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Turismo, in Liguria invece dei red carpet arrivano percorsi e slogan identitari. Ma il sito è sempre poverissimo e la promozione al palo

È già un passo avanti: dai criticatissimi red carpet ai percorsi turistici, che nelle città delle nostre città, oggettivamente, mancano. Va bene, non c’è ancora un sito internet del turismo in Liguria che sia fruibile, che dia la possibilità di prenotare, che sia ricco di contenuti. Va bene, si attende ancora la campagna di comunicazione vera e propria per l’estate (nella speranza che sia prevista). Ma i percorsi turistici, che mettono in evidenza quello che c’è, sono decisamente meglio dello scenario da “centro commerciale a Natale” in cui la scorsa estate sono stati trasformati i nostri borghi più belli. Poi, davvero sono uno di quei “classici” del turismo molto graditi ai visitatori che, invece, in terra ligure non sono mai sbarcati.
Al di là degli slogan (<I cittadini diventano soggetti attivi nella creazione dei percorsi di visita, stimolando il racconto che poi sarà diffuso sui social. Per la prima volta saranno gli stessi liguri a raccontare la propria terra, e a mostrare il proprio orgoglio di viverci>), l’idea è buona, se non resterà l’unica.

<Alla campagna – fanno sapere dalla Regione – sono stati invitati tutti i Comuni, e le adesioni definitive arriveranno nei prossimi giorni. Per ogni comune verranno identificati tre itinerari di visita, ognuno contraddistinto da un colore: “arte” (rosso), “curiosità” (blu) e “bambini”(giallo) che saranno dipinti come linee sulla strada con una speciale vernice cancellabile (o pallini adesivi nei luoghi con i selciati storici). In questo modo turisti e visitatori possono facilmente, comodamente e velocemente conoscere alcuni dei luoghi più attraenti della città, scelti da chi ci abita>.
Come verranno coinvolti i Comuni e se avranno spese da sostenere per installazione e mantenimento non è ancora stato reso noto. Anche perché il posizionamento dei bollini a qualche decina di centimetri l’uno dall’altro non è esattamente lavoro da poco anche sotto il profilo della manodopera.
Le difficoltà di usare la vernice cancellabile nei luoghi con lastricato storico sono state superate pensando ad adesivi come quelli dei percorsi di Euroflora. Certo, l’estate non dura 20 giorni e a qualcuno il dubbio che dopo un mese i “bollini” siano belli e scomparsi lo ha, ma proprio Euroflora ci ha insegnato a non criticare “a prescindere”.
Nel “pacchetto estate” della Regione c’è anche il nuovo hashtag annunciato dal presidente della Regione Giovanni Toti ai parchi di Nervi: #orgoglioliguria, con le sue varie declinazioni Comune per Comune: #orgogliogenova, #orgoglioarenzano, #orgogliobogliasco e via così. Lo scorso anno, la Regione Liguria ha stravinto sui social risultando tra le campagne di comunicazione 2.0 più cliccate. Il guaio è che si limita all’utenza da social e per lo più all’Italia. Manca ancora un’analisi complessa del mercato dei paesi esteri e, soprattutto, mancano concreti e corposi investimenti da basare su quell’analisi. Insomma, la promozione vera e propria è ancora solidamente al palo. Gli stranieri sono ormai circa la metà dei visitatori che arrivano in Liguria. I fondi impegnati sono troppo pochi, come peraltro erano anche prima della giunta Toti. Su questo, nella sostanza, il vento non è cambiato. Quel che è cambiato è che il governo regionale di centrodestra ha da subito avviato una campagna più di auto-promozione locale che di promozione turistica tradizionale, di cui i red carpet sono stati l’apice. Dopo qualche tempo dall’installazione, i social erano pieni di tappeti sdruciti, scoloriti e arrotolati, che certo non erano esattamente un’immagine capace di promuovere il territorio e il red carpet ligure restava sprofondato nelle liste delle ricerche di google. Difficile che anche i nuovi percorsi e la nuova campagna social “a costo zero” riescano a “bucare” i confini regionali e ad attrarre realmente cospicue presenze turistiche. Voi andreste in una città solo per seguire dei percorsi turistici tracciati per terra? Certo, trovarli fa piacere, ma non si si sposta per quello. Il nuovo hashtag, poi, sembra più uno slogan politico che turistico, sempre nell’ambito della campagna di auto-promozione. In questo senso pare che vada la dichiarazione di Giovanni Toti: <
Il racconto della nostra regione è imprescindibile dal forte sentimento che anima i liguri, l’orgoglio. L’essere intimamente fieri della propria terra, della propria peculiarità, di ciò che ancora ha un valore identitario è un aspetto fondamentale e fondante per narrare la Liguria a se stessi e agli altri>. Cosa c’entrino i “valori identitari” con l’incoming (i turisti, per definizione, sono persone che arrivano di altri territori), decisamente non è facile capirlo e la “narrazione a se stessi”, più di quella indirizzata agli altri, sembra il target concreto della campagna.
Aspettiamo, dunque, la reale campagna di promozione all’estero e in tutte le regioni italiane della destinazione Liguria. Aspettiamo (ancora) un sito internet funzionale, tenendo presente, finalmente, che quasi una prenotazione su due viene fatta via internet.
Così, per curiosità, date un’occhiata al sito ligure e a visittuscany.com, solo uno dei siti turistici della Toscana. Al di là delle differenza palese di informazioni disponibili, balza agli occhi che in quello della Liguria manca la possibilità di prenotare hotel e altri servizi. Sono passati altri 12 mesi e noi ancora siamo al punto di prima. L’orgoglio non basta, servono promozione reale, investimenti e servizi.

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