredi. Sul posto, insieme all’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino, la polizia locale, dal comandante Gianluca Giurato ai reparti coinvolti. Oltre al VI distretto territoriale, il nuovissimo nucleo Vivibilità e decoro al suo esordio e la Giudiziaria, con le specialità Ambiente e Falsi documentali. Gli uomini dell’Ambiente sono stati coinvolti per le condizioni igienico sanitarie delle baracche, ma anche per l’abbandono di materiali ingombranti, alcuni dei quali pericolosi, gettati dalla piccola comunità di rom (quindi romeni e comunitari) che viveva nelle baracche.

<Con questo sgombero – ha detto Garassino – poniamo un altro mattone per la costruzione di una città più sicura e decorosa. Grazie allo sforzo economico e organizzativo dell’assessorato all’Ambiente, siamo in grado di riqualificare completamente un’area che per troppo tempo è stata oggetto di illegalità>.
Per le operazioni di sgombero e bonifica, che dureranno circa due settimane e che comporteranno una pista transitabile per i mezzi Amiu, l’abbattimento delle baracche e la rimozione di tutti i rifiuti, il Comune ha stanziato circa 60 mila euro. Particolare attenzione sarà dedicata ai rifiuti speciali, alcuni dei quali son stati abbandonati nel vicino rivo e che rischiano, quindi, di inquinarlo.

 

 

<Un plauso va alla nostra polizia locale, sempre più impegnata nel campo della sicurezza urbana> ha detto Garassino. Il comandante Gianluca Giurato ha diretto tutta l’operazione con l’ausilio dei responsabili dei reparti.

Allo sgombero erano presenti i Servizi Sociali, che anche in passato hanno verificato l’assenza di minori. Nei giorni scorsi, alle persone che abitavano nella baraccopoli (una quarantina, tutti comunitari e, quindi, inespellibili) è stato comunicato ufficialmente che esisteva la volontà di procedere a sgombero e bonifica, maturata anche perché, a causa del continui abbandoni di materiali nel rivo, erano sorti problemi di natura igienico sanitaria che si sono aggiunti a quelli idrogeologici. Al momento dello sgombero più nessuno era presente.

<Ci siamo impegnati – ha detto Mario Bianchi, presidente del Municipio Medio Ponente – a restituire al territorio un’area ad oggi utilizzata in modo improprio e degradata. A seguito del recupero ambientale da parte della Direzione igiene ed ambiente, sottoscriveremo nei prossimi giorni una concessione municipale con una cooperativa che riceverà l’area in consegna e la manterrà in corrette condizioni attraverso progetti di integrazione sociale, impedendo di fatto nuove occupazioni abusive>. Una volta terminata la bonifica, dunque, l’aria verrà quindi assegnata ad una cooperativa della terzo settore per il riutilizzo a scopo educativo e ricreativo a servizio del quartiere.

 

 

 

 

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