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Da martedì il Galliera chiude ai ricoveri degli infartuati per una gara d’appalto per l’acquisto di un angiografo durata più del previsto

Mi raccomando, cercate di non farvi venire un infarto fino ai primi di settembre. Perché il pronto soccorso del Galliera, chiude le porte ai ricoveri di chi ha problemi cardiaci anche acuti e malattie cardiocircolatorie. Giocoforza, negli altri ospedali, San Martino e Villa Scassi, ci sarà la coda e quando i minuti sono questione di vita o di morte non si sa mai come va a finire.
È una ordinaria storia di sanità claudicante, esattamente come le code di ambulanze davanti ai pronto soccorso, che nel caso del Galliera non si registrano solo quando c’è il picco dell’epidemia di influenza. Tutto succede con la complicità delle complicazioni burocratiche delle gare d’appalto. Uno dei due angiografi dell’ospedale è giunto allo stremo e ha deciso di smettere di funzionare. La gara d’appalto, par che sia durata più del previsto. La macchina serve proprio per il trattamento dell’infarto e di altre malattie cardiocircolatorie acute e per interventi di vario tipo, dalla neurochirurgia alla chirurgia vascolare. Permette di evidenziare i vasi sanguigni dei diversi distretti corporei al fine di studiarne morfologia e decorso e svelarne eventuali alterazioni. Questa metodica è resa possibile grazie all’utilizzo di particolari cateteri estremamente sottili che consentono di raggiungere per via endovascolare il distretto da esaminare e attraverso la somministrazione del mezzo di contrasto visualizzare e studiare in modo selettivo i vasi con le loro diramazioni. L’angiografo è un’apparecchiatura radiologica costituita da un tubo radiogeno posto al di sopra di un lettino portapaziente radiotrasparente che consente la realizzazione di proiezioni multiple anche in automatico, ottenendo la visualizzazione dei diversi distretti vascolari opacizzati in tutta la loro estensione in tempi estremamente veloci.
Si tratta di una macchina digitale sofisticata e costosa (circa 300 mila euro), dotata di particolari software in grado di acquisire immagini “in sottrazione”, grazie a una funzione che esalta l’immagine vascolare sottraendo quella dei tessuti molli e scheletrici circostanti.
Al Galliera ce n’erano due, uno usato nei reparti, per esami e emergenze di ricoverati. L’altro, appunto, al pronto soccorso. Il messaggio della direzione sanitaria è sibillino. Da una parte fa appello al 118 perché dirotti i pazienti, dall’altra fa sapere che se si presenta un infartuato, ovviamente, non lo lascerà a morire su una barella. Ma come si farà se la macchina è già occupata da un’emergenza interna o, semplicemente, a un esame diagnostico per un ricoverato? Il rischio, che a questo punto investe tutta la città per il sovraccarico degli altri pronto soccorso, è concreto. E anche i pochi minuti impiegati per il trasporto in un ospedale meno vicino al luogo dove il malato viene colto da infarto possono essere esiziali.
Quindi, siete avvertiti: non fatevi prendere da infarto da martedì prossimo, 17 aprile, alle 20 fino a settembre. Fino al 7 maggio i ricoveri saranno bloccati h24, dopo saranno possibili solo dalle 18 alle 7 nei giorni feriali, mentre nei fine settimana e in quelli festivi, nelle stesse ore, dovranno essere autorizzati dal cardiologo di guardia.
E meno male che il problema del pronto soccorso del Galliera, dove troppo spesso le ambulanze sono costrette ad attendere fuori per ore, era l’assistenza agli ubriachi.

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