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Code all’anagrafe per la carenza di personale, Funzione Pubblica Cgil: “Non assenze per malattia, ma situazione di carenza di organico permanente”

Code all’anagrafe, non è colpa di un’epidemia improvvisa tra il personale, ma della carenza di organici il problema dell’ufficio. Lo dice Marina Boero della Funzione Pubblica Cgil Genova. L’idea della falcidia sanitaria dell’organico, dal vago e ingiustificato sentore di assenteismo, viene rigettata dal sindacato.
<Nei giorni scorsi la cronaca cittadina ha riportato la notizia relativa alle difficoltà vissute dagli uffici anagrafe del Comune in Corso Torino – dice Boero -. Per correttezza di informazione è opportuno specificare che le difficoltà in questione derivano dalle carenze di organico degli uffici e non dalla malattia dei dipendenti. Non e’ la malattia infatti, ma la carenza di organico, la causa della difficoltà degli uffici. La Funzione Pubblica Cgil lo denuncia da tempo e prende atto di una situazione annunciata: negli ultimi anni il personale cessato per pensionamenti è stato sostituito da meno del 50 per cento e in alcuni casi con personale non abilitato a svolgere tutte le funzioni. Nel contempo i carichi di lavoro con il ridimensionamento degli sportelli territoriali sono aumentati del 40 per cento. In queste condizioni i lavoratori degli sportelli ai cittadini vivono una situazione di grave disagio lavorativo che non permette una adeguata risposta alle giuste esigenze dei cittadini. Bene farebbe l’amministrazione a chiarire ai genovesi come si lavora e ribadiamo “si lavora” negli uffici di anagrafe>.
Come è noto, il blocco del turnover nazionale ha frenato le assunzioni in tutte le amministrazioni pubbliche. I lavoratori, assunti per concorso, vanno in pensione ad ondate. La polizia municipale è in ginocchio, con oltre 200 pensionamenti in pochi anni e un’età media degli agenti di 54 anni (58 per i funzionari), gli uffici della Cultura tra un paio d’anni saranno praticamente tutti in pensione. Non fa eccezione l’anagrafe dove da qualche tempo a integrare, quantomeno per quanto riguarda l’accoglienza, ci sono i ragazzi dei progetti scuola-lavoro. Che, però, non bastano in una realtà ancora quasi completamente cartacea dove la tecnologia non è ancora intervenuta in maniera concreta a tamponare le riduzioni di organico e dove, comunque, il fattore umano sarebbe fondamentale.
<È necessario che le reali cause delle difficoltà vissute negli uffici pubblici vengano denunciate con chiarezza e che le amministrazioni investano sui servizi ai cittadini. Solo così si potranno ripristinare condizioni di lavoro che non penalizzano dipendenti e cittadini fermando la deriva denigratoria che colpisce ormai costantemente i lavoratori pubblici – dice Boero -. La Funzione Pubblica Cgil  è solidale con i lavoratori degli uffici di anagrafe e si attiverà affinché in questo settore si torni a lavorare in condizioni di normalità>.

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