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Due nuovi Civ nei carruggi, Luccoli (Confesercenti) e Canneto (Ascom). Si comincia con i festeggiamenti per Euroflora

A quasi 10 mesi dal cambio di giunta, nessuno dei provvedimenti promessi per il recupero del commercio del centro storico (l’unica azione virtuose che salvaguarda la vivibilità in maniera permanente) è stato messo in atto e le attività di pregio chiudono in un crescendo rossiniano
I commercianti tentano di difendersi unendosi in consorzio nelle poche aree commerciali sane rimaste
La “Rive Gauche” si arricchisce del Civ sperimentale “Canneto e dintorni” e completa la “copertura dell’area a est di via San Lorenzo

 L’Unione Operatori Economici di via Luccoli 1961 diventa ufficialmente un Civ

di Monica Di Carlo

Il centro storico dove chiudono i negozi storici e aprono attività “predatorie”, che non portano servizi e creano problemi. In pochi mesi è stata un’ecatombe anche nelle aree più turistiche della città. Alcune aree un tempo fiorentissime di botteghe sono desertificate già da tempo, come, ad esempio, le zona dell’ex Ghetto (sì, potete anche non crederci, ma una volta il Ghetto era pieno di trattorie e negozi). In altre, i negozi degli stranieri per gli stranieri, che non incentivano le frequentazioni di genovesi e turisti, stanno sostituendo un giorno dopo l’altro i negozi storici: un processo che sta divorando il centro storico ed è cominciato a Pre’ (coi risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi) e continuando inesorabilmente in via del Campo e via San Luca. L’evento-disastro è stata la legge Bersani, con le sue liberalizzazioni, che favorisce la grande distribuzione organizzata (i negozi alimentari e i banchi dei mercati sono stati sostituiti da una miriade di supermercati di piccole dimensioni creando una serie di serrande chiuse in diverse aree) e coloro che, appunto, “rapinano” il territorio, non portando servizi, non dando qualità (che è l’unico modo per un negozio di resistere alla grande distribuzione) e, anzi, catalizzando tutta una serie di attività commerciali e di artigianato alimentare che trasformano i quartieri in casba poco appetibili da genovesi e turisti o in spaccio di alcol a basso prezzo. La legge Bersani e le restrizioni di discendenza europea che puntano a liberalizzare, di fatto hanno condannato a morte ampie fasce del territorio. In qualche area, in passato, sono stati tentate iniziative di “rianimazione” (Pre’ e Maddalena) mal mirate e mal gestite, che hanno portato a gettare, di fatto nella spazzatura milioni di euro: pochissimi i negozi incentivati che hanno resistito. La passata giunta comunale poco ha fatto, soprattutto nell’ultimo biennio, per invertire la situazione e a quasi un anno dall’elezione della nuova giunta il progetto sbandierato in campagna elettorale, quello di avviare una serie di iniziative su 28 carruggi-direttrice che potessero rivitalizzare a raggiera gli altri, è rimasto lettera morta. Intanto i negozi chiudono a raffica, in un crescendo rossiniano. Dove i negozi di qualità chiudono, le aree diventano quartier generale della criminalità. Come a San Luca, dove la sera e non solo la percezione di sicurezza è crollata e non di rado anche la sicurezza stessa, perché spacciatori e rapinatori hanno sconfinato dalla zona Orti di Banchi-Santo Sepolcro-vico Mele.

La voce che gira sull’intenzione dell’amministrazione di eliminare i vincoli di dimensione per l’apertura dei locali terrorizza la città vecchia. Per ora aprono appunto artigiani alimentari e negozi di bassa qualità, ma se si darà il via libera anche ai pubblici esercizi (che somministrano alcol) si metterà la pietra tombale sul commercio della città vecchia, a danno della vivibilità, perché mancherà il presidio sociale e commerciale dei negozi virtuosi.

L’esempio è via San Donato dove di giorno troviamo solo una teoria di serrande chiuse e di notte troppi sono i locali e gli artigiani alimentari gestiti da stranieri che attraggono pessime frequentazioni. In quel tratto di strada, la notte, borseggi e risse sono all’ordine del giorno. L’idea di gestire il fenomeno con controlli di polizia municipale e forze dell’ordine, tra l’altro tutte in carenza di personale, è evidentemente fallimentare. Recentemente, stante la non emissione dell’ordinanza chiesta anche dal Civ per Sottoripa (in particolare per il tratto che va da Ponte Reale a vico del Serriglio) divise si sono dovute spostare in massa lì, scoprendo altre zone, come la Maddalena e via Pre’. I provvedimenti virtuosi, prima come adesso, sono totalmente assenti se si eccettua, anche in questo caso prima come adesso, qualche scritta luminosa e la decadenza continua nella totale assenza di provvedimenti strutturali. Per scoprire che quanto descritto è drammaticamente vero basta guardarsi attorno. L’unico provvedimento vero è la costituzione, a parte dell’assessorato alla Sicurezza, di un nucleo specifico di polizia municipale per il centro storico che, però, nasce azzoppato dalla scarsità di personale del corpo causata dalla non copertura del turnover durante le precedenti amministrazioni, in misura superiore alle barriere messe dalle normative nazionali. Ora anche le forze dell’ordine del territorio, autrici di decine di arresti ogni mese, chiedono provvedimenti amministrativi. Non solo ordinanze di divieto, ma anche provvedimenti che incentivino il commercio virtuoso e impediscano la desertificazione. Che i territori non si governino solo con le uniformi (che pure servono per interventi “d’emergenza”, ma l’emergenza non può durare per sempre, anche perché gestirla è costosissimo), ma che serva una politica commerciale intelligente non è un’opinione, è esperienza mondiale.


I commercianti, intanto, si difendono come possono, almeno nelle zone dove una reale rete commerciale ancora esiste.

Nei fatti, un Civ lo è da oltre cinquant’anni e, quindi, da ben prima che il concetto stesso di centro integrato di via entrasse a far parte del lessico del commercio al dettaglio. Dallo scorso 14 marzo, però, l’Unione degli operatori economici di via Luccoli è diventata un Civ a tutti gli effetti, con l’atto di costituzione siglato presso uno studio notarile e la conferma di Francesca Recine alla presidenza. Un passaggio formale che è stato celebrato, nella serata di venerdì 6 aprile, con un brindisi all’Atelier del Caffè di piazzetta Chighizola al quale sono intervenuti anche l’assessore comunale al commercio Paola Bordilli, il presidente del Muncipio I Centro-est Andrea Carratù, il presidente di Confesercenti Genova Massimiliano Spigno ed il direttore Andrea Dameri.
Il nome ufficiale è dunque Civ Unione operatori economici di via Luccoli dal 1961, a richiamare la data originaria della prima forma di associazione tra gli esercizi di quella che, ancora oggi, è una delle strade dello shopping per eccellenza. <Ad oggi le attività aderenti al Civ sono già una cinquantina – ricorda Recine -e, fra queste, anche diversi studi professionali dei primi piani e la galleria d’arte ‘900 del civico 22, che hanno scelto di associarsi come gesto di riconoscimento per l’utilità del lavoro svolto dal nostro consorzio, a beneficio non solo degli esercizi commerciali ma, più in generale, della vivibilità e vivacità del quartiere>.
Tra le iniziative in programma nelle prossime settimane, quelle legate all’imminente ritorno di Euroflora: per l’occasione, infatti, l’intera via Luccoli sarà abbellita da un allestimento di vasi ornamentali con vegetazione a caduta. Sabato 21 aprile, giorno dell’inaugurazione di Euroflora, saranno esposte vespe storiche e motorini d’epoca nelle vetrine dei negozi e lungo la strada dove, nel pomeriggio, sfilerà il corteo storico realizzato in collaborazione con il Municipio. Vespe storiche e decorazioni floreali saranno bissate anche il sabato successivo, 28 aprile.
Sabato 5 maggio sarà poi la volta della sesta edizione di via Luccoli in fiore, la tradizionale infiorata che quest’anno si arricchisce della partecipazione di due nuovi vivai della piana d’Albenga e degli stessi operatori del Civ che collaboreranno alla manifestazione. Il 19 maggio, infine, in occasione dell’appuntamento primaverile con i Rolli Days, andranno in scena le“Note nei portoni”, piccoli concerti di musica classica negli androni dei palazzi nobiliari che affacciano sulla via.
Oltre la simbolica linea di spartizione della città vecchia nasce il Civ Ascom “Canneto e dintorni” che insieme a quello delle Erbe vuole diventare motore dell’accoglienza a genovesi e visitatori in una delle one più frequentate della città vecchia. L’obiettivo è quello di migliorare la zona in termini di sicurezza, illuminazione e attrattiva, organizzare un calendario di eventi di richiamo, convincere la Pubblica Amministrazione a riportare l’attenzione sulle esigenze del territorio. Il consorzio nasce, per ora, con la formula sperimentale e dopo un’anno di attività potrà essere confermato. Comincia col proporre una serie di idee. <Tra i nostri obiettivi – dice Carmen Sidoti, coordinatrice del Civ – c’è quello di studiare iniziative per valorizzare la zona e porci come un interlocutore verso le istituzioni per evidenziare le problematiche che viviamo, studiare insieme proposte e soluzioni da realizzare. Siamo convinti che l’area di Canneto abbia un patrimonio urbanistico splendido e un’offerta commerciale con un’importante appeal. Dall’offerta alimentare di qualità agli atelier e ai concept store di abbigliamento, dalla letteratura per l’infanzia all’enologia di qualità, la nostra realtà si inserisce nel centro storico come un cardine su cui puntare per un’idea del centro storico attrattivo e accogliente per i turisti e vivibile per i residenti>.
<La nascita del Civ Canneto e dintorni – dice Marina Porotto, vice presidente della Consulta dei Civ e referente di Area per il centro storico – è un obiettivo cui lavoravamo da tempo come Consulta. Siamo molto contenti di questa nuova realtà che si è attivata in una zona molto bella e molto importante della nostra città e segna un’ulteriore crescita della Consulta. I Civ Ascom continuano a rappresentare un fenomeno unico di aggregazione di impresa, a livello nazionale ed internazionale, distinto dal grande cuore che questi commercianti mettono volontariamente a servizio della città e dei loro colleghi. Una realtà tutta genovese di cui siamo molto orgogliosi>.

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