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Gavoglio, parte il progetto del parco urbano. Tursi cerca finanziatori per decidere il futuro del resto dello spazio – FOTO E VIDEO

La caserma Gavoglio, dal dopoguerra intitolata alla memoria del sottotenente degli Alpini Carlo Gavoglio, è stata dismessa dall’esercito negli anni novanta. Posta al centro del Lagaccio, la struttura occupa complessivamente un’area di circa 75.000 m², corrispondenti a circa un sesto dell’intera superficie urbanizzata del quartiere, ed è oggetto fin dai primi anni novanta di proposte e discussioni.

Dopo la realizzazione del parco urbano, lo spazio residuo è uno di quelli che l’amministrazione vuole utilizzare per rilanciare la città. Intanto una funivia la raggiungerà partendo da Ponte Parodi per arrivare ai Forti. Una delle fermate sarà proprio qui. Poi Tursi sta cercando proposte per coniugare l’opportunità di riportare alla vita l’enorme area abbandonata anche grazie alla collaborazione di privati. Da quanto questi contribuiranno si potrà anche progettare l’allargamento della strada, chiesto con forza dal Municipio Centro Est.

Presentato questa mattina, con un sopralluogo agli spazi dell’ex caserma destinati a parco urbano, il programma di tre incontri ad inviti dedicati al confronto sullo sviluppo di soluzioni innovative per la realizzazione del progetto.
Le soluzioni, basate su tecniche nature based solution (NBS), prevedono una progettazione che utilizzi la natura per aumentare la capacità di resilienza di un sito, con scelte ecologiche, sostenibili ed inclusive.
La serie di incontri, che prenderà il via venerdì 23 marzo all’hotel Savoia, è una co–creation prevista dall’Unione Europea per la progettazione del parco urbano, lotto inserito nella più complessiva opera di riqualificazione del compendio dell’ex caserma.Vi parteciperanno importanti portatori di interesse tra istituzioni pubbliche, dipartimenti universitari e centri di ricerca, associazioni di categoria delle imprese e del commercio, oltre ad associazioni e abitanti del quartiere. Gli altri appuntamenti sono in programma mercoledì 28 marzo e sabato 7 aprile.Obiettivo dei lavori è la creazione di un “living lab”, laboratorio permanente che, una volta conclusa la fase di partecipazione relativa al parco, si arricchirà di competenze estendendo il proprio interesse all’intero compendio, sempre in ottica di sostenibilità ambientale. I risultati di questo lavoro saranno poi recepiti dalla procedura urbanistica per rendere attuabili gli interventi.


«Il recupero della ex caserma Gavoglio, risorsa importantissima per il quartiere e per Genova tutta– dichiara l’assessore a Lavori Pubblici e Manutenzioni Paolo Fanghella – è uno dei più ambiziosi progetti ai quali ci stiamo dedicando. L’intervento ha una valenza importante dal punto di vista sociale, poiché consente di riqualificare il quartiere del Lagaccio e quindi di migliorare la vivibilità dei cittadini. Abbiamo già deciso di destinare ai lavori per la realizzazione del parco urbano, per la mitigazione dei rischi idrogeologici e altre opere interne al lotto della caserma, circa 7 milioni e 300 mila euro, cifra superiore rispetto a quanto previsto dalla precedente amministrazione. Si tratta di opere già finanziate per il 2018 che prevedono l’avvio degli interventi entro l’anno in corso».

Simonetta Cenci, assessore a Urbanistica e Demanio, prosegue: «Questo è un ottimo esempio di rigenerazione urbana che, insieme ad altri interventi a cui stiamo lavorando, dimostra che Genova è ripartita. Per l’area Gavoglio stiamo arrivando alla fase attuativa. Il Living lab sarà importante nella progettazione, comunque suscettibile di ulteriori innovazioni sulle funzioni degli edifici e delle strutture che riguarderanno, anche, aree per lo sport e più specifiche per il quartiere. Vorremmo prendere spunto da quello che è stato fatto da altre città europee che hanno affrontato in maniera molto positiva situazioni simili. Dobbiamo proseguire in questa vision, con la volontà di avere un continuo confronto costruttivo».

Il progetto europeo UNALAB-URBAN NATURE LABS, presentato nell’ambito di un bando del programma Horizon 2020-Smart Cities and Communities, finanzia per quasi un milione di euro l’utilizzo nel parco di soluzioni progettuali di tipo naturalistico.

Il parco urbano, che si estenderà per circa un ettaro sui cinque complessivi dell’area, rappresenta uno dei lotti funzionali del programma di valorizzazione dell’ex caserma approvato sulla base delle linee guida condivise con il quartiere. Il progetto è uno dei punti cardine dell’intera riqualificazione per la sua funzione di “polmone verde” della delegazione e per la sua possibilità di diventare una risorsa per l’intera città grazie ai possibili collegamenti con il sistema dei forti. Partner del Comune di Genova sono IRE Agenzia regionale e LAND Italia che svolgono la progettazione con la supervisione e sulla base del masterplan del Comune stesso.

La realizzazione del parco urbano farà da volano per l’intera valorizzazione dell’ex-caserma Gavoglio grazie alla sua forza di attrazione verso possibili investimenti privati sugli edifici storici da riqualificare, per i quali è prevista una quota di spazi di pubblica fruizione.

(Tutti i diritti riservati per i video e le foto)

Il processo che ha portato all’acquisizione a titolo gratuito dell’immobile è cominciato nell’ottobre 2013 per concludersi nel dicembre 2016 attraverso la procedura del federalismo demaniale culturale.

Il progetto UnaLAB – Urban Nature Labs racchiude un consorzio di 28 partners (Comuni, enti di ricerca, enti privati) provenienti da dieci città europee e non. Genova, con Tampere (Finlandia) e Eindhoven (Paesi Bassi), è una città front-runner ovvero un “dimostratore” delle pratiche NBS.

Info: www.comune.genova.it/content/caserma-gavoglio-0, www.unalab.eu (in inglese)

Da molti anni ormai il grande complesso edilizio giace seminascosto immediatamente alle spalle della stazione ferroviaria di Genova Principe e solo gli abitanti dei quartieri limitrofi (Lagaccio, Oregina, San Teodoro) vivono il contatto visivo con i suoi grandi e ormai silenziosi padiglioni.
Il programma di valorizzazione, redatto a seguito dell’accordo firmato nel dicembre 2016, scaturisce dal lungo percorso di partecipazione  avviato con i diversi portatori d’interesse tra marzo e dicembre 2015.
Tale programma individua non un’unica soluzione definitiva, ma una gamma di possibili utilizzi e possibili azioni compatibili con gli obiettivi di valorizzazione e con la tutela del bene, in sintonia con l’intorno di riferimento e con le condizioni sociali ed economiche del contesto.

Gli scenari
Per visualizzare la realizzazione di alcune delle possibili azioni, scelte tra quelle con più forza emerse nel corso del percorso di ascolto, sono stati elaborati alcuni scenari principali.
In generale, si prevede la realizzazione di una quota molto consistente di spazi verdi attrezzati per tempo libero, gioco e sport previa demolizione della maggior parte degli edifici industriali non vincolati.
La superficie complessivamente destinata a queste funzioni è di circa 16.600 mq nello scenario 1, e di 10.300 mq nello scenario 2, a seconda della maggiore o minore quota di edifici demoliti.

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