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“Sconnessi”, l’Ordine degli Psicologi della Liguria invita alla proiezione. Si parla della nuova fobia: la paura di rimanere sconnessi dalla rete

Domani, 18 aprile, al cineclub Fritz Lang la proiezione del film “Sconnessi” con la partecipazione del regista Christian Marazziti
Doppio appuntamento alle 9,30 del mattino per gli studenti delle scuole superiori e alle 21 per la cittadinanza con ingresso ad offerta libera: un’iniziativa che si inserisce nell’ambito del progetto promosso dall’Ordine degli Psicologi della Liguria per sensibilizzare sul fenomeno della nomofobia, la paura incontrollata di rimanere sconnessi dalla rete

Mercoledì 18 aprile l’Ordine degli Psicologi della Liguria organizza una doppia proiezione del film “Sconnessi”, con la presenza in sala del regista Christian Marazziti (nella foto a sinistra), al cineclub Fritz Lang di via Acquarone 64r a Genova: alle 9,30 del mattino per gli studenti delle scuole superiori, e alle 21 per la cittadinanza con ingresso gratuito ad offerta libera.

«L’iniziativa si inserisce all’interno di un progetto promosso dall’Ordine con il coinvolgimento della Polizia di Stato e dell’Università di Genova per sensibilizzare tutti, giovani e non, sul fenomeno della cosiddetta nomofobia, vale a dire la paura incontrollata di rimanere sconnessi dalla rete, un timore che oggi per molti equivale al panico di essere tagliati fuori dal mondo, sebbene il mondo di cui si parli sia solo quello digitale», spiega la presidente regionale dell’Ordine, Lisa Cacia.

Un tema, quello della nomofobia, che è appunto al centro del film di Marazziti: l’occasione è data dal compleanno del capofamiglia Ettore Ranieri (interpretato da Fabrizio Bentivoglio), intellettuale e scrittore di successo, convinto nemico della rete, deus ex machina che tenterà nel corso di una non proprio riuscitissima riunione familiare di rinsaldare il rapporto tra la sua giovanissima e coattissima moglie Margherita Catenacci (Carolina Crescentini), incinta al settimo mese, e i suoi due figli Claudio (Eugenio Franceschini) e Giulio (Lorenzo Zurzolo), avuti dal matrimonio precedente. Il regista si chiede così cosa succederebbe se una famiglia all’apparenza comune fosse costretta ad abbandonare per un giorno social network, sms e smartphone, e dovesse ricominciare a parlarsi senza il filtro di un device.

Un film che vuole invitare il pubblico a comunicare in maniera più vera e diretta, senza l’intermediazione di uno strumento tecnologico. «La possibilità di annullare le distanze e comunicare in qualsiasi momento con chi vogliamo attraverso un dispositivo, ha quasi cancellato la necessità di ricerca del prossimo, così come la vecchia capacità di incontrarsi in un bar del centro con il solo scopo di relazionarsi e di chiacchierare occhi negli occhi – commenta Christian Marazziti –. Questo processo sta ottenendo risultati controversi e parlarne con i toni della commedia può rappresentare un modo per attirare l’attenzione di giovani e adulti su questo tema».

Due, come detto, le proiezioni del film in programma mercoledì 18 aprile: a quella mattutina seguirà un dibattito con gli studenti delle scuole superiori al quale prenderanno parte lo stesso regista, gli psicologi psicoterapeuti consiglieri dell’Ordine Alessandra Brameri ed Enrico Piemontese, la professoressa associata in psicologia sociale dell’Università di Genova Nadia Rania, il direttore capo della Polizia di Stato Roberto Surlinelli. Alla proiezione serale, invece, insieme a Cristian Marazzitti interverranno Lisa Cacia e Mara Donatella Fiaschi – rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi della Liguria – e lo psicologo psicoterapeuta Francesco Durand.

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