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Merella “scopre” i problemi di vico Mele. Carratù: “Benvenuto Merella! Ecco cosa stiamo facendo per risolvere il problema che lui vede ora”

Il leader di “Ge9si” posta un video in cui denuncia la situazione presente da anni, Carratù, ricordando l’impegno concreto delle forze dell’ordine e della Municipale, racconta come il Municipio sta affrontando la situazione non solo “manu militari”, ma anche con una serie di provvedimenti amministrativi e di iniziative. Da ricordare, ci sono anche le iniziative dei cittadini che puntano su amicizia e inclusione, aperte anche agli stranieri

L’appello viene da Arcangelo Merella che denuncia sulla propria pagina Facebook la situazione della zona di piazza Sepolcro e Vico Mele. Ma è un po’ la scoperta dell’acqua calda, perché polizia, carabinieri e, per la sua competenza, la polizia municipale, ci lavorano da mesi, da anni. Qualche mese fa la polizia arrestò addirittura 23 persone assieme nella zona, nell’ambito di un’inchiesta della procura della Repubblica. Una marea di arresti è stata effettuata, giorno dopo giorno, anche dai carabinieri. La polizia municipale, che non ha compiti di ordine pubblico, ha sanzionato più volte persone che orinavano per strada (in un caso tre agenti sono rimasti feriti perché uno dei sanzionati ha dato in escandescenze) e pochi giorni fa ha fermato uno straniero con due nomi. Noto il caso dello straniero che girava col machete, fermato da Municipale e Carabinieri, denunciato proprio dal Municipio, che Merella chiama in causa. Numerosissimi i controlli di polizia e carabinieri di notte, qualche volta anche con la Municipale o con il nucleo cinofilo della Guardia di Finanza e dei carabinieri di Albenga. Postiamo sotto una serie di fotografie scattate nel tempo che ritraggono polizia, carabinieri, guardia di finanza, alpini e polizia municipale al lavoro.

Insomma, Merella scopre l’acqua calda e tenta l’effetto mediatico, a dir la verità, a causa dei social, ormai diffusissimo su molte bacheche di politici locali di maggioranza e opposizione. Vero è che il disagio dei cittadini è reale (anche se alcuni fanno di tutte le erbe un fascio e vorrebbero accomunato chi, semplicemente, è per strada con chi spaccia e chi si rende responsabile di comportamenti contrari al decoro, che non è come spacciare, ma incide sulla percezione di sicurezza e sulla vivibilità). Recentemente, il presidente del Municipio Centro Est Andrea Carratù aveva denunciato, come ora fa Merella, che in difficoltà ci sono anche tante attività turistiche. <Benvenuto Merella, da quando ci siamo insediati ci stiamo occupando della questione che, come è evidente a tutti, non è di facile soluzione, che necessità, come sta avvenendo, dell’intervento delle forze dell’ordine, ma ha bisogno anche di altre misure – dice Carratù -. Con l’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino abbiamo incontrato recentemente sia i residenti sia le attività turistiche e commerciali della zona. Oltre all’intervento delle forze dell’ordine, che già c’è, e ringraziamo tutte le divise in campo da mesi, si sta pensando a servizi igienici pubblici controllati per limitare i problemi di vivibilità oltre ad accessi con carta negli ecopunti perché non vengano usati per lo spaccio. Cercheremo di fare in modo che i magazzini sequestrati alla mafia, non vengano assegnati solo ad associazioni, ma vengano utili al quartiere in altra maniera. Stiamo pensando a insediare una serie di startup innovative che non vivono sulla frequentazione “di passaggio”, ma la creano>.
Per affrontare il problema, ricorda Carratù, non a caso l’Amministrazione comunale ha creato un nuovo reparto di polizia municipale dedicato solo al centro storico: una delle emergenze da affrontare è proprio questa.

Alcuni cittadini, quelli che non gettano il bambino con l’acqua sporca, condannando i fenomeni criminosi come tutti, ma sostenendo che la via della vivibilità passa per l’amicizia, organizzano da anni cene in strada e iniziative per dialogare con i migranti.

Insomma, la “denuncia” di Merella si perde un bel pezzo di storia e diversi approcci al problema, non tenendo in conto l’attività di tutti quelli che hanno praticamente tentato di risolverlo. Il problema esiste, non c’è dubbio. Ma non si può scoprirlo adesso e soprattutto non ci si può improvvisare a chiamare “ai loro doveri” quelli che già si stanno impegnando da anni.

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GenovaQuotidiana

Agenzia Giornalistica GenovaQuotidiana Partita Iva 02485610998 Direttore Responsabile: Monica Di Carlo

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