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Il Modernismo a Genova, alle giornate di Primavera il Fai racconta l’architettura scomoda del Ventennio – IL VIDEO

È un tema scomodo quello che è stato scelto quest’anno dal Fai, Fondo Ambiente Italiano, per le Giornate di Primavera di Genova: il Modernismo. Cioè lo stile fortemente voluto dal Duce e per questo, dopo il ’45, fatto cadere nel dimenticatoio, gettando il bambino (l’Arte) con l’acqua sporca del Fascismo. Il cuore della Genova Modernista è piazza della Vittoria (prima “piazza di Francia”) da cui ancora oggi e probabilmente proprio da quel tempo si diramano a raggiera i numeri civici della città. Tutta l’area è rimasta una sorta di buco nero trasparente, un luogo dove si posteggia l’auto (nemmeno troppo volentieri visto che il gestore, l’Apcoa, è più caro rispetto a Genova Parcheggi), dove i negozi faticano nonostante i molti posti auto a disposizione, quasi un non luogo, se non fosse per un manipoli di commercianti che la promuovono continuamente. Senza negozi e locali, probabilmente, piazza della Vittoria sarebbe l’angolo più dimenticato della città. Difficilmente, poi, chi ci passa alza il naso, nota l’imponente architettura dei palazzi, la geometria della piazza.
Il Fai, nelle due giornate appena concluse dedicate alle visite, ha aperto l’ingresso del Palazzo Nafta, il primo in assoluto ad essere stato costruito, la cripta sotto l’arco dei caduti e, poco più in là, in corso Saffi, la casa del Mutilato, che i meno giovani ricorderanno come cinema e come sede di un blasonato club jazz e i più giovani come birreria.
Sonia Asaro, capo delegazione del Fai, ha fatto una scelta non facile e i volontari hanno permesso ai genovesi (e ai turisti) di scoprire un tesoro che da sempre hanno sotto il naso, che non hanno mai visto e che forse non hanno mai sentito la necessità di vedere. Nel video racconta la storia della progettazione e della costruzione e, insieme al sacrificio dei 4675 morti genovesi della I guerra mondiale, una delle trasformazioni più massicce della città.

Oltre ai marmi, alle architetture, ci sono i personaggi, come i reduci della I e II guerra mondiale le cui storie sono raccontate con ampia documentazione nella Casa del mutilato, gli architetti, i pittori, gli scultori. E il podestà Eugenio Broccardi, di idee liberali, che si converte al fascismo per puro opportunismo (le poltrone con gettone facevano gola anche allora), senza però mai approfittare della sua posizione per affari illeciti o personali.
Certamente è lui a fare di tutto il possibile per portare a Genova la Royal Dutch, grande azienda petrolifera straniera che costruirà il Palazzo Nafta il primo, e più particolare degli edifici della piazza. Per quanto riguarda il progetto della piazza, Broccardi si riserva ampio spazio di discrezionalità. Lo si ricorda anche per la lunga serie di opere pubbliche messe in cantiere durante la sua amministrazione, dal 1926 e per 7 anni: la nuova galleria (la Cristoforo Colombo), la sistemazione del promontorio di San Benigno (spianamento del colle e realizzazione della via Cantone, tra Genova e Sampierdarena), la strada camionale dei Giovi, l’Arco ai Caduti di piazza della Vittoria. È in quel periodo che si compie il progetto della Grande Genova, ovvero l’aggregazione dei comuni di ApparizioneBavariBolzanetoBorzoliCornigliano LigureMolassanaNerviPegliPontedecimoPràQuarto dei MilleQuinto al MareRivarolo LigureSampierdarenaSan QuiricoSant’Ilario LigureSestri PonenteStruppa e Voltri

Carlo Delcroix con il Duce nel giorno dell’inaugurazione della casa del Mutilato

Altro personaggio è Carlo Delcroix, tra i fondatori dell’associazione italiana Mutilati e invalidi, soldato che nella I guerra mondiale ha perso gli occhi e le braccia, deputato fascista, che pure è l’autore della frase: “La guerra è la lezione della storia che i popoli non imparano mai abbastanza”. È fascista, ma non può dimenticare gli orrori della guerra e quando Mussolini stringe il patto con Hitler si defila, in aperta polemica.

Ma il Fai non è sceso sul piano storico se non per quanto strettamente necessario per raccontare l’architettura e le scelte urbanistiche del tempo per definire come nasce e come si sviluppa il progetto di piazza della Vittoria.

Nel video anche l’intervista alla giovane volontaria Fai Benedetta e al presidente dell’associazione nazionale Mutilati e invalidi Giuseppe Isola.

 

 

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