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È morto a 86 anni Sergio Castellaneta, il medico radicale di centrodestra che sfiorò la vittoria contro Pericu

È morto a 86 anni Sergio Castellaneta, che con la lista civica “Genova Nuova” sfiorò il passaggio del Comune al centrodestra quando, andando al ballottaggio con Giuseppe Pericu fu sconfitto per poche migliaia di voti

Laureato in Medicina, con specializzazioni in Angiologia ed Analisi di laboratorio, esponente storico del centro-destra genovese, entra in politica nel 1990 come candidato della Lega Nord al Comune di Genova, dove viene eletto Consigliere Comunale con 4.000 preferenze. È stato anche fondatore del Movimento di Liberazione Fiscale.

Deputato leghista e del gruppo misto

Nel 1992, candidato della Lega Nord per la circoscrizione Liguria, viene eletto deputato con 28.000 voti di preferenza e partecipa ai lavori della commissione Sanità ed Affari Sociali, dopo appena due anni cade la Legislatura e viene ripresentato sempre dalla Lega Nord come Candidato nel Collegio Genova-Centro Storico e viene rieletto Deputato con 35.000 voti di preferenza. Nel 1994 viene eletto Presidente dell’ordine dei medici della Provincia di Genova, carica che ricoprirà fino al 2004 quando presenterà le dimissioni per motivi personali. Nel maggio del 1994 esce dalla Lega per protesta contro i sistemi di gestione del partito e s’iscrive al gruppo misto, dove resterà fino al 1996 quando cadrà nuovamente, dopo soli due anni, anche la XIII legislatura.

Nel 1997 fonda una lista civica (“Genova Nuova”) e si presenta come candidato a sindaco di Genova; conquista il ballottaggio con 72.000 voti di preferenza personale ma non ottiene la vittoria contro Giuseppe Pericu, per pochi migliaia di voti. Si segnala per intemperanze durante la campagna elettorale, come una rissa con una giornalista di un tv locale negli studi dell’emittente Telegenova.

Liste locali nel centrodestra

Nel 1998 la lista civica prende il nome di “Liguria Nuova” che sostiene tra l’altro due cavalli di battaglia: la trasformazione della Liguria in una regione a statuto speciale e l’eliminazione del ciclo a caldo dell’acciaieria ILVA di Cornigliano, ritenuto dannoso per l’ambiente e la riqualificazione della zona (l’altoforno è stato infine demolito nel 2005); con la sua lista si presenta alle Elezioni Regionali del 2000 a sostegno del candidato governatore Sandro Biasotti e viene eletto consigliere regionale e presidente della commissione Statuto. Nel 2002 esce dalla maggioranza in quanto i programmi per la sanità ligure non sono confacenti con quanto aveva sempre sostenuto, sia come consigliere comunale, sia come deputato, sia come presidente dell’Ordine dei Medici. Ha appoggiato il referendum abrogativo della legge sulla procreazione assistita, nonché proposte per la legalizzazione della prostituzione.

Attività nel Partito Radicale

Personaggio originale, è vicino anche al Partito Radicale di Marco Pannella (ha votato sempre a favore dell’aborto e del divorzio e contro la legge sulla procreazione assistita e contro la futura legge sul testamento biologico, ritenuta fortemente limitante) e iscritto al Partito Radicale Transnazionale; è stato tra i primi firmatari per la presentazione della lista Pannella-Bonino dei Radicali Italiani (candidato alla presidenza il medico e politico Silvio Viale) per le elezioni regionali del 2010 in Liguria (la lista non raggiunse poi il quorum di firme).

Nel 1998 partecipò ad una petizione contro il governo di Slobodan Milošević e sostenne poi la guerra del Kosovo, al contrario del suo ex partito, la Lega Nord, vicina al presidente serbo.

Abbandono della politica

Abbandona la politica attiva dopo la prevedibile sconfitta di Biasotti alle elezioni regionali del 2005 contro Claudio Burlando.

Laico, federalista e antislamista ha poi dichiarato di non sentirsi più rappresentato “da questo Centro Destra”, dal quale dissente per i numerosi problemi legati alla giustizia, alla sanità, alle riforme istituzionali; ha criticato la gestione della Lega di Umberto Bossi, manifestando vicinanza per l’euroscetticismo e altri temi con il nuovo leader leghista Matteo Salvini. Si è nuovamente distaccato dal mondo della Lega in polemica con la scelta di Salvini di non candidare Edoardo Rixi alla presidenza della regione Liguria in favore del candidato di Forza Italia Giovanni Toti.

Ha condotto anche trasmissioni e spazi autogestiti di politica sulle televisioni locali genovesi Telegenova e Telenord.

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